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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 più decisione Governo Renzi dopo elezioni deludenti

Quali potrebbero essere l prossime mosse del governo e su novità pensioni dopo primi risultati elezioni e cosa aspettarsi concretamente




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9:22): Una prima risposta anche se seppiamo che quando si parla di novità per le pensioni e in generale di decisioni non c'è grande certezza in questo ultimo periodo all'interno del Governo Renzi abbastanza spaccato sia internamente come coalizione e maggioranza è quella di puntare sul taglio delle imposte per tutti dipendenti, pensionati ma anche imprese e si vorrebbe dare l'annuncio prima dei ballottaggi. Al momento la strategia dell'accelerazione confermata dalle ultime notizie e ultimissime anche da autorità importanti sembra questa a discapito di tutti i sistemi per le novità per le pensioni. Almeno per il momento e salvo sorprese.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:02): A questo punto il Governo Renzi potrebbe decidere di accelerare con le novità per le pensioni o sulle imposte o su entrambi dopo un risultati del voto che ha visto una sconfitta pesante e una serie di potenziali ripercussioni se si dovesse perdere Milano e andare molto male a Roma, senza che nessuno vuole pensare che qualcosa possa andare storto a Torino. Novità sulle pensioni e imposte, due temi cari da sempre agli italiani, potrebbero far cambiare qualcosa, ma stavolta non sarà facile e non basteranno gli annunci.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:53): 
Il premier della maggioranza vuole vincere le elezioni comunali a Milano e magari fare un colpo di coda a Roma così confermano le ultime notizie e ultimissime. E per recuperare voti e sopravanzare gli avversari l'intenzione sembra essere quella di insistere sulle novità per le pensioni e il taglio delle tasse o comunque una delle strategie che si stanno vagliando. Quale di queste misure andrà in porto sarà tutto da scoprire, ma almeno a livello di indiscrezioni e qualcosa in più è questa la strada che vuole seguire.

I primi risultati delle elezioni comunali per cui si è votato ieri 5 giugno in diversi Comuni di Italia, tra cui le grandi città di Milano, Roma, Torino, Bologna, Napoli, dimostrano come gli italiani, alla luce delle ultime notizie su come stanno andando le cose soprattutto a Roma e Napoli,  dove sono rispettivamente in testa Virginia Raggi del M5S e Luigi De Magistris, che anche se non sono riuscii a raggiungere la età dei voti più uno hanno comunque conquistato un boom di voti particolarmente significativi in vista di un ballottaggio, senza dimenticare la serrata sfida di Milano tra il candidato del centrodestra Stefani Parisi e il candidato del centrosinistra Giuseppe Sala, confermino la poca fiducia nei confronti del governo Renzi. Contrariamente, infatti, a quanto dichiarato dallo stesso premier giorni fa, quando spiegava che le elezioni comunali non sono specchio dell’andamento dei consensi nei confronti del governo stesso, gli orientamenti degli elettori sono in realtà proprio la dimostrazione di approvazione o meno nei confronti dell’operato dell’esecutivo.

Ed è evidente che qualcosa non va e che molto possa dipendere dal nulla di fatto, dopo mesi di discussioni e dibattiti, sia sulle novità per le pensioni, sia sul taglio delle imposte annunciato ma ancora teorico. Non a caso sono diversi i candidati che hanno rilanciato tanto sulla necessità di novità per le pensioni, tanto su misure di contrasto all’indigenza, come il candidato del Pd a Torino Piero Fassino. Ci si chiede, dunque, come si chiuderà la partita elezioni e quali saranno le conseguenze per il governo e se quest’ultimo si muoverà in direzione di cambiamenti, come novità per le pensioni o per le imposte, in modo da riconquistare voti ed elettori, soprattutto i vista di quel referendum costituzionale del prossimo ottobre, secondo quanto annunciato, dovrebbe rappresentare un momento decisivo perla tenuta dello stesso governo.

Le risposte, a questo punto, potremmo averle solo dopo gli esiti dei ballottaggi, da cui si potrà anche capire se si metteranno a punto decisioni concrete e mosse reali su pensioni e imposte, considerando però che, secondo le ultime notizie, è vero che in merito alle novità per le pensioni vi sono nuove aperture da parte di alcuni ministri, ma è anche vero che c’è sempre il ministro dell’Economia che continua a dirsi contrario a novità per le pensioni nell’immediato così come per le imposte Irpef e il taglio delle tasse, anche se dovendo scegliere tra uno o l’altro intervento preferirebbe la riduzione delle tasse. Ancora una volta, come accaduto già con altri provvedimenti, dovrà essere lo stesso premier Renzi a prendere una decisione forte o dovrà correre il rischio di perdere Roma, anche se il vero problema sarebbe la perdita di Milano, così come quella di Torino, dopo aver già perso Napoli.

Per evitare questa situazione, l’ipotesi potrebbe essere quella di accelerare sulle novità per le pensioni, magari con meccanismi che costino meno e metodi sperimentali; o non fare nulla la moment per le pensioni ma proseguire innanzitutto sulla strada del taglio delle imposte, coinvolgendo anche i pensionati; o, ancora, lavorare su entrambe le direzioni, vale a dire novità sia per le pensioni che per il taglio delle tasse anche se quest’ultima ipotesi sembra piuttosto difficile che si trasformi in realtà. In vista del ballottaggio, però, il governo pur di far vedere che c’è potrebbe decidere una mossa sorpresa, minima, come l’abolizione del bollo auto che però non si sa quanto e se potrebbe bastare per ‘convincere’ gli italiani.
A questo punto, tra novità per le pensioni come quota 100, quota 41 e mini pensione, tutto continua ad essere piuttosto in bilico, il nuovo sistema basato sulla mini pensione per i nati tra il 1951 e il 1953 con penalizzazioni comprese tra l’1 e il 4% e coinvolgimento di istituti di credito o imprese continua a non convincere, il ritorno alle quote, auspicato da numerosi lavoratori, non sembra possibile, e in questo quadro decisamene offuscato la strada per approvare novità per le pensioni potrebbe nuovamente prendere la direzione di un’ennesima soluzione temporanea che potrebbe essere proprio quella del sistema basato sulla mini pensione ma valido solo fino al 2019. Quanto però questa ennesima decisione non definitiva potrebbe essere vantaggiosa per i lavoratori e piacere agli italiani in generale?

La risposta potrebbe non essere poi così positiva. Lo stesso candidato del Pd a Torino Piero Fassino, ha chiaramente spiegato che il voto di ieri è specchio di una situazione di crisi non soltanto dell'Italia ma dl'Europa in generale, situazione che dovrebbe spingere a valutazioni ben più profonde in modo da lavorare in maniera più profonda per il bene dei cittadini che, come chiaro ormai, non può prescindere da novità per le pensioni. E queste ultime sarebbero anche la soluzione alle delusioni che il premier sta incassando nelle grandi città, dove le altre forze politiche, soprattutto il M5S, si stanno imponendo e che potrebbero tranquillamente vincere a meno di ulteriori inaspettate alleanze per la vittoria de Pd. Se anche così fosse, in ogni caso, non si tratterebbe di una vittoria vera e propria per il governo, per cui resterebbe comunque la necessità di un segnale concreto che faccia capire ai cittadini che il governo lavora per loro e non solo a parole. E come è ormai ben chiaro le questioni che maggiormente interessano sono quelle delle novità per le pensioni e della riduzione delle tasse che toccano in maniera concreta i cittadini e che potrebbero modificare, in meglio, la vita di tutti se venissero effettivamente messe in atto così come annunciato.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il