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Indulto e amnistia: novità questa settimana più importanti e rilevanti

Le attenzioni sul versante della giustizia sono per ora centrate su altre questioni chiave.




I tempi per la discussione delle proposte di amnistia e indulto non sembrano imminenti. Nonostante la presentazione di un disegno di legge che punta a ridurre la maggioranza parlamentare per fare passare le misure, l'ordine del giorno delle varie commissioni Giustizia sta prevedendo altre priorità. Per esempio fa discutere quel milione e duecentomila firme per rendere più facile la legittima difesa: a raccoglierle l'Italia dei Valori che ha depositato la proposta di legge in Senato con l'obiettivo di farla discutere a breve in Parlamento. Raddoppio delle pene per la violazione del domicilio, la possibilità per chi è in casa di "difendersi come può" e dunque anche con l'uso di armi, e lo stop ai risarcimenti che in alcuni casi i cittadini hanno dovuto pagare nei confronti dei ladri sono le tre novità principali che vengono proposte, ha spiegato il segretario dell'Idv, Ignazio Messina, durante una manifestazione a piazza Montecitorio.

La raccolta firme proseguirà fino a fine luglio ma ora la battaglia si sposta soprattutto nelle Aule parlamentari: "Vediamo chi la voterà e chi invece con una scusa magari uscirà dall'emiciclo", ha detto Messina, amnistia e indulto a parte. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha ricevuto i vertici dell'Italia dei Valori dopo la presentazione delle firme, che erano 1.124.960, autenticate e certificate, a corredo della proposta di legge di iniziativa popolare sulla legittima difesa. Messina ha prospettato a Grasso l'urgenza della decisione per rispetto al grande numero di cittadini italiani che hanno sottoscritto e che stanno continuando a firmare la proposta.

Il presidente del Senato, spiega l'Italia dei Valori in una nota, "ha assicurato che dopo la verifica della regolarità delle firme la proposta sarà annunciata all'Aula e subito assegnata alla commissione competente". La Lega ha però attaccato l'iniziativa: "Copie sbiadite e tardive rispetto alla nostra legge per raccattare qualche voto in campagna elettorale sono inutili e dannose. È da febbraio dell'anno scorso infatti che la legge della Lega sull'estensione della legittima difesa è depositata in commissione Giustizia alla Camera prima, e in Parlamento poi. Ma per ben due volte il governo e il Partito democratico hanno impedito pavidamente di votarla, dimostrando la solita allergia di sinistra alla sicurezza dei cittadini".

Questo il commento di Nicola Molteni, vice capogruppo alla Camera della Lega Nord, che ha aggiunto: "La nostra è l'unica legge che rende la difesa domiciliare sempre legittima, che tutela il domicilio rendendolo sacro e inviolabile, che garantisce e tutela il cittadino onesto che si difende nella propria abitazione".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il