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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 il sistema migliore potrebbe arrivare paradossalmente dall'Ue

Possibili novità per le pensioni concrete e reali in Italia potrebbero arrivare dall’Ue stessa: i motivi e la grande consultazione lanciata




Cosa servirebbe cambiare dell’attuale legge pensioni e con quale sistema si potrebbero correggere errori e distorsioni create dalle norme oggi in vigore? Rispondere a queste domande è facile quanto allo stesso tempo difficile farlo. Sappiamo ormai, ed anche fin troppo bene, che per cambiare l’attuale legge servirebbe rendere più flessibili i requisiti di uscita dal lavoro che sono stati aumentati per tutti, diventando, però, quasi impossibili da raggiungere da tutti i lavoratori, indistintamente, e che i sistemi per correggere errori e distorsioni sono dei più disparati, da novità per le pensioni con quota 100, a novità per le pensioni con quota 41, a novità per le pensioni basate su mini pensioni, eppure le ultime notizie confermano le difficoltà ancora esistenti per la realizzazione di queste novità.

Mancano infatti le risorse economiche necessarie per l’attuazione di queste novità per le pensioni, manca una soluzione condivisa da tutti, manca anche l’appoggio di tutti, compreso quello dell’Ue, che da sempre è contraria a novità per le pensioni nel nostro Paese, e, forse, proprio dall’Ue potrebbe arrivare il sistema migliore per modificare l’attuale legge pensionistica, e si tratterebbe di una grande provocazione perché le pensioni sono ufficialmente di competenza dei singoli Stati e l’Ue non può che dare semplici direttive, ma per come stanno andando le cose nel nostro Paese, il suo ruolo sembra sia diventata fondamentale. Del resto, basta vedere come stanno andando le cose negli altri Paesi: la Germania ha già abbassato l’età pensionabile , portandola a 64 anni; la Francia è ferma a 62 anni e in Italia si fa ancora fatica a modificare un’età diventata altissima, attualmente fissata a 66 anni e sette mesi ma che, a regime, dovrebbe arrivare a 69 anni e 9 mesi, e non si riesce ad intervenire proprio perché l’Ue è contraria.

Ma non solo: in altre nazioni, chi ha iniziato a lavorare sin da giovanissimo o chi è impegnato in lavori faticosi ha la possibilità di andare in pensione prima, dai 58-60 anni, meccanismo che in Italia non esistono più e per cui ci si sta battendo per riportare uguaglianza sociale, rilanciando, per esempio, sulla novità per le pensioni di quota 41, che permetterebbe a tutti di andare in pensione con 41 anni di contributi ma senza necessità di raggiungere alcuna soglia anagrafica, e senza penalità. All’età pensionabile sempre più alta, si aggiunge anche una tassazione che nel nostro Paese si attesta su una media del 23% contro numeri come il 5 o 7% degli altri Paesi e in Germania, addirittura, la tassazione sulle pensioni è sullo 0,2% e dal prossimo mese di luglio le pensioni stesse subiranno un aumento del 5%.

Si tratta di numeri che al momento noi in Italia vediamo come utopia, esattamente come utopia è diventata la possibilità di introduzione di quell’assegno universale per tutti che già esiste in quasi tutti gli altri Paesi europei, tranne la Grecia, che avrebbe un valore di 500 euro al mese, su cui rilanciano, come misura anche a livello comunitario ministro dell’Economia Padoan e presidente della Camera Boldrini, cui però  non si riesce ancora a dare il via. E in questo momento la domanda che sorge spontanea è il perché. E’ vero infatti che nonostante siano state messe a punto altre novità per le pensioni, a causa di una mancanza di convergenza da parte di tutte le forze politiche ma anche sociali su una soluzione comune e per una scarsa disponibilità di soldi, è difficile che vengano messe in atto nel breve periodo, ma ci si chiede perché se l’assegno universale è l’unica misura sostenuta da tutti, Ue compresa, e per cui si potrebbero anche trovare le risorse necessarie, si temporeggia ancora ad approvarlo?

E’ chiaro, dunque, perché, paradossalmente, si dica che il miglior sistema per cambiare le attuali pensioni possa arrivare dall'Europa, dove si sta lavorando per definire raccomandazioni in tal senso e lo si sta facendo con un grande sondaggio comunitario che, però, in Italia non sta avendo particolare risonanza. La Commissione Ue ha, infatti, lanciato una consultazione sulle pensioni, raccogliendo suggerimenti e opinioni dalle altre istituzioni europee, autorità nazionali, esperti e cittadini e il risultato di questa porterà a capire quali saranno le necessità per cui sarà urgente intervenire con modifiche, correzioni e vere e proprie novità. Ci si aspetta dunque qualcosa di concreto, che probabilmente non arriverà a breve, ma che nell’attesa che l’esecutivo italiano arrivi a soluzioni di cambiamento reali, possa contribuire comunque a spingere verso un rinnovamento del sistema pensionistico, capace di diventare migliore, rispetto allo stato attuale in Italia, sia per pensionandi e pensionati stessi sia per i giovani, che potranno magari tornare a guardare il proprio futuro pensionistico con più serenità e tranquillità.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il