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Indulto e amnistia: riforma carceri sempre più urgente per presidente Mattarella

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia celebrativa dell'anniversario di fondazione del Corpo di polizia penitenziaria.




Non è entrato nel vivo delle questioni di amnistia e indulto, ma le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia celebrativa del 199esimo anniversario di fondazione del Corpo di polizia penitenziaria sono di quelle che lasciano il segno. A suo dire "la funzione rieducativa della pena, il senso di umanità restano l'obiettivo primario. Bisogna proseguire sulla strada che sappia unire sicurezza alla comunità e relazioni sociali, opportunità di istruzione e lavoro per offrire ai detenuti la scelta del recupero e dell'integrazione". Affermazioni che contrastano parzialmente con il contenuto del rapporto Galere d'Italia dell'associazione Antigone.

Stando a quanto si legge nel documento, il 34% dei detenuti è in attesa di giudizio. Più di cinquanta osservatori sul campo, oltre 150 istituti di pena visitati: sono alcuni dei numeri di questo rapporto sulle condizioni detentive in Italia, a cui si sommano storie, vicende, dati e immagini di una realtà penitenziaria che, nonostante i proclami e i progetti di riforma, resta impenetrabile e complessa. L'associazione Antigone si è chiesta se si è usciti dall'emergenza del sovraffollamento delle carceri e ha indagato sull'idea, evidentemente radicata nel pensiero collettivo, che una società sicura sia una società con più carcere.

A centro del lavoro, che comunque non ha tirato in ballo i tempi dell'amnistia e dell'indulto, sono stati la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, la sorveglianza dinamica, lo stigma che resta dopo il periodo di restrizione della libertà personale, il rapporto tra i detenuti e i loro cari, i casi di violenza e di rivolta dietro le sbarre su cui non si accendono i riflettori e la detenzione di chi è ancora presunto innocente. Si legge nero su bianco che spendiamo 2,7 miliardi euro, pari a tre volte la Spagna. Tuttavia solo una piccola parte di questo importo, l'8%, è destinato al mantenimento dei detenuti. E ancora: "Gli istituti attrezzati con aree colloquio per famiglie sono ancora in minoranza, Bollate ed Opera sono un esempio con spazi simili a miniappartamenti dove le famiglie possano vedersi con tranquillità".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il