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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni ora per Governo Renzi è il momento migliore altrimenti quando

Sembrerebbe arrivato il momento migliore per approvare novità per le pensioni, recuperare consensi e fiducia e sostenere l’occupazione giovanile ma ancora si temporeggia




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 15:45): Vi sono tutte una serie di specificità anche diciamola tutta e chiaramente,senza ipocrisia, di vantaggi che il Governo Renzi avrebbe nel fare ora le novità per le pensioni tanto attese e potrebbe essere il momento opppurtuno per almeno inserire a livello sperimentale, come da ultime notizie e ultimissime, come era stato già richiesto quota 100, quota 41 o le mini pensioni riviste. Ecco in sintesi alcuni motivi:

- Pensioni novità per sostenere e cercare di recuperare voto di tutti dai pensionandi, ai cinquentenni ai giovani che si trovano senza occupazione e considerano giustamente le pensioni un tappo.
- Pensioni novità da economia che al momento regge, con Pil che cresce. Situazione ancora difficile, ma almeno delle prove si possono fare
- Pensioni novità a livello europeo migliori delle nostre con Francia e Germania che ottengono benefici valore o requisiti e l'Ue lo permette.

(seguono poi altri motivi...)

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:12): Questa volta sono le ultime e ultimissime notizie a confermare come le prospettive sulle novità per le pensioni possano finalmente concretizzarsi. L'economia italiana, riferisce Bankitalia, continuerà a crescere quest'anno, anche se meno di quanto prevedibile solo qualche mese fa. Se la situazione economia inizia dunque a mostrare i primi segnali positivi, la volontà politica di queste ultime ore appare ancora piuttosto frenata.

Ormai da troppo tempo il governo Renzi temporeggia nell’attuazione di novità per le pensioni che, nel frattempo, continuano ad essere richieste da forze politiche, forze sociali, ma soprattutto diretti interessati, tra lavoratori e pensionandi, in particolar modo da coloro che hanno visto allungarsi improvvisamente il periodo di lavoro, considerando le nuove norme pensionistiche che hanno aumentato l’età pensionabile di tutti, indipendentemente anche dall’attività che si svolge. Si tratta di una situazione che, come confermato anche dalle ultime notizie, sta creando una situazione di malcontento generale che non accenna a placarsi e, anzi, acuita ancor di più dalla difficile condizione economica in cui versa il nostro Paese, dove la ripresa non riesce ad attestarsi su buoni livelli e continua molto lenta e a tratti.

Gli ultimi dati Istat, del resto, confermano una crescita dell'economia italiana molto sostenuta, un lento aumento del Pil, e, allo stesso tempo, preannunciano un nuovo calo nel breve termine, con una nuova risalita dell'inflazione dopo l'estate. Un quadro decisamente poco incoraggiante che rende gli italiani sempre più sfiduciati e mentre c’è chi decide di lasciare il Paese alla ricerca di condizioni di vita migliori fuori dai nostri confini, chi ormai si è rassegnato ad una condizione di vita mediocre, e chi non ritiene ce si possano fare passi in avanti per il momento, c’è anche chi pensa ad una valida alternativa per questo governo che, nonostante tante cose fatte, criticate da molti ma pur sempre tentativi attuati, come la riforma dell’Occupazione, non riesce a soddisfare le richieste di tutti.

E all’indomani dei primi risultati elettorali delle comunali, che hanno decisamente attestato un concreto calo di consensi nei confronti de partito della maggioranza, ci si chiede cosa si stia aspettando per l’attuazione di mosse capaci di far recuperare fiducia ed elettori e quali siano ancora gli ostacoli, reali, che bloccano l’approvazione di novità per le pensioni. Si diceva che non erano disponibili le risorse economiche necessarie,che l’Europa fosse contraria a novità per le pensioni e gli stessi tecnici dell’Economia tendevano a rimandare ogni intervento sull’attuale legge, ma è stato più volte dimostrato che se si vuol mettere in atto u provvedimento i soldi, anche se non disponibili, si riescono a reperire, ma ogni volta sono stati impiegati in provvedimenti finora considerati sempre prioritari rispetto a novità per le pensioni; la contrarietà dell’Europa si potrebbe vincere dimostrando che quelle stesse novità per le pensioni cui si dice contraria, da piani di quota 100 a quota 41 e mini pensione, possono rappresentare la nuova spinta al rilancio del’occupazione giovanile, chiesta dalla stessa Comunità, e l’ulteriore vantaggio di permettere di recuperare ulteriori fondi, anche se nel lungo periodo, derivanti dalle penalità imposte da ogni piano a carico del lavoratore che, volontariamente, decide di andare in pensione prima rispetto all’attuale soglia dei 66 anni e sette mesi; e la posizione dei tecnici del Tesoro potrebbe ammorbidirsi se si dimostrasse che i conti pubblici non verrebbero toccati dall’introduzione di novità per le pensioni.

Si tratta di passi che si potrebbero compiere solo se ci fosse davvero un impegno concreto e profondo, finora tutto è stato sempre rimandato nell’attesa di situazioni che dettassero la necessità di novità, anche per le stesse pensioni, o di miglioramenti, ma considerando il periodo particolare che la nostra Italia sta vivendo, l’urgenza di dimostrare agli italiani che si vuole lavorare per il loro bene, la necessità di una mossa strategica per permettere all’esecutivo di riconquistare consensi, visto che i cittadini se ne stanno allontanando sempre più, come dimostrato dalle ultimissime notizie sulle elezioni di domenica scorsa, l’opposizione continua ad essere sempre più forte e all’interno della stessa maggioranza vi sono tensioni da risolvere, quale sarebbe il momento migliore rispetto a quello attuale per procedere davvero a dire sì a novità per le pensioni? Sarebbe una decisione importante anche per sostenere quell’occupazione, soprattutto giovanile, che non cresce come dovrebbe perché è tutto bloccato: bloccati verso la pensione i lavoratori più anziani e, di conseguenza, bloccati nel loro ingresso nel mondo occupazione i più giovani, che continuano ad essere disoccupati o a svolgere lavori saltuari, anche se laureati. E questa condizione scoraggia fortemente.

Del resto, dalla stessa Europa sono arrivati segnali di una austerità meno forte, nuove concessioni di fondi, accompagnate dalla richiesta di interventi su detrazioni e agevolazioni fiscali, e di misure pensare per contrastare l’indigenza. Queste recenti aperture potrebbero portare il governo a pensare di realizzare novità per le pensioni o minime, come cancellazione delle ricongiunzioni onerose e novità per il recupero degli anni di studio, o quanto meno sperimentali, che come circolato negli ultimissimi giorni, potrebbe essere quel sistema basato sulla mini pensione per i nati tra il 1951 e il 1953 che potrebbe essere valido solo fino al 2019 (almeno inizialmente), la cui platea di beneficiari deve però ancora essere ben definita per capire e vi saranno coinvolti tutti o gradualmente prima di disoccupati, poi coloro che percepiscono redditi più bassi fino ad arrivare a comprendere coloro che percepiscono i redditi più elevati, per cui saranno previste penalità sempre modulate sul valore del reddito pensionistico dal lavoratore, comprese tra l’1 e il 4%, e che prevederà, così come definito, il coinvolgimento di istituti di credito e imprese stesse per l’erogazione dell’anticipo per l’uscita prima.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il