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Ballottaggio Torino, Roma, Milano, Napoli Trieste previsioni comunali chi vince.Sondaggi aggiornati oggi negativi interni Pd

Almeno in linea teorica, ai ballottaggi di Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna tutto è ancora possibile.




Sono tanti i nodi da sciogliere in vista del ballottaggio nei vari capoluoghi di Milano, Roma, Torino, Bologna, Napoli e Trieste, tra cui quello delle alleanze. Fermo restando che il Movimento 5 Stelle non si apparenterà con nessuno, Partito democratico, Lega e Forza Italia hanno più di una ragione per cercare di vincere le elezioni. La situazione di partenza è la seguente: Partito democratico e Forza Italia in arretramento ovunque, tranne a Milano. Movimento 5 Stelle a luci e ombre, con exploit a Roma e Torino, ma pur crescendo progressivamente, ancora debole a Milano, Bologna e Napoli.

E se il sentiment per il Partito democratico è meno positivo di quel sembra, i cosiddetti sondaggi clandestini, quelli mascherati dal conclave per la scelta del papa, da previsione di vendita di auto o da corse di cavalli, riferiscono di una situazione di grande incertezza. A Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna tutto è ancora possibile, almeno teoricamente. Il Partito democratico può conquistare quattro delle cinque città al ballottaggio del 19 giugno oppure perdere in tutti e cinque i grandi centri, creando più di un problema a Matteo Renzi. In linea generale, ai ballottaggi in vantaggio netto si trovano i candidati che hanno chiuso il primo turno avanti di almeno qualche punto: Movimento 5 Stelle a Roma; Partito democratico a Milano, Torino e Bologna; De Magistris a Napoli.

Ma su queste amministrative pesa molto il voto che i politologi definiscono anti-establishment: appartengono a questa categoria i successi dei cinquestelle e di De Magistris così come il voto di protesta raccolto dalla destra di Matteo Salvini. Ai dati si intrecciano alcuni trend generali, come l'aumento dell'astensionismo, a specificità locali, che regalano dei risultati a macchia di leopardo. L'astensionismo è ormai il principale partito italiano, con una crescita sia rispetto alle precedenti elezioni comunali, che rispetto alle europee del 2014.

Le intenzioni sono chiare nelle parole del leader della Lega: "Se non ci siamo al ballottaggio, voteremo chiunque tranne il Partito democratico. La somma aritmetica delle forze anti-sistema potrebbe mettere i Dem in difficoltà soprattutto a Torino e Bologna. Il centrosinistra, però, può fare conto sulla affezione al voto dei propri elettori. Il Partito democratico, però, deve anche fare attenzione a non spaccarsi al proprio interno. L'impresa è resa ancora più complessa dalla necessità di recuperare i voti di Fassina a sinistra (mercoledì, il leader di SI chiarirà se appoggerà o meno un candidato) e quelli di Marchini al centro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il