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Pensioni ultime notizie cosa chiedono come novità i Comitati Online per mini pensioni, quota 100, quota 41

Si registra molto attivismo sul web sul fronte delle richiesto di intervento sulle novità per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:02): I comitati Online stanno sempre prendendo più piede come abbiamo evidenziato nelle ultime notizie e ultimissime e stanno diventando sempre più protagonisti riuscendo a diventare anche delle realtà territoriali che stanno dialogando in maniera trasversale, o cercando di farlo, con tutti gli esponenti della maggioranza e dell'opposizione, ma anche delle forze sociali. Tra di essi schematicamente:

- novità pensioni basate principalmente su quota 41 o la discesa delle aspettaive di vita di 10 mesi
- novità pensioni basate su quota 41 anche con penalità, seppure molto basse
- novità pensioni attraverso il dialogo con tutti senza distinzioni ma solo per raggiungere l'obiettivo
- novità pensioni sostenendo esclusivamente il Movimento 5 Stelle avendo perso fiducia della maggioranza
- novità pensioni sostenendo l'opposizione interna e il Comitato Ristretto anche partecipando alla raccolta delle firme di cui sono importanti artefici.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:45): Come stiamo vedendo sono diversificate le richieste dei vari Comitati online per le novità per le pensioni che si sono nel corso degli anni formatosi e come confermano le ultime notizie e ultimissime stanno e hanno preso sempre più piede. In modo particolare la richiesta principale è quota 100 e quota 41 che stanno richiedendo con forza alle varie forze politiche, ma non c'è solo questo.

Il dibattito sull'opportunità di prevedere novità per le pensioni viene alimentato anche dal web, dove i tanti gruppi e comitati sono sempre più preparati e attenti e trovano nelle piattaforme di social network ottime piattaforme per esprimere il proprio punto di vista, suggerimenti e consigli. Un esempio concreto? Il Gruppo lavoratori precoci uniti a tutela del propri diritti che, come spiegato dai promotori, è nato per rappresentare i diritti di chi ha iniziato a lavorare in giovane età o comunque i lavoratori che auspicano la riconferma dei 40 anni contributivi minimi per accedere all'ambito trattamento previdenziale.

Se al centro delle discussioni non possono che esserci adesso le elezioni comunali, i ballottaggi e le conseguenze sulle novità per le pensioni in caso di vittoria di un partito anziché di un altro, c'è chi pone delle domande: "Il Ddl 857 fa riferimento agli anni di contributi versati - 41 appunto - ma non all'età di inizio versamenti. Perché ora si parla di precoci? Chi ha iniziato a versare contributi a 20 o 21 anni non ha comunque pieno diritto ad andare in pensione dopo 41 anni che lavora e versa sti benedetti contributi?". E c'è chi aggiunge che nelle varie ipotesi del governo non si dice mai cosa si potrebbe fare per attenuare le regole dell'attuale legge previdenziale. Insomma, "Stop alla speranza di vita e 41 di contributi senza altre condizioni. Attenti perché li vedo in grado di peggiorare perfino le norme esistenti".

Tra gli interventi più centrati segnaliamo quello di Roberto Occhiodoro, che ha scritto una lettera aperta al presidente della commissione Lavoro alla Camera dei deputati. Il senso della missiva è molto chiaro: si alle novità per le pensioni, ma non all'ipotesi delle mini pensioni con penalizzazioni immaginate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Si tratta di quella misura con cui i lavoratori a cui mancano tre anni dal raggiungimento del requisito anagrafico per il congedo, possono anticipare i tempi grazie a una somma prestata da banche e assicurazioni. In fin dei conti si tratta di lavoratori che hanno già maturato 41 anni di contributi.

Dello stesso identico tenore è la lettere aperta di Paolo Massa, indirizzata anch'essa al presidente della commissione Lavoro alla Camera dei deputati. Come è possibile chiedere a un lavoratore precoce con 41 o 42 anni di servizio di prendere un accettare per poter andare in pensione utilizzando i propri soldi? A si dire la proposta è da bocciare ed è impraticabile, intanto perché sarebbe destinata al fallimento come il Trattamento di fine rapporto in busta paga, in quanto il lavoratore precoce non accetterebbe mai il principio che "per andare in pensione e ottenere un suo diritto alla pensione, debba accettare il ricatto del prestito pensionistico".

E sono sempre le novità per le pensioni il cuore della lettera che Moreno Barbuti ha indirizzato ad Alberto Brambilla, coordinatore CTS Itinerari Previdenziali. O meglio, c'è il suo apprezzamento per le recenti prese di posizione. Più critico il suo pensiero nei confronti del viceministro dell'Economia Enrico Zanetti e il suo considerare giusto l'applicazione del calcolo contributivo a chi vuole uscire prima dal lavoro. Perché non staccare da questo ragionamenti chi ha iniziato a lavorare in giovane età?

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il