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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 Governo Renzi bloccato da Padoan assegno universale e ulteriori sistemi

Padoan torna ad annunciare piano di taglio delle tasse frenando su novità per le pensioni di uscita prima e introduzione dell’assegno universale




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:09): Il freno alle novità per le pensioni arriva dall'interno. Anche le ultime e ultimissime notizie ribadiscono come l'esecutivo potrebbe indicare a ottobre, con la legge di bilancio, la riduzione Irpef, ma potrebbe iniziare come da programma, nel 2018. Non solo l'appuntamento con il taglio delle tasse, almeno per i redditi medi, è rinviato al 2018 ma alla luce della scarse disponibilità economiche, una manovra di questo tipo escluderebbe l'introduzione delle ipotesi più interessanti sulle novità per le pensioni.

Si potrebbe anticipare il taglio dell'Irpef al 2017 e ridurre di qualche punto percentuale l'Ires se ci saranno quei margini di intervento tali da consentire l'attuazione di questo piano di taglio delle tasse; mentre emerge un netto dietrofront sulla possibilità di introduzione dell'assegno universale che costerebbe troppo e che al momento non è vista certo come misura ideale considerando il problema di mancanza di soldi e sostenibilità finanziaria del nostro Paese: sono queste le ultime notizie emerse da recente intervento del ministro dell’Economia Padoan, lui che sembra deciso a voler far tanto, soprattutto sul capitolo tasse, ma piuttosto confuso e timoroso a causa della situazione economica del nostro Paese. E’ come se si camminasse sul filo del rasoio: le idee e le intenzioni ci sono ma mancano le condizioni ideali per trasformare in realtà le volontà.

Da sempre contrario a novità per le pensioni, posizione mai nascosta ma anzi più volte ribadita, il ministro Padoan qualche tempo fa aveva però aperto alla possibilità di introduzione dell’assegno universale che, sulla stessa scia di quanto proposto anche dalla presidente della Camera, avrebbe potuto essere di tipo comunitario, ma oggi sembra fare un deciso passo indietro sulla misura proprio a causa dei suoi eventuali costi che al momento lo Stato italiano non può permettersi di sostenere. E se non sembra ci siano alcune speranze, da parte sua, al momento per la realizzazione di novità per le pensioni di quota 100, novità per le pensioni di quota 41, e anche per quel piano che l’esecutivo vorrebbe portare avanti di novità per le pensioni basata sulla mini pensione, Padoan torna invece ad aprire alla riduzione delle tasse che solo qualche giorno fa sembrava aver nuovamente allontanato. Il problema sarebbe sempre quello della scarsa disponibilità di fondi, tanto che spiegava che i tagli avrebbero potuto essere fatti solo a patto che si verificassero le condizioni tali da poterli attuare.

Dunque, la strategia della maggioranza o che il Tesoro permette di fare, sembra puntare in maniera prioritaria sul taglio delle imposte e non al momento sulle novità per le pensioni anche se potrebbe esserci qualche novità minore e che qualcosa potrebbe effettivamente muoversi anche per il piano di mini pensione, considerando che, secondo le ultimissime indiscrezioni, i costi si sarebbero ridotti, scendendo da un miliardo di euro annui a 500, 600 milioni, il che però significherebbe che si ridurrebbe la platea di beneficiari del piano, esattamente come era stato accennato qualche settimana fa. In questo ipotetico caso, infatti, non sarebbero interessati dalla novità tutti i nati tra il 1951 e il 1953 ma si permetterebbe l’uscita prima in maniera graduale a coloro che rientrano in questa fascia di età, partendo dai disoccupati, per poi comprendere prima coloro che percepiscono redditi più alti, e solo successivamente tutti gli altri che percepiscono redditi più alti.

E sempre in base al valore del reddito pensionistico di ogni singolo lavoratore verrebbero modulate le penalità, comprese tra l’1% e il 4%, proprio per i redditi più elevati. Confermato il coinvolgimento di istituti di credito e imprese stesse per permettere l’uscita prima con l’anticipo. Se questo sistema resta ancora in ballo, alla luce delle ultime notizie, le porte sarebbero state totalmente chiuse da parte di Padoan all’assegno universale, mossa che potrebbe essere vista anche come strategia per dimostrare che il Movimento 5 Stelle, che tanti consensi continua a conquistare a danno del Pd, continua a fare promesse astratte, perché se secondo le chiare spiegazioni del ministro non ci sono i soldi per mettere in pratica la misura, certo non sarà il M5S a recuperarle, per cui anche se da loro promesso e ribadito, l’assegno universale per tutti non potrà essere approvato, quanto meno nell’immediato. Ma potrebbe rivelarsi anche una mossa boomerang, considerando che, come detto, lo stesso Padoan insieme alla presidente Boldrini fino a poco tempo fa parlavano di assegno universale a livello europeo. Ma a giovare, forse anche in vista dei prossimi ballottaggi elettorale del 19 giugno, il ‘no tax day’ che si terrà il 16 giugno per ‘celebrare’ l’abolizione di Imu e Tasi su prime case e che potrebbe rivelarsi occasione per il premier per annunciare la riduzione di nuove tasse.

La posizione del ministro dell’Economia che ritiene impossibile da introdurre ora l’assegno universale per costi troppo elevati è condivisa anche dal governatore della Banca di Italia Visco, che solo qualche giorno fa ha spiegato che un assegno universale per tutti di 500 euro al mese non sarebbe sostenibile da un punto di vista finanziario, perchè varrebbe per un anno ben il 20% del Pil, rilanciando, invece, sulla necessità di ridurre la pressione fiscale, tagliare il cuneo fiscale sul lavoro, aumentare i redditi più bassi e dare nuova spinta a investimenti e produttività in modo da conseguire una crescita reale ma soprattutto costante.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il