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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 divisione Governo Renzi Boeri, Poletti insistono, passo indietro Padoan

Le recenti posizioni di ministri Poletti e Padoan su possibili novità per le pensioni e posizione del presidente Boeri: ministro Economia ancora contrario a modifiche




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22,30): Anche in queste ultime ore è stato confermato lo scenario sulle novità per le pensioni che vuole un parte dell'esecutivo, quello che fa riferimento al Dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, più possibilista e intervenire, e un'altra parte, quello dell'Economia, che procede con il freno a mano tirato. Il tutto mentre le ultime e ultimissime notizie continuano a ricordare come l'attivismo del presidente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale sia sempre più evidente.

Il responsabile del Dicastero dell’Occupazione Poletti continua ad aprire a possibilità di introdurre novità per le pensioni nella prossima Manovra, il presidente dell’Istituto di Previdenza Boeri insiste sulla necessità di approvazione di novità per le pensioni, mentre il ministro dell’Economia Padoan frena su questa possibilità. Ma questa sua posizione non è certo nuova. Secondo il ministro Poletti, nella prossima Manovra si potrebbe mettere a punto non soltanto provvedimenti volti a modificare le uscite dal lavoro per renderle più agevoli rispetto ai requisiti attualmente richiesti, cercando di definire al meglio quella novità per le pensioni basata sulla mini pensione, ma non solo. Si preannunciano anche probabili nuovi aiuti sociali per chi si ritrova in gravi difficoltà e intanto apre al prossimo confronto con le forze sociali.

Il prossimo 14 giugno, infatti, governo e parti sociali saranno di nuovo ad un tavolo proprio per discutere di quali eventuali novità mettere a punto, alla ricerca di una soluzione condivisa, vagliando anche possibilità di novità per le pensioni di quota 100 e novità per le pensioni di quota 41, anche se sarà difficile che l’esecutivo decida di muoversi su queste strade per quanto vantaggiose possano rivelarsi, così come di modifica e revisione del sistema di recupero degli anni di studio e di ricongiunzione dei contributi previdenziali versati in diverse gestioni e da rendere gratuite. Sulla stessa lunghezza d’onda, potremmo dire, si colloca il presidente dell’Istituto di Previdenza nazionale Boeri, lui che finora è stato l’unico ad aver dato il via a novità per le pensioni, attraverso piccoli interventi interni, che ha messo a punto un piano pensioni organico e strutturato di modifica dell’attuale legge, e che da sempre rilancia sulla necessità di rivedere le norme attualmente in vigore, per rendere più flessibile e sostenibile il nostro sistema previdenziale, per ristabilire equità sociale e per permettere ai giovani di avere nuove opportunità lavorative che, di conseguenza, permetterebbero loro di crearsi un futuro pensionistico certo.

Boeri parte inoltre dall’assunto che si debbano rivedere le pensioni più elevate degli alti esponenti istituzionali, pensando ad una loro revisione attraverso quel calcolo contributivo oggi considerato per determinate il valore della pensione di tutti i normali lavoratori, e si tratterebbe di un punto di partenza per ristabilire quell’equilibrio sociale ormai perso. Dal canto suo, il responsabile del Gruppo ristretto per le pensioni a Montecitorio soprattutto all'indomani degli esiti delle votazioni comunali di domenica scorsa, ha ribadito alla maggioranza la necessità di fare qualcosa per recuperare consensi e fiducia da parte degli elettori e le misure che ritiene possano essere fondamentali sono quelle a sostegno di coloro che si vivono in difficoltà, ulteriori incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato sostenendo così soprattutto l'occupazione giovanile, che sembra in stallo, una totale rivalutazione delle pensioni più basse e novità per le pensioni di uscita prima.

Del tutto diversa, invece, la posizione del ministro dell’Economia Padoan, da sempre contrario a novità pensionistiche, e che punterebbe innanzitutto alla priorità del taglio delle imposte. Secondo le ultime notizie, infatti, Padoan avrebbe aperto alla possibilità di tagli anticipati di Irpef e Ires se ci fossero gli margini di intervento disponibili, perché ogni intervento deve chiaramente rispettare i vincoli di bilancio che al momento appaiono decisamente stretti. E ultimamente ha anche fatto un passo indietro sull’assegno universale che lui stesso, insieme alla presidente della Camera, aveva proposto a livello comunitario ma che ora considera troppo costoso. Rispetto, dunque, a tutti gli altri, il ministro dell’Economia continua a mostrarsi ancora decisamente chiuso nei confronti di modifiche pensionistiche, sostenendo che prioritario sarebbe il taglio delle imposte, sempre che si riesca ad agire secondo le intenzioni previste in tal senso.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il