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Cooperative, Confindustria, Banca d'Italia e novità per le pensioni: quali le posizioni e i sistemi di modifica principalmente sostenuti




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:32): Continua ad allargarsi il fronte di chi è favorevole all'introduzione di novità per le pensioni. Anche le ultime e ultimissime notizie ribadiscono come Confindustria da una parte e il mondo delle cooperative dall'altra dicono sì a cambiare le regole attuali sulla previdenza. In comune c'è la volontà di rilanciare competitività e produttività ovvero l'economia nel suo complesso, attraverso una politica di ricambio generazionale.

Protagoniste del dibattito previdenziale, insieme a esponenti politici e forze politiche e sociali, anche le associazioni, da quelle cooperative a quelle degli industriali, e la Banca di Italia. Particolarmente chiare  le idee delle Confcooperative che, secondo quanto dichiarato dal presidente, sostengono tra le novità per le pensioni la staffetta, anche con l’ipotesi dei costi a carico delle imprese, per permettere ai lavoratori cui mancano pochi anni al raggiungimento della pensione finale di andare in pensione prima rilanciando il turn over e la produttività, risultato di nuovi ingressi dei più giovani nel mondo occupazionale. Tra le novità per le pensioni in discussione in questi ultimissimi mesi, però, tra novità pensioni di quota 100, novità pensioni di quota 41 e mini pensione, la staffetta non sembra contemplata come definita da Confcooperative. Sulla stessa scia di Confcooperative si pone anche Confindustria: dall’ultimo intervento del suo presidente è chiaro come gli orientamenti degli industriali siano rivolti non soltanto a un abbassamento delle imposte su imprese e lavoro, con revisione delle agevolazioni fiscali, ma anche sulla strada di riforme intraprese e che interessano anche le novità per le pensioni.

Secondo il presidente di Confindustria, infatti, per dare nuova spinta all’economia industriale e delle imprese serve innanzitutto rilanciare produttività e competitività, obiettivo che si può raggiungere solo dando vita al turn over lavorativo, permettendo ai lavoratori più anziani di andare in pensione prima con conseguente assunzione di impiegati più giovani che rappresentano proprio la nuova spinta alla produttività, che deriva soprattutto da competenze e conoscenze tecnologiche che certamente i giovani custodiscono più dei lavoratori più anziani. Fondamentali, dunque, per Confindustria le novità per le pensioni di uscita prima, anche se ancora si continua a discutere di novità per le pensioni di quota 100, quota 41, mini pensione, senza sapere ancora quale sia il sistema più sostenibile e soprattutto più vantaggioso per i lavoratori.

Confindustria appoggia anche, però, il piano di taglio delle imposte, dall’anticipo della riduzione dell’Ires, ad altre misure a sostegno di imprese e aziende, interventi che sono stati rilanciati anche dalla Banca di Italia. Dall’ultimo discorso del governatore Visco, è chiaramente emerso l’orientamento di Bankitalia particolarmente a sostegno di un piano di riduzione di pressione fiscale con aumento dei redditi di coloro che sono stati maggiormente colpiti dalla crisi e si ritrovano a vivere in condizioni di forti difficoltà economiche, e di nuova spinta alla produttività. Per attuare questi progetti servono cambiamenti strutturali necessari per una crescita costante che, chiaramente, finora in Italia non c’è stata attestandosi sempre su livelli bassi. Sarebbero fondamentali in tal senso riduzione delle imposte e novità per le pensioni che servono proprio per dare spinta alla produttività perché, come anche sostenuto da Confindustria, sarebbero proprio i giovani gli unici che potrebbero essere fonte di una rinnovata produttività.

Perché, però, i giovani possano entrare in quel mondo del lavoro che oggi sembra decisamente chiuso, è necessario permettere ai lavoratori già impiegati ad andare in pensione prima, senza necessariamente dover rimanere bloccati a lavoro fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici attualmente richiesti e che per determinate categorie di lavoratori sono decisamente troppo rigidi. L’altra necessità sarebbe anche quella di rivedere la tassazione sulle cosiddette pensioni d’oro decisamente troppo elevate in alcuni casi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il