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Pensioni ultime notizie prospettive e novità no da Governo Renzi ad opposizione interna e niente mini pensioni, quota 100,quota 41

Il dibattito sulle novità per le pensioni sta attraversando una fase di stasi anche per via dei pessimi rapporti interni al Partito democratico.




L'effetto di questa elezioni comunali che domenica 19 giugno 2016 raggiungeranno il suo culmine è l'anestizzazione del dibattito interno al Partito democratico sulle novità per le pensioni. Come dimostrato dalle ultime notizie, dentro il Pd la temperatura è altissima e in questo momento il dialogo tra la maggioranza che fa riferimento al premier e l'opposizione interna, quella che sulle pensioni è da sempre più decisa, è di fatto azzerato. L'impressione è che si possa arrivare molto presto a una resa dei conti con esiti tutta da definire. E in prospettiva, in vista del referendum costituzionale di ottobre rispetto al quale il presidente de Consiglio ha legato le sue sorti politiche, e la possibile anticipazione del congresso del Partito per la scelta del nuovo segretario, il clima potrebbe essere ancora più infuocato.

Pierluigi Bersani, ex segretario dello stesso Partito democratico, assicura di voler continuare a lavorare per la "ditta" in vista del prossimo voto ma il suo giudizio sul primo turno resta severo. E sottolinea: "Il voto ha confermato cose che diciamo da mesi. Bastava andare in giro, parlare con la gente... ma non dico "nulla fino ai ballottaggi". Non è da escludere che ci sia un'allusione anche all'inerzia sulla situazione previdenziale in Italia, rispetto alla quale il presidente del Consiglio, spalleggiato dal sottosegretario Tommaso Nannicini, si è per ora limitato ad annunciare l'ipotesi delle mini pensioni con penalità per i lavoratori a cui mancano fino a 3 anni dalla maturazione dei requisiti per il congedo, da far eventualmente passare solo con la prossima manovra finanziaria.

Ma l'esecutivo, come prospettato dal ministro dell'Economia, ambisce anche alla riduzione dell'Irpef per i redditi medi, così come al taglio del costo del lavoro e la compatibilità economica con le novità per le pensioni non è affatto così sicura. E se tutti, a parole, dicono di attendere il 20 giugno per un chiarimento, il segretario del Partito democratico non promette carezze: "Nel partito ci entriamo col lanciafiamme dopo il ballottaggio. Chiaro che ci sono problemi da risolvere". Appaiono emblematiche le parole di Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro a Montecitorio, da sempre impegnato sulle novità per le pensioni, vicino all'opposizione interna del Pd anche se sempre fedele al presidente del Consiglio.

A suo dire il Partito ha semplicemente perso la sua anima di sinistra, intervenendo troppo timidamente sulla riduzione delle diseguaglianze, sui bisogni delle famiglie, sulla disoccupazione, sulle pensioni. La sterzata, spiega, è possibile con incentivi strutturali alle assunzioni a tempo indeterminato, limitazione dell'uso dei voucher, flessibilità previdenziale e rivalutazione delle pensioni più basse. Su queste questioni, il presidente del Consiglio "deve essere capace di scelte coerenti e non ondivaghe". Nella stessa scia anche Gianni Cuperlo, esponente della minoranza del Partito democratico, che continua a chiedere cambiamenti veri, anche sulle pensioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il