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Pensioni ultime notizie prospettive e novità male sanità così mini pensioni, quota 100, quota 41.E Ministri iniziano andare contro

Stando alle ultime notizie sulle intenzioni dell'esecutivo, la situazione per le novità per le pensioni e per la sanità non è favorevole.




Quando si parla di spesa pubblica ci sono due filoni da seguire con attenzione. Il primo è quello delle pensioni, rispetto alle quali la situazione si fa sempre più incandescente. Le novità tardano ad arrivare, la posizione del premier non è lineare e all'insoddisfazione del presidente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale si sono aggiunte le difficoltà manifestate dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini. Lo stesso Giuliano Poletti, responsabile del dicastero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sta incidendo ben poco nel comparto. Il secondo comparto è quello della sanità e nell'occhio del ciclone è adesso finita Beatrice Lorenzin, che tra l'altro si era in passato espressa favorevolmente sulle novità per le pensioni.

Già, perché il dato è allarmante: un italiano su sei quindi 11 milioni nel 2016, ben due milioni in più rispetto al 2012, hanno dovuto rinviare o rinunciare a prestazioni sanitarie a causa di difficoltà economiche o sono ricorsi al privato per ovviare alle lunghe liste di attesa. A denunciarlo è una ricerca del Censis presentata ieri in cui si mette in luce che tra delusione per la sanità pubblica, aumento dei ticket e lunghe liste d’attesa, sfonda i 560 euro annui la spesa che gli italiani pagano di tasca propria per la salute. Gli italiani che non riescono a finanziarsi le prestazioni di cui avrebbero bisogno sono cresciuti al ritmo di mezzo milione l’anno negli ultimi quattro anni.

In aumento anche il ricorso alle cure private, erano 9 milioni nel 2012 e sono diventati 11 milioni nel 2016. Dal 2013 al 2015 la spesa sanitaria privata complessiva è salita a quota 34,5 miliardi, con un incremento del 3,2%: il doppio dell'aumento della spesa delle famiglie per i consumi (+1,7%). Sono poi 7,1 milioni gli italiani che hanno fatto ricorso all'intramoenia nell'ultimo anno, il 66,4% dei quali per evitare le lunghe liste d'attesa. Il 30,2%, invece, perché laboratori, ambulatori e studi medici a pagamento sono aperti nel pomeriggio, la sera e nei weekend. Visto il sempre maggiore peso della sanità privata, chi può si affida a fondi integrativi ed assicurazioni. Sono ormai più di 26 milioni gli italiani che si dicono propensi a soluzioni simili.

E in prospettiva la situazione per le novità per le pensioni e per la sanità non è così brillanti. Il ministro dell'Economia sembra infatti intenzionato a dirottare altrove, ovvero al taglio delle tasse, soprattutto quelle a carico dei redditi medi, le misure più incisive da introdurre con la manovra finanziaria di fine anno.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il