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Pensioni ultime notizie affermazioni e novità quota 100, mini pensioni, quota 41 Lorenzin, Bassolino, Fornero

In maniera diretta o indiretta ci sono sempre le pensioni a far discutere e le posssibilità novità da introdurre.




Continuano a esserci sempre le pensioni al centro dell'attualità politica. Nell'occhio del ciclone è adesso finita Beatrice Lorenzin, ministro della Salute e più volte protagonista di richieste di previsione di novità per le pensioni, alla luce dell'ultimo rapporto Censis, secondo cui un italiano su sei rinuncia a curarsi per carenza di risorse economiche. L'esponente del Nuovo centro destra non le manda a dire, argomentando come sia chiaro che il Sistema sanitario nazionale deve fare i conti con la grave crisi economica che le famiglie stanno vivendo, e l'indagine del Censis confermi la necessità di difendere l'aumento previsto del Fondo Sanitario per gli anni 2017 e 2018, "che intendiamo utilizzare per sbloccare il turn over e stabilizzare il personale precario".

A essere costantemente critici nei confronti dell'attività di Palazzo Chigi in tema di welfare sono gli amministratori locali. L'ultimo in ordine di tempo è stato Antonio Bassolino, già sindaco di Napoli, governatore della Regione Campania e mancato candidato primo cittadino della città partenopea con il Partito democratico. Il motivo per intervenire a gamba tesa sull'esecutivo è arrivato proprio dai risultati delle elezioni comunali a Napoli, dove il Pd non è arrivato al ballottaggio: "Peggio di così non si poteva fare".

E ancora: "Si è trattato di un disastro annunciato si è perso senza neppure combattere, potevo fare una lista civica ma non l'ho fatto". Ma sono anche altri i governatori locali, come Michele Emiliano in Puglia ed Enrico Rossi in Toscana a chiedere un cambio di marcia, anche e soprattutto sul versante delle novità per le pensioni e sulla riorganizzazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale. A intervenire sulle pensioni e sulle possibili novità da introdurre è stata la stessa Elsa Fornero, il ministro dell'esecutivo Monti che ha legato il suo nome alla legge sulla previdenza più contestata di sempre.

La sua posizione è da sempre chiara: questo impianto normativo è stato inevitabile alla luce della particolare congiuntura economica anche se, ha sempre spiegato, è sicuramente migliorabile. Nelle ultime ore ha invece espresso la sua posizione su un tema ben preciso: anziché pensare alla rivalutazione degli assegni più elevati sarebbe preferibile dirottare investimenti per favorire chi ha iniziato a lavorare in giovane età, rispetto a cui l'ipotesi più discussa è quella di permettere l'apertura delle porte della pensione con 41 anni di contributi versati, al di là dell'età anagrafica.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il