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Pensioni ultime notizie da Def le novità del Governo Renzi in fase di riscrittura

Il percorso dell'introduzione delle mini pensioni con penalità sembra essere orientato al ribasso. Risorse tagliate?




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:47): La prima stesura del DEF, documento fondamentale per le novità per le pensioni, imposte, investimenti, occupazioni e tanti altri temi decisivi, era condizionata dalle risposte che dovevamo ricever ancora dalla Comunità a livello di bilancio. Ora queste risposte sono già arrivate da diverso tempo e in questo tempo i vari Gruppo preposti e Ministeri se ne stanno occupando e le novità per le pensioni tra soldi disponibili e indirizzi verso cui dovrebbero andare spesi non indicano nessuna novità per le pensioni positiva a livello di mini pensioni, quota 100, quota 41.

C'è qualcosa che non quadra nei calcoli relativi alle somme da investire sulle novità per le pensioni e la ragione è presto detta: la volontà dell'esecutivo di ridurre le imposte. Il piano per consentire agli over 63 di uscire prima con assegni penalizzati dovrebbe essere inserito nella prossima legge di bilancio ma è condizionato dal confronto con le forze sociali che ripartirà il 14 giugno. A preoccupare è la progressiva riduzione degli investimenti programmati: dagli iniziali 5-7 miliardi di euro si è passati a 1-2 miliardi di euro fino ad attivare agli attuali 500 milioni di euro adesso prospettati. Di conseguenza, anche la prima limitante bozza sulle mini pensioni potrebbe essere rivista.

Alla base di questo ridimensionamento c'è la presenza tra le opzioni sul tavolo dei tecnici del governo dell'anticipo al 2017 del taglio strutturale di 4-6 punti del cuneo sui neoassunti a tempo indeterminato. In questo caso non verrebbe prorogata la decontribuzione in forma ultralight. Poi c'è il taglio delle aliquote Irpef potrebbe essere annunciato dalla prossima manovra di bilancio ma con effetto dal 2018. Tra le ipotesi allo studio c'è anche quello dell'anticipo al 2017 di una prima sforbiciata, ma le risorse attualmente disponibili sono poche. Ecco allora che per fare cassa, potrebbero essere sottratte risorse a quelle immaginate per migliorare le pensioni in Italia.

Stando alle ipotesi iniziali, i primi destinatari delle mini pensioni con penalità sono gli over 63 ovvero i lavoratori nati negli anni 1951, 1952 e 1953. Prevista una distinzione tra lavoratori prepensionabili per effetti di crisi aziendali, disoccupati anziani e dipendenti pubblici e privati che vogliono ritirarsi. In buona sostanza si tratta di concedere il rituro un po' prima rispetto a quanto previsto dalle leggi attuali in cambio di una penalizzazione nell'assegno previdenziale. In ballo c'è la riduzione del 2-3% per ogni anno di anticipo sui trattamenti fino a tre volte il minimo e del 5-8% per ogni annualità su quelli più elevati. La durata dell'ammortamento per restituire a rate, con o senza interessi, la somma anticipata potrebbe variare tra i 15 e i 20 anni. Saranno quindi decisivi calcoli e simulazioni nel contesto del rispetto dei vincoli economici e scelte sulle politiche fiscali per capire quale sarà la forma definitiva che assumerà questo provvedimento.

In questo contesto è difficile da immaginare che possano passare provvedimenti sulle novità per le pensioni come la tutela del potere d'acquisto degli assegni più bassi, il recupero del danno prodotto dal blocco della rivalutazione, la difesa delle pensioni di reversibilità, la separazione tra previdenza e assistenza, le uguali detrazioni fiscali per lavoratori dipendenti e pensionati, l'estensione degli 80 euro alle pensioni più basse, l'applicazione di quota 100, come somma di età anagrafica e anni di contribuzione per accedere al trattamento previdenziale, e di quota 41, come anni di sola contribuzione per chi ha iniziato a lavorare in giovane età.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il