V-Day e Beppe Grillo: Luttazzi, Sabrina Guzzanti e altri comici schierati contro

A circa una settimana dal V-day non si è spenta ancora l'eco della manifestazione organizzata dal comico genovese, che ora viene criticato anche da un altro censurato illustre, Daniele Luttazzi, che lo taccia esplicitamente di populismo. Intervi



La notizia è Daniele Luttazzi che attacca Beppe Grillo, e lo critica proprio sulle famose tre proposte da sottoporre in Parlamento. Lo accusa esplicitamente di fare populismo, di tracimare la sua capacità di coinvolgimento collettivo in demagogia pura.

Luttazzi ha inviato al sito internet di Micromega tre pagine, nelle quali vengono meticolosamente smontate le proposte provenienti dal V-day. Il comico non è ad esempio d'accordo sul limite delle due legislature, ritenendo che "l'esperienza può essere utile"; considera un errore il divieto di elezione per chi è condannato in appello, perché "i gradi di giudizio sono tre e il problema è la lentezza della giustizia". E non condivide neanche il terzo punto della legge d'iniziativa popolare, che tanta discussione politica ha sollecitato, vale a dire il ritorno al voto di preferenza. Ma secondo Luttazzi, questa soluzione negli anni scorsi non ha impedito ai partiti "di far eleggere chi volevano né impedito di scegliere autentici filibustieri". La chiusura è al vetriolo: "Se parli alla pancia certo che riempi le piazze, ma non è democrazia dal basso: è flash mobbing". Poi la frecciata nel suo stile classico: "Scegli, Beppe! Magari nascesse il tuo partito... I tuoi spettacoli diventerebbero davvero dei comizi e nessuno dovrebbe pagare il biglietto. Oooops"...

Su un altro sito, quello dell'associazione Articolo 21, un'altra "epurata" di lusso, Sabina Guzzanti, da poco tornata alla ribalta dopo la presentazione del suo "Le ragioni dell'aragosta" all'ultima Mostra del cinema di Venezia, interviene nella polemica.

"E' importante che artisti e intellettuali si assumano delle responsabilità nella misura in cui hanno la visibilità giusta per poterlo fare -sono le parole dell'attrice-;  possono svolgere dunque opera di sensibilizzazione sul pubblico, ma non possono certo sostituirsi alla politica". La Guzzanti cerca di specificare meglio la sua posizione: "Si tratta di fornire rappresentatività a tutti coloro che non si sentono rappresentati, convogliando energie che rimangono inespresse".

Quasi volendo ricomporre la distanza tra Grillo e Luttazzi (entrambi tra l'atro presenti nei link consigliati dal suo sito), la protagonista di "Viva Zapatero" sembra dunque condividere le iniziative portate avanti dal comico genovese, cercando però di ben delineare i confini che deve rispettare in ambito pubblico in base alle specifiche professionalità e competenze. In sostanza, se fossimo in un paese normale, chi fa il comico dovrebbe continuare a fare il comico, chi fa il politico dovrebbe fare il politico, o almeno provarci sul serio.

Che poi nel nostro paese questi due ruoli sempre più spesso vadano a scambiarsi e confondersi con estrema disinvoltura, potrebbe essere la dimostrazione tangibile del grado di furbesca inettitudine raggiunto non soltanto da alcuni di coloro che tali ruoli ricoprono, ma anche da parte di chi li osserva, li segue, li paga. E in certi casi vota pure per loro.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il