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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 potrebbe essere strategia sbagliata nulla pensioni solo tagli imposte

Piano di taglio delle imposte sempre più probabile rispetto a novità per le pensioni: nuova ennesima strategia dell’esecutivo che potrebbe rivelarsi errata




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:32): Si sta sempre più concretizzando e facendo reale dalle indiscrezioni ma anche dalle ultime notizie e ultimissime ufficiali o quasi che la maggioranza, nonostante le diverse contrapposizioni interne, sia sempre più orientata verso novità per le pensioni solo fiscali che converegerebbe con l'obiettivo di solo taglio delle imposte e null'altro nella prossima manovra. Taglio che avrebbe come beneficiari praticamente tutti dai pensionati ai dipendenti, dai professionisti alle aziende, ma che non lasciarebbe in pratica altri soldi per fare nulla in modo particolare per le novità per le pensioni (anche quelle indicate sarebbero annullate o ancora di più "marginalizzate e ristrette) e su tutti gli altri temi.

Quando arriveranno finalmente novità per le pensioni? Se c’è chi continua a porsi questa domanda è bene che sappia che probabilmente si potrebbe attendere ancora un bel po’ prima di vedere correzioni e modifiche all’attuale legge. Le ultime notizie, infatti, sembrano raccontare un’ennesima nuova strategia dell’esecutivo e cioè puntare su novità a livello fiscale, con un anticipo della riduzione dell’Ires, che era già stata annunciata, e probabilmente da estendere anche all’Irpef, che però sarebbe da programmare. E non dovrebbe esserci spazio per alcuna novità per le pensioni, né di quota 100, né di quota 41, e forse né di mini pensione. Ma questa strategia potrebbe rivelarsi sbagliata, almeno secondo quanto immaginabile. Il premier va comunque per la sua strada e, dopo aver annunciato settimane fa il nuovo sistema di uscita con mini pensione, che è stato particolarmente criticato e che ancora non convince, in questi ultimi giorni ha ribadito che nella prossima Manovra ci saranno novità fiscali con particolare attenzione alle famiglie.

Il progetto sarebbe quello di intervenire sulle aliquote Irpef, anche se resta da capire in che modo. Secondo le indiscrezioni, il primo scaglione, che sarebbe quello che comprende redditi da 0 a 15mila euro, soggetto ad una tassazione pari al 23% potrebbe essere innalzato fino a 17mila euro; mentre per secondo e terzo scaglione, vale a dire, rispettivamente, per redditi compresi tra 15.001 e 28.000 euro al momento soggetti ad una tassazione del 27% e per redditi compresi tra i 28.001 e i 55.000 euro soggetti ora ad una tassazione del 38%, si pensa di introdurre un’unica aliquota intermedia del 31 o 32%; e nulla dovrebbe cambiare, invece, per quarto e quinto scaglione, rispettivamente per redditi tra 55.001 e 75.000 euro con imposta al 41% e reddito oltre i 75.000 euro soggetti ad una tassazione del 43%.

Eventuali decisioni dipenderanno, chiaramente, dall'andamento del Pil e dai vincoli di bilancio che, però, come spiegato qualche giorno fa dal ministro dell’Economia, al momento sembrerebbero molto stretti, anche se, in vista del prossimo referendum costituzionale che si terrà in autunno, un annuncio di tagli delle imposte potrebbe certamente all’esecutivo di riconquistare voti e fiducia degli elettori. A queste misure, poi, il premier stesso vorrebbe aggiungere una detassazione fissa per nuove occupazioni e investimenti e, se tutto fosse davvero così, dipendenti, aziende, pensionati potrebbe avere dei reali benefici fiscali.

Se, però, le modifiche della tassazione fossero nell'ordine dell' 1-2%, considerando le poche risorse disponibili, si andrebbe incontro al rischio di non avere alcun importante beneficio, esattamente come tanti hanno commentato precedenti strategie fiscali che in realtà non hanno avuto grosse positive ripercussioni. Effetti cruciali potrebbe invece avere lo sblocco delle pensioni che innanzitutto aprirebbe le porte del mondo occupazionale ai più giovani, aumentando così i benefici sia di raggiunge finalmente l’agognata pensione sia di chi riesce a trovare un lavoro, sia di nuova spinta alla produttività grazie allo sfruttamento delle tecnologie le cui conoscenze sono decisamente appannaggio dei più giovani.

E tutti questi elementi contribuirebbero a rimettere in moto l’economia in generale. E’ chiaro, quindi, come sarebbe certamente meglio intervenire in tal senso, piuttosto che partire dal taglio delle imposte, anche perché, come dimostrato dai numeri, la strategia precedente si è già rivelata sbagliata. Se, infatti, per l’attuazione di novità per le pensioni servirebbero risorse comprese tra i 5 e i 13 miliardi al massimo, in base alle novità per le pensioni da attuare e platea di beneficiari, con risparmi che potrebbero arrivare solo dopo circa 20 anni, risorse della stessa portata, circa 10 miliardi di euro, sono state investite per permettere le nuove assunzioni con sgravi fiscali, misura che avrebbe dovuto incentivare l’occupazione, soprattutto giovanile, ma che non ha sortito gli effetti sperati, considerando che la disoccupazione è ancora molto alta, rivelandosi pertanto poco efficace.

E potrebbero essere usate ulteriori risorse per proroghe degli stessi incentivi, anche se già si pensa a rivedere questo sistema proprio a causa delle scarse disponibilità economiche. E’ chiaro, dunque, come sarebbe stato più vantaggioso investire soldi in novità per le pensioni che avrebbero non soltanto permesso a qualcuno di raggiungere finalmente l’agognata pensione ma avrebbero contribuito anche a nuove assunzioni di giovani per ogni posto liberato, dando nuova spinta al mercato del lavoro, come fatto dagli incentivi fiscali, ma con l’ulteriore vantaggio di agire, contemporaneamente, sulle pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il