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Tasi 2016 e Imu 2016: prima rata e cosa può cambiare con seconda. Calcolo, regole, aliquote seconda casa, affitto, terreni

Come funzionano i pagamenti di Imu e Tasi 2016 per seconde case e le novità di quest’anno relative a questi immobili: prima scadenza di versamento il 16 giugno





La prima rata di acconto di Imu e Tasi per quest’anno si paga il prossimo 16 giugno e per le procedure di calcolo dovranno essere utilizzate le aliquote deliberate dal proprio Comune di residenza. In base a quanto stabilito dalla Manovra 2016, i Comuni dovrebbero mantenere per quest’anno le aliquote del 2015, ma sono già diversi i comuni che comunque le hanno modificate a altri ancora che potranno farlo fino al prossimo 28 ottobre, solito termine ultimo di scadenza per le modifiche di aliquote ed eventuali detrazioni prima del versamento del saldo del 16 dicembre. Ciò significa che le aliquote che si utilizzeranno per il pagamento della prima rata di giugno potrebbero poi cambiare per la seconda rata di dicembre. Ad eccezione dei proprietari di prime case e pertinenze, è bene che tutti gli altri proprietari di immobili, da seconde case e immobili commerciali, prima di eseguire i calcoli delle imposte da versare, consultino le delibere dei propri Comuni per verificare se le aliquote da considerare sono le vecchie del 2015 o sono state già definite nuove aliquote 2016.

Per quanto riguarda, in particolare, i casi delle seconde case quest’anno, è bene innanzitutto precisare che in generale seconde case e relative pertinenze continueranno a pagare regolarmente sia Imu che Tasi, ma vi sono diverse nuove condizioni da considerare. Innanzitutto partendo dai proprietari di seconde case in affitto: versano l’Imu e da quest’anno versano interamente anche la Tasi. Fino all’anno scorso, infatti, il pagamento della Tasi era diviso tra proprie rati e inquilini secondo percentuali specifiche definite da ogni Comune mentre da quest’anno la tassa sui servizi indivisibili comunali sarà del tutto a carico del proprietario che continuerà a pagare rispettando le percentuali definite dal proprio Comune e in mancanza di queste pagherà il 90% dell’importo complessivo.

Passando ai casi di seconde case di coniugi, nel caso in cui l’ex coniuge, a seguito di provvedimenti di scioglimento e annullamento del matrimonio, lascia la casa coniugale all’altro coniuge e figli, trasferendosi in una seconda casa di proprietà, non dovrà pagare né Imu né Tasi, perché la seconda casa diventerà l’abitazione principale dell’ex coniuge e varranno dunque le regole per le prime case. Sono poi previsti sconti per seconde case che vengono però destinate a terzi: è, infatti, prevista una riduzione del 75% sia di Imu che di Tasi sugli immobili affittati a canone concordato, previa regolare registrazione del contratto, e una riduzione del 50% della base imponibile sempre sia di Imu che di Tasi per gli immobili concesso in comodato d’uso gratuito ai propri figli o comunque parenti di primo grado in linea diretta.

Anche nel caso di seconde case, esattamente come tutti gli altri immobili, il conteggio parte dalla rivalutazione della rendita catastale al 5%, cui moltiplicare al risultato il coefficiente dell’immobile (160) e a quest’altro risultato applicare le singole aliquote di Imu e di Tasi in vigore nel proprio Comune di residenza, sottraendo eventuali detrazioni e una volta ottenuta la cifra da versare si potrà pagare con bollettino postale o modello F24.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il