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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 Governo Renzi attaccato da tutti internamente ed esternamente

Continuano ad arrivare attacchi al governo e probabilmente qualcosa potrebbe cambiare con nuove e concrete strategia per novità pensioni




Fischiato e attaccato all'ultima riunione di Confcommercio cui ha partecipato, il premier Renzi non si arrende: nonostante, infatti, le ultime notizie continuino a non essere per niente positive per lui, ha deciso di continuare a lavorare seguendo la strada segnata. Nessun passo indietro sulle misure già messe in atto, e che a suo dire hanno portato vantaggi ad alcune persone, nè sui prossimi programmi anche se durante le sue parole si susseguono chiacchiericci e mugugni nel pubblico e spettatori che incitano al taglio degli stipendi mensili degli alti esponenti istituzionali. Secondo molti, infatti, e non solo della platea dell'assemblea di Confcommercio, il punto di partenza per novità concrete e ben apprezzate da tutti è proprio il ristabilire equità sociale cercando di eliminare del tutto i gap esistenti tra le persone e che creano divari esagerati. Gli attacchi esterni al premier si susseguono però su altri diversi fronti e ultimamente sembra che anche la stampa sia diventata molto più critica e severa nei suoi confronti.

Da Belpietro a Damilano, al gruppo Espresso, passando per Rai e La7, sono giorni che si susseguono duri attacchi all’operato del governo e anche al modo di agire dello stesso premier. E’ il segno evidente che qualcosa deve essere cambiato, nonostante lo stesso Renzi abbia più volte dichiarato di essere ben convinto di voler continuare a lavorare esattamente come sta facendo, non temendo, come si dice in questi giorni, gli esiti delle comunali perché, a suo dire, queste votazioni non rappresentano voti di approvazione o meno nei confronti del governo. Ma la realtà non sembra essere proprio questa: i voti dei cittadini sono espressione di soddisfazione o meno, e aver scelto strade alternative rispetto al Pd non è certo un buon segno, potrebbe rappresentare la ricerca di un’alternativa a chi finora non ha poi così tanto soddisfatto le aspettative dei cittadini.

No va meglio sul fronte interno, dove tra sconti che non accennano a placarsi con l’opposizione interna, leader della coalizione, da Alfano a Zanetti, a Sacconi, che continuano a rimanere in silenzio ma particolarmente critici tanto da pensare alla formazione di probabili nuove forze alternative, come quella ipotizzata dallo stesso Alfano di Ncd e che potrebbe nascere dopo il referendum costituzionale d’autunno, ponendosi su una linea più liberale e moderata, restano sempre perplessità sull’alleanza con Ala di Verdini, di cui in questi ultimissimi giorni si è tornato a parlare per l'indiscrezione secondo cui insieme a Fitto e parte di Ncd potrebbe dar vita ad un nuovo partito. Sempre secondo le indiscrezioni, l'idea sarebbe proprio quella di riunificare Forza Italia e Verdini, Fitto e parte di Ncd definendo un nuovo logo e con un nuovo leader. E se così fosse quali sarebbero le conseguenze per le principali misure in discussione, comprese le novità per le pensioni?

Sempre internamente, arrivano nuovi attacchi da parte ministri, a partire dal ministro della Salute Lorenzin, per arrivare al ministro dell’Economia Padoan, che ha chiuso assolutamente a novità per le pensioni appoggiando l’idea del premier solo di taglio delle imposte, da parte dell’Istituto Previdenza, nonché dalle Gruppi ristretti per le pensioni, che continuano a rilanciare su novità per le pensioni di quota 100 e di quota 41, ma che l’esecutivo non sembra proprio prendere in considerazione al momento, pensando, in tema di novità per le pensioni, solo ed eventualmente a novità per le pensioni basate sulla mini pensione.
Anche cittadini e forze sociali dimostrano ormai da tempo malcontento nei confronti del governo: i cittadini lo stanno dimostrando orientandosi su forze politiche diverse dal Pd, come emerso dai primi risultati delle comunali di domenica scorso e da primi sondaggi sulle intenzioni di voto delle italiani per le prossime politiche, in cui il M5S ha superato per la prima volta il Pd, e si stima che in pochi mesi, il premi abbia perso la bellezza di 500mila voti; i sindacati lo hanno dimostrato più volte tra attacchi e polemiche, riprendendo tavoli di pacifiche discussioni solo ora dopo un lunghissimo tempo di stop.

E in questo contesto si collocano la particolare posizione dei candidati sindaco dem, da Fassino a Torino a Merola a Bologna, che per timore di perdere voti, sembrano voler prendere le distanze da Renzi, preferendo che i cittadini delle rispettive città votino valutando candidato e città e non per associazione con il premier, e gli attacchi da M5S e Lega e da Fi, situazioni politiche non certo positive che iniziano a creare non pochi timori in vista del referendum d’autunno. Molti degli attacchi sia da parte dei cittadini, che di ministri e autorità arrivano proprio sulle novità per le pensioni e la gestione delle strategie di piani difficilmente di riescono a mantenere, come sottolineato da diversi esponenti politici che hanno fatto notare come più volte il governo pur avendo a disposizione soldi abbia preferito puntare su altri provvedimenti piuttosto che su novità per le pensioni e che quelle novità per le pensioni, considerate minori, come il rendere le ricongiunzioni gratuite non costerebbero ma ancora non vengono attuate e non se ne comprendono i motivi. Cambiando, probabilmente, strategia di lavoro su novità pensioni, forse il governo riuscirebbe a riconquistare appoggi, voti e consensi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il