BusinessOnline - Il portale per i decision maker






Pensioni ultime notizie il rischio che novitÓ Governo Renzi siano imposte sole senza novitÓ su quota 100, quota 41, mini pensioni

La strada seguita dall'esecutivo per rilanciare l'economia si baserebbe sulla riduzione delle imposte e non sulle novitÓ per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19.02): Ampliando il taglio delle imposte all'Irpef vi sarebbe anche una novità per le pensioni con l'aumento almeno, pensiamo, delle prime due fasce, ma nessuna novità per le pensioni sostanziale e con il rischio che anche le novità per le mini pensioni siano ridotte oppure che si rimandi tutto. Tutti gli altri metodi se poi si aggiungesse anche la detassazione per i nuovi occupati sarebbero estremamente difficili senza soldi.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:05):  La nuova strategia del Governo Renzi incomincia davvero a delinearsi e riprende il programma originario, ma probabilmente, ampliandolo ovvero concentrare tutti gli sforzi sul taglio delle imposte. Ese era già programmata l'Ires, si potrebbe allargare subito all'Irpef per tutti e rimandare le novità per le pensioni come si era detto inizialmente e su cui poi, forse, per una spinta sociale sempre più forte, si era voluto pensare di provare a dare una qualche risposta prima. 

L'aria che tira a Palazzo Chigi è quella di favorire il taglio delle tasse, sia a favore dei redditi delle persone fisiche e sia delle imprese, a scapito delle novità per le pensioni. Le risorse sono limitate e occorre fare delle scelte. Ci sono diverse ragioni alla base della decisione dell'esecutivo di intervenire anche sul versante del taglio delle tasse per le imprese. La prima è che è stata programmata e promessa da tempo. La seconda è la convinzione che il rilancio dell'economia comporta il miglioramento dei dati sull'occupazione anche nell'ottica di favorire il ricambio generazionale. E a tal proposito un'ipotesi allo studio è di rilanciare la detassazione fissa per nuovi investimenti e occupazione.

A ruota, lavoratori, aziende e pensionati potrebbe ricevere benefici fiscali. Il punto è che le risorse a disposizione sono poche e il sollievo fiscale non andrebbe oltre l'1-2%. Troppo poche per chi vuole una vera svolta. Insomma, si tratterebbe di una mezza misura che andrebbero nella scia delle precedenti scelte fiscali a favore dei lavoratori dipendenti e assimilati, che non hanno assicurato un vero e proprio cambio di pagina. Una vera politica di staffetta generazione nel segno del rilancio di produttività e competitività attraverso il rilancio di nuova occupazione giovanile e la contestuale facilitazione per i lavoratori più anziani di andare in pensione non è mai stata lanciata.

Se mettiamo sul piatto quegli 8-10 miliardi di euro di spesa per favorire nuova occupazione, comunque a rischio alla fine dei tre anni di incentivi, ci si accorge come le scelte più efficaci potevano essere altre. La terza ragione è comunque quella di cavalcare il momento positivo. L'industria italiana ad aprile sorprende con una crescita dello 0,5% rispetto al mese precedente, superiore alle attese degli analisti, dopo i risultati deboli di febbraio e marzo. Rispetto al 2015 l'aumento raggiunge l'1,8%, nei dati corretti per gli effetti di calendario mentre i dati grezzi indicano un calo dello 0,3%, dovuto alla differenza nei giorni lavorati.

Il Centro Studi di Confindustria prevede che la crescita della produzione industriale sia continuata, anche se a velocità ridotta, a maggio, con una crescita dello 0,2% sul mese, rispetto al balzo dello 0,5% registrato ad aprile rispetto a marzo. Il secondo trimestre 2016 registra comunque una variazione positiva congiunturale già acquisita dello 0,4%. Al risultato positivo sembra contribuire anche una decisa ripresa della domanda estera, dopo le difficoltà degli ultimi mesi, che vede le esportazioni verso i paesi extraeuropei in crescita del 3,9% sul mese nonostante i segnali di difficoltà diffuse provenienti dalle economie emergenti.

Per ora l'ipotesi più probabile sulla previdenza sono le mini pensioni con pensioni con penalità, attraverso cui dare la possibilità di congedarsi un po' prima ovvero fino a tre anni. Questo meccanismo, che all'inizio partirà per le classi 1951, 1952 e 1953, potrebbe essere ripetuto per più anni, consentendo di volta in volta l'ingresso degli anni successivi.

Ti Ŕ piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il