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Imu 2016 e Tasi 2016: calcolo aliquote, esenzioni, detrazioni seconda casa, affitto, box, terreni cantine prima rata Giugno

Regole e calcolo per effettuare primo pagamento degli acconti Imu e Tasi 2016: termine di scadenza fissato il prossimo 16 giugno




Il primo pagamento degli acconti Imu e Tasi 2016 scade il prossimo 16 giugno e i proprietari di immobili sono alle prese con i calcoli delle imposte, tra verifiche di vecchie e nuove aliquote da utilizzare per il conteggio e regole nuove previste dalla Manovra 2016. Sono diversi infatti i cambiamenti in vigore da quest’anno relativi sia ad Imu che alla Tasi: partendo dalla tassa sui servizi indivisibili comunali, da quest’anno non si paga più, esattamente come l’Imu, su prime case e relative pertinenze e non pagano più nemmeno gli inquilini che fino all’anno scorso dividevano il conto Tasi degli immobili in affitto con i proprietari in base alla percentuale di divisione del pagamento dovuto stabilita da ogni singolo Comune e che per gli affittuari era compresa tra il 10 e il 30%. Da quest’anno, dunque, pagano solo i proprietari e sempre osservando le percentuali spettanti decide dai propri Comuni e in mancanza di queste percentuali dovranno versare il 90% della cifra totale dovuta.

Sono esclusi da questa novità gli immobili di lusso per cui, se in affitto, continueranno a versare la Tasi sia proprietari che inquilini. Passando all’Imu, invece, è stata cancellata su imbullonati e tutti i terreni agricoli, anche quelli di pianura, orti e terreni incolti, indipendentemente dal Comune in cui si trovano in base alla classificazione Istat. Non pagano l’Imu gli immobili di cooperative edilizie a proprietà indivisa e adibite a prima casa; i fabbricati adibiti ad alloggi sociali; unico immobile del personale di Forze dell’ordine, Polizia, Vigili del fuoco, che non vi dimori in maniera abituale e che non sia dato in affitto; non pagano la Tasi anziani e invalidi degenti in case di cura o di riposo che vi dimorino abitualmente e siano proprietari di una propria casa, a condizione, però, che quest’ultima non sia locata.

Niente più Imu e Tasi anche per le case degli ex coniugi: costoro, solitamente i mariti, che a seguito di scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, si trasferissero in una seconda casa di proprietà, lasciando la prima casa coniugale a moglie e figli, non saranno più tenuti al versamento di Imu e Tasi perché in tal caso la seconda casa diventerebbe abitazione principale e come tale sottoposta a tassazione relativa alla prima casa. Infine, la Manovra 2016 ha stabilito conti del 75% per gli immobili affittati a canone concordato e del 50% per immobili concessi in comodato d’uso gratuito ai propri figli. Per tutti gli altri immobili non citati, vale a dire prime case di lusso, seconde case e pertinenze, come box, cantine, garage, e tutti gli altri tipi di terreni non agricoli, insieme a immobili commerciali vari, da negozi, ad uffici, ecc, dovranno regolarmente pagare Imu e Tasi.

Nessuna novità per quanto riguarda le modalità di calcolo: si rivaluta del 5% la rendita catastale, al risultato ottenuto si deve moltiplicare il coefficiente del proprio immobile e quindi applicare le aliquote, ed eventuali detrazioni, deliberate da ogni singolo Comune. Il consiglio è di consultarle sul sito del Ministero delle Finanze o sui siti istituzionali del proprio Comune di residenza per verificare se siano le stesse del 2015, come voluto dalla Manovra 2016, o se siano state modificate, e poi procedere al calcolo. Per quanto riguarda il pagamento, si potrà effettuare con bollettino postale, che si trova in ogni ufficio postale, o modello F24.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il