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Unico 2016 proroga si continua a trattare Ministero Economia e Agenzia Entrate. Attesa in serata risposta proroga Padoan, forse

Negata al momento proroga per scadenza presentazione del modello Unico 2016 ma si attene ancora risposta ufficiale da Ministero Tesoro




AGGIORNAMENTO:  Anche il SOLE conferma che il Ministro dell'Economia potrebbe dare una risposta oggi. Attenzione, però, che le trattative continuano anche se sembra che grazie allo Statuto del Contribuente e del fatto che sono stati rilasciati ulteriori aggiornamenti del software, pur rilasciato, prima venga concessa la proroga. Non è detto che, comunque, la comunicazione ufficiale venga fatta oggi

AGGIORNAMENTO: Come detto sarà alle Camere nel tardo pomeriggio il Ministro Padoan per parlare di società partecipate, ma potrebbe dare indicazioni e novità sulla proroga per Unico 2016 visto che la decisione principale passa dal suo Ministero. Vi terremo aggiornati

AGGIORNAMENTO: Anche oggi martedì 14 Giugno continua l'attesa per la proroga dell'Unico 2016 dopo che per il 730 era avvenuta senza problemi. Al momento non è previsto nessun Consiglio dei Minsitri, ma non è strattamente necessario. Basterebbe anche una circolare dell'Agenzia delle Entrate e e una disposizione del Ministero Dell'Economia. Tra l'altro nel pomeriggio il Ministro sarà in audizione, vedremo se dirà qualcosa o vi saranno novità e ultime notizie, ultimissime anche prima

AGGIORNAMENTO: Nel frattempo si dice secondo indiscrezioni che vi siano delle trattative e delle aperture tra il Ministero, Agenzia Entrate e l'associazione commercialisti e professionisti per arrivare davvero alla proroga. Si tratta di indiscrezioni.

Dopo aver confermato la proroga di presentazione del modello 7302016, slittata al prossimo 23 luglio, dalla prima data iniziale del 7, è attesa ancora una risposta ufficiale da parte di Agenzia delle Entrate e Ministero delle Finanze sulla proroga di presentazione del modello Unico 2016 e mancano ancora informazioni certe ad oggi, lunedì 13 giugno. La richiesta di proroga per la presentazione dell'Unico, fissata al 16 giugno, era stata avanzata dai commercialisti lo scorso mese di marzo a causa del riscontro di alcuni problemi che meritavano tempo per essere risolti e del’accavallamento con altre scadenze fiscali: giovedì 16, infatti, scadono anche i rimi versamenti degli acconti Imu e Tasi 2016 e in moltissimi Comuni di Italia anche della Tari sui rifiuti.
 
Non sembra, tuttavia, che si possa effettivamente avere uno slittamento di quanto già deciso, per cui al momento, la data di presentazione del modello Unico 2016 per la dichiarazione dei redditi relativa all'anno di imposta 2015 di lavoratori autonomi e liberi professionisti titolari di Partiva Iva resta fissata al 16 giugno e ai pagamenti che saranno effettuati nel periodo compreso tra il 17 giugno e il 18 luglio sarà applicata una maggiorazione dello 0,40%. Il motivo di una mancata proroga di presentazione del modello Unico da parte di commercialisti e altri professionisti abilitati è che non sussiste un problema che negli scorsi anni è stato il principale che ha portato agli slittamenti delle scadenze dei modelli delle dichiarazioni, vale a dire il rilascio del software Gerico necessario per la compilazione delle dichiarazioni soggette agli studi di settore.

Quest'anno, infatti, il software è stato rilasciato in largo anticipo, il 12 aprile, però da allora sono stati pubblicati due aggiornamenti, l'ultimo dei quali il 27 maggio, e secondo l'ANC, Associazione Nazionale Commercialisti, potrebbero arrivarne altri ancora. Il punto è che secondo il vice ministro dell’Economia Zanetti, per ora non esiste alcun motivo pratico per rinviare la scadenza del 16 giugno, per cui tra l’altro, ha sottolineato lo stesso viceministro, non è arrivata alcuna richiesta ufficiale. In realtà, quest’ultima c’è stata, ma secondo Zanetti, si considera ufficiale la richiesta se presentata dal CN o se arrivano 115.000 mail individuali.

Antonio Gigliotti, dal canto suo, auspica che il viceministro faccia un passo indietro sulla decisione presa, perchè da rappresentate della categoria ha cercato di far capire che non si può ‘dormire e vivere in studio 24 ore al giorno’, è necessario inoltre che si capisca, una volta per tutte, che se aumentano gli adempimenti non si possono chiedere sforzi finanziari al cliente che a volte non riescono a pagare nemmeno le consulenze. L’attesa è dunque per un ripensamento sulla questione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il