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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni i miracoli li fa solo il Papa Renzi risponde su pensioni e non solo

Nel contesto del più ampio progetto delle novità per le pensioni occorre tenere conto anche della salvaguardia di chi è senza lavoro e senza assegno previdenziale.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 16:12): Critiche dure sono arrivate dopo queste parole, alcune anche incredule. Noi non c'eravamo, ma è stato riportato da diverse persone che hanno raccontato l'intera vicenda e ci sono persino delle foto. Non abbiamo la certezza al 100% delle parole di Renzi, ma saremmo davvero felici di essere smentiti e che le novità per le pensioni non siano un miracolo, ma qualcosa di fattibile come vorrebbero farci intendere le ultime notizie e ultimissime

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:02): Fanno discutere il sarcasmo e l'apparenza leggerezza con cui il presidente del Consiglio, come abbiamo raccontato, ha liquidato la questione degli esodati, alle prese con una settima salvaguardia in corso e con un'ottava già richiesta. La sua dichiarata incapacità a fare miracoli, al contrario del Papa, come ha riferito in occasione dell'incontro con il Comitato Esodati Reggio Emilia, ha per molti il sapore della beffa.

Ci sono almeno tre questioni aperte da affrontare e risolvere con urgenza nel complesso progetto delle novità per le pensioni. Il primo è quello dell'armonizzazione delle regole pensionistiche tra dipendenti pubblici e privati che ha portato molti lavoratori ad avere a che fare con costi eccessivi e insostenibili per ricongiungere i contributi previdenziali versati, senza compensazioni sull'assegno previdenziale. Da qui la necessità di individuare una soluzione definitiva che consenta la ricongiunzione non onerosa dei contributi previdenziali maturati in gestioni diverse. Poi c'è quella anche irrisolta della cosiddetta quota 96 per il personale della scuola e i requisiti pensionistici del personale ferroviario. Se parla da tempo, ma senza soluzioni concrete.

La terza, non meno urgente, è quella del completamento delle salvaguardie per i lavoratori esodati con una soluzione di carattere strutturale che garantisca a tutti gli interessati il diritto alla pensione. Anche questo sarà un argomento al centro dell'incontro programmato per domani tra le forze sociali e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. A tal proposito, le ultime notizie e novità passano dal Comitato Esodati Reggio Emilia, che è riuscito a conquistare un rapido faccia a faccia con il presidente del Consiglio a Reggio Emilia, in occasione dell'inaugurazione di una struttura di oncologia all'Ospedale Santa Maria.

Ebbene, cosa è venuto fuori? Stando alle informazioni di chi è stato presente all'incontro, comunicate anche via Facebook, la presa di posizione del premier è perfettamente in linea con la sua posizione sulla definizione di un piano per l'introduzione di novità per le pensioni e dunque poca determinatezza e poca intenzione di trovare una soluzione definitiva. Appare soprattutto sorprendente la necessità ribadita di provvedere a una ricognizione della platea dei beneficiari ovvero del numero esatto dei destinatari sia in relazione alla settima salvaguardia sancita con l'ultima manovra e sia in vista di un ottavo provvedimento. Forse, quando sollecitato dal Comitato Esodati Reggio Emilia a intervenire ha risposto che il Papa fa i miracoli e lui no, si riferiva proprio alla difficoltà a eseguire le operazioni di calcolo degli esodati.

Viene da chiedersi se è possibile sperare in una vera ristrutturazione del sistema delle pensioni in Italia se già su una questione come questa, chiara e ben definitiva, non si riesce a scrivere la parola fine. Per cercare di rispondere alle tante richieste di intervento sulle novità per le pensioni, l'esecutivo sta mettendo a punto un'uscita anticipata fino a tre anni, con una penalizzazione economica più o meno consistente in relazione all'importo dell'assegno previdenziale. Si tratta del cosiddetto Ape, di cui sono in via di definizione tutti i dettagli, dai disincentivi applicati per chi decide di uscire un po' prima all'individuazione dell'esatta platea dei beneficiari, passando per gli interessi da versare a banche e assicurazioni che anticipano la somma. Stando alla prima bozza di lavoro, saranno interessati i lavoratori nati tra il 1951 e il 1953.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il