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Stipendi, rinnovo contratti statali, dipendenti pubblici: nuova norma ufficiale o quasi aumento stipendi Madia-Renzi. Per chi, com

Il provvedimento per lo sblocco dei contratti dei dipendenti pubblici dovrebbe finire in questa settimana in Consiglio dei ministri.




I tempi sembrano ormai maturi per lo sblocco dei contratti dei dipendenti pubblici, ma a condizioni meno entusiasmanti per gli interessati di quanti si pensi. Ma facciamo un passo indietro. Il rinnovo del contratto è rimasto bloccato per sette anni. È stata una sentenza della Corte Costituzionale lo scorso anno a imporre il riavvio delle trattative. Per poter avviare la contrattazione, è stato necessario ridurre i comparti della pubblica amministrazione, come previsto dalla riforma Brunetta. Sono scesi da 11 a soltanto 4: funzioni centrali, funzioni locali, sanità, ricerca e istruzione. Per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, il governo ha stanziato nella legge di stabilità 300 milioni di euro l'anno. Una cifra considerata insufficiente dai sindacati.

Di più: gli aumenti dovrebbero interessare solo una parte ristretta degli statali, probabilmente solo quelli con un reddito annuo lordo inferiore a 26.000 euro. Se ne se saprò di più nel corso della settimana, quando il provvedimento che porterà la firma del ministro per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione, Marianna Madia, approderà in Consiglio dei ministri. Le organizzazione sono già sul piede di guerra. Il leader della Uil ha già proposto uno sciopero generale del pubblico impiego, da fare con Cgil e Cisl entro fine settembre. Il tutto mentre il governo sta lavorando a un testo unico del pubblico impiego che potrebbe essere approvato già a luglio con il secondo pacchetto di decreti della riforma della pubblica amministrazione.

Sono tanti i fronti caldi sul versante della pubblica amministrazione. La possibilità di escludere alcune società a partecipazione pubblica dall'applicazione delle nuove regole, previste dal decreto Madia, così come scritta, "rischia di essere una delega in bianco". Lo ha detto il presidente dell'Anac, Raffaele Cantone, in audizione al Senato sul decreto di razionalizzazione delle partecipate, giudicato in generale "positivamente". Per Cantone "l'unica ipotesi" di deroga "dovrebbe riferirsi alle società che si devono quotare". La misura additata da Cantone dà infatti la possibilità di fare eccezioni con decreto del presidente del Consiglio, su proposta del Ministero dell'Economia o dell'organo di vertice dell'amministrazione partecipante.

Nel testo si legge che bisogna dare ragione della deroga "con riferimento alla misura e qualità della partecipazione pubblica, agli interessi pubblici a essa connessi e al tipo di attività svolta,anche al fine di agevolare la quotazione".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il