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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 con obbligo Governo Renzi a breve di decidere età uomini e donne

Le misure che il governo deve obbligatoriamente risolvere insieme a novità per le pensioni di uscita prima in discussione




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:12): Se le decisioni per i metodi e gli stumenti per le novità per le pensioni non sonoc erte, anzi sono ancora in alto mare come si capisce dalle ultime notizie e ultimissime, il Governo Renzi a brevissimo per evitare una forte multa e altre conseguenze dovà decidere su una novità per le pensioni obbligatoriamente ovvero l'età richiesta per il mondo maschile e femminile

La questione previdenziale è ormai il fulcro delle discussioni politiche, tra dibattiti e tavoli che si concludono, però, sempre solo con buone intenzioni e nessun fatto concreto. E nell'attesa di acpire come si concluderà la prossima riunione, fissata per martedì 14 giugno, tra governo e forze sociali, le ultime notizie non fanno altro che confermare questa situazione di confusione e incertezza. Insieme alle novità per le pensioni di uscita prima per tutti, ormai da mesi al vaglio dello stesso esecutivo, vi sarebbero anche misure che il governo è obbligato a risolvere. Entro il prossimo mese di settembre o al massimo con la prossima Manovra, il governo Renzi è obbligato a chiudere la questione sulla differenza di trattamenti previdenziali di genere. Prorogata ancora per tutto quest’anno la possibilità di uscita prima delle donne con calcolo della propria pensione finale esclusivamente con sistema contributivo, l’Europa ha puntato il dito contro il nostro Paese ritenendo le regole per l’anticipo per l’uscita prima del mondo femminile discriminanti per il mondo maschile. Nonostante l’Italia abbia giustificato tale possibilità con le elevate penalizzazioni decise a carico delle lavoratrici, sia statali che autonome, si è trattata di una motivazione non sufficiente per l’Europa che ha imposto una soluzione di parificazione. Quali potrebbero essere dunque le novità per le pensioni derivanti da questo obbligo?

Diverse sono le possibilità: o abolire del tutto le norme attuali che permettono alle donne di andare in pensione prima e adeguare il loro requisiti anagrafico e contributivo a quello degli uomini.  Se la soluzione, per evitare ulteriori discriminazione, fosse quella di adeguare l’età di uscita delle donne a quella degli uomini, sorgerebbe un altro problema discriminante nei confronti delle donne che, oltre a svolgere la loro attività professionale, da sempre si dedicano anche ai lavori di cura e di assistenza della famiglia, tra maternità e cure di familiari disabili, per cui meritano agevolazioni di cui però ancora si continua a discutere, esattamente come su ogni altra questione previdenziale aperta o errore nato dall’attuale legge pensioni.

L’impegno dell’esecutivo dovrebbe essere quello di pensare a soluzioni di adeguamento che siano certo giuste ma anche vantaggiose per lavoratrici e lavoratori stessi e la domanda che ci si pone è perché non pensare all’approvazione della quota 41 per tutti che risolverebbe i problemi di raggiungimento dei requisiti anagrafici, ponendo come limite quello della soglia contributiva? Si tratterebbe, del resto, di una delle novità per le pensioni in discussione da mesi, insieme alla quota 100, particolarmente sostenuta e rilanciata da tutti e che a differenza del sistema basato sulla mini pensione, fortemente criticato, potrebbe rappresentare anche un punto di incontro.

La questione dell’adeguamento delle uscite tra uomini e donne non è l’unica che il governo è costretto a chiudere: tra le altre, sempre richiesta dall’Ue, il riordino di detrazioni e agevolazioni fiscali, che però sembra sia ormai nelle reali intenzioni dell’esecutivo stesso e a cui si lavora ormai da tempo; i provvedimenti del Fondo Indigenza; e la proroga del contributivo femminile con eventuale estensione anche al mondo maschile, in base alle risorse che avanzeranno a settembre da quei 2,5 miliardi già stanziati l’anno scorso per prorogare proprio le norme che permettono alle donne di andare in pensione prima. Quello che ora ci si chiede è in quali tempi queste misure potrebbero essere attuate: se per l’adeguamento eventuale di età di uscita dal lavoro di uomini e donne il limite dovrebbe essere settembre, stessa tempistica per l’eventuale proroga, per le misure del Fondo Indigenza la questione dovrebbe essere chiusa entro la fine di questo mese di giugno, o quanto meno così si spera, mentre sono in corso ancora le discussioni per quanto riguarda il taglio delle agevolazioni fiscali, necessarie per alcuni, ma da non toccare per altri.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il