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Tasi 2016 e Imu 2016: seconda casa, prima casa, affitto, terreni. Guida, domande e risposte. Come fare calcolo e compilazione

Solo tre giorni alla scadenza di pagamento degli acconti Imu e Tasi 2016: procedure d calcolo, chi deve ancora pagare e modaità di versamento con bollettino postle e modello F24




Ancora tre giorni e scadrà il termine di pagamento dei primi acconti 2016 di Imu e Tasi, msono ancora tante le domande che i proprietari d immobili si pongono, relative sopattutto alle novità previste per quest'anno per entrambe le imposte e le modalità di calcolo. Giovedì 16 giugno, infatti, milioni di contribuenti italiani dovranno versare le imposte sugli immobili, o meglio l'acconto di esse, mentre per il saldo bisognerà aspettare il prossimo 16 dicembre. Non cambiano, dunque, le date di scadenza dei pagamento rispetto a quelle dell'anno scorso, così come non cambiano le modalità di calcolo, che partono sempre dalla rivalutazione del 5% della rendita catastale dell'immobile per cui si paga e che prevede la necessaria conoscenza sia dei coefficienti d ogni singolo immobile in pagamento sia di aliquote e detrazioni relative deliberate dai propri Comuni di residenza.

Dunque, la base imponibile per entrambe le imposte è costituita dalla rendita catastale rivalutata al 5% il cui risultato deve essere poi moltiplicato per specifici coefficienti che sono 160 per la categoria A (escluso A/10) cioè per le abitazioni e per immobili di categoria C (escluso C/1), cioè rimesse, autorimesse, tettoie; 80 per la categoria A/10, cioè studi privati, e D/5, cioè banche e assicurazioni; 55 per la categoria C/1, cioè negozi e botteghe; 140 per la categoria B, cioè convitti, ospedali, conventi, ricoveri, ecc, e per i fabbricati C/3, C/4, C/5, cioè laboratori, stabilimenti balneari; 65 per la categoria D (escluso D/5), cioè opifici e immobili a destinazione speciale e particolare, se iscritti in catasto; e al valore ottenuto si applicano le aliquote, e si sottraggono eventuali detrazioni se previste, stabilite da ogni singolo Comune.

E' caos, però, quest'anno , più del solito per quanto riguarda il capitolo aliquote. La Manovra 2016 ha infatti stabilito che i Comuni mantenessero anche per quest'anno le aliquote deliberate nel 2015, ma diversi Comuni le hanno già modificate, tra questi Bari, Genova, Ancona, Cosenza, per cui prima di procedere a qualsiasi conteggio e pagamento, è consigliabile consultare le delibere dei propri Comuni per capire se le aliquote in vigore sono quelle vecchie o ne sono state definite  nuove.

Solo una volta consultate aliquote e relative detrazioni di Imu e Tasi singolarmente, ed effettuato correttamente il calcolo, si potrà procedere al pagamento o tramite bollettino postale, che ormai ben noto, è disponibile in tutti gli uffici potali, o tramite modello F24, in cui bisogna indicare per ogni rigo utilizzato il codice comune, cioè il codice catastale del Comune dove si trova l’immobile, i codici tributo di entrambe le imposte da utilizzare e che devono essere inseriti nella Sezione Imu e altri Tributi locali,  che sono per l’Imu 3912 per abitazione principale e pertinenze, 3914 per terreni, 3916 per aree fabbricabili, 3918 per altri fabbricati, 3925 per immobili a uso produttivo allo Stato, 3930 per immobili a uso produttivo al Comune, e per la Tasi sono 3958 su abitazione principale e pertinenze, 3959 su fabbricati rurali strumentali, 3960 su aree fabbricabili, 3961 su altri fabbricati; Numero immobili, tipologia di pagamento, dove si deve barrare la casella Acconto; e Anno di riferimento, 2016.

Abolita la Tasi su prime case e pertinenze e cancellata l’Imu su imbullonati e terreni agricoli, stabilita l’esenzione di entrambe le imposte per gli ex coniugi e della Tasi per invalidi e disabili residenti in case di riposo o di cura, continueranno regolarmente a versare le imposte, i proprietari di immobili adibiti ad abitazione principale se rientrano nelle categorie catastali A1, A8 e A9 e di immobili qualificati come seconde case, e relative pertinenze. Anche in questo caso sono previste alcune novità, a partire dalla cancellazione dell’obbligo di pagamento della Tasi a carico degli inquilini che, rispetto l’anno scorso, non dovranno più versare l’imposta sui servizi indivisibili comunali divisa con i proprietari.

Pagano infatti la Tasi esclusivamente questi ultimi ma se l’immobile in affitto è di lusso o di pregio, la Tasi continuerà ad essere pagate dall’inquilino in una misura compresa tra il 10 e il 30% e il proprietario cui spetterà il pagamento della restante parte della cifra da versare. Da non dimenticare poi i nuov sconti in vigore da quest'anno sulla base imponibile di mu e Tasi sia nel caso di immobili dati n comodato d'uso gratuito ai propi figli, che è del 50%, sia nel caso di immobili affittati con regolare contratto di locazione a canone avolato, per cui la riduzione è del 75%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il