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Imu 2016 e Tasi 2016: come pagare domani meno prima rata con nuove regole esenzioni, detrazioni, conviventi, disabili, figli

Modalità di calcolo e possibilità di conti Imu e Tasi 2016 meno salati quest’anno con nuove esenzioni e riduzioni: cosa sapere




Se tempi, regole e modalità di calcolo e pagamento degli acconti Imu e Tasi di quest’anno non sono cambiati, sono comunque diverse le novità previste per questo 2016. Tra tre giorni, giovedì 16 giugno, scade il termine di pagamento della rima rata di acconto, mentre il prossimo 16 dicembre, come consuetudine ormai, si pagherà la seconda rata del saldo. I Comuni hanno tempo fino al prossimo 28 ottobre per modificare le aliquote, ed eventuali detrazioni, di pagamento. Alcuni comuni lo hanno già fatto, mentre altri, come le grandi città di Milano, Napoli, Roma, hanno deciso di confermare le vecchie aliquote 2015, almeno per il momento. Così come le date di scadenza di pagamenti, non sono cambiate nemmeno le regole per eseguire i calcoli delle imposte.

La base imponibile, sia per l’Imu che per la Tasi, è data dalla rivalutazione della rendita catastale al 5%, moltiplicato il risultato per i singoli coefficienti di ogni tipologia i immobili e che sono 160 per la categoria A (escluso A/10) cioè per le abitazioni e per immobili di categoria C (escluso C/1), cioè rimesse, autorimesse, tettoie; 80 per la categoria A/10, cioè studi privati, e D/5, cioè banche e assicurazioni; 55 per la categoria C/1, cioè negozi e botteghe; 140 per la categoria B, cioè convitti, ospedali, conventi, ricoveri, ecc, e per i fabbricati C/3, C/4, C/5, cioè laboratori, stabilimenti balneari; 65 per la categoria D (escluso D/5), cioè opifici e immobili a destinazione speciale e particolare, se iscritti in catasto; e alla fine si devono applicare le aliquote, considerate singolarmente di Imu e Tasi, e sottrarre le detrazioni stabilite.

I costi di quest’anno per i contribuenti italiani saranno più o meno simili a quelli dell’anno scorso, considerando che sono state mantenute  stesse aliquote 2015 in alcuni Comuni, ma in quelli dove sono state modificate, sono state comunque ridotte. Ma ci sono casi in cui, a prescindere dalle aliquote, si pagherà certamente meno di imposte sugli immobili rispetto all’anno scorso, riduzioni determinate dai nuovi sconti decisi sia per Imu che per Tasi e che sono del 50% della base imponibile per le abitazioni date in comodato d’uso gratuito ai propri figli, o comunque a parenti di primo grado, e del 75% per le abitazioni affittate a canone concordato, purchè il contratto sia stato regolarmente registrato.

Tra i casi particolari da considerare da quest’anno, alcune eccezioni che grazie alle nuove regole pagheranno di meno il conto delle imposte sugli immobili. Partendo da anziano e disabili, da quest’anno è stato cancellato per loro il pagamento della Tasi, dovuto fino al’anno scorso, nel caso in cui sano residenti in case di riposo o case di cura e siano proprietari di un’abitazione. L’esenzione vale a condizione, però, che la propria casa privata non sia in affitto.

Pagheranno da quest’anno un conto decisamente più leggero, o anche pari a zero, le case di ex coniugi: è stato, innanzitutto, stabilito che la seconda casa in cui si trasferisce l’ex coniuge che ha lasciato la casa coniugale ad ex moglie e figli a seguito di un provvedimento di separazione legale, annullamento o cessazione del matrimonio non sia tenuto al pagamento né di Imu né di Tasi perché anche se seconda casa, nel momento in cui l’ex coniuge vi si trasferisce abitualmente, diventa la sua abitazione principale dove risiederà, per cui passa ad essere sottoposta al regime fiscale delle prime case. Per quanto riguarda l’immobile assegnato esclusivamente alla ex moglie che vi risiede con i figli, anche se in comproprietà o al 100% del marito, le imposte sulla casa non devono esser versate né dalla moglie né dal marito. Nei casi di conviventi, invece, per seconde case, bisogna pagare Imu e Tasi, calcolando eventuali detrazioni a testa, se previste. Se invece l’abitazione è cointestata al 50% ad una coppia convivente non unita in matrimonio e si tratta dell’abitazione principale, non dovrà essere versata né Imu né Tasi, a meno che non si tratti di un immobile di lusso.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il