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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 numeri e conti non tornano a Governo Renzi

Come realizzare concretamente novità per le pensioni entro l’anno e come far quadrare i conti: le difficoltà del governo e prospettive




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:07): I conti potrebbero tornare, e avere anche pi+ù spazio per le novità per le pensioni se ci fosse la priorità strategica che al momento non c'è perchè si preferisce agire sulla lva fiscale, solo se ci fosse una reale Spending Review che sarà inserita ufficialmente come normale obbligatoria per ogni sessione di bilancio, ma probabilmente non da quest'anno. Si è ripresa l'idea di riprendere a anche a singoli ministeri con la decisione di mettere Bondi per lo Sviluppo per determinate tematiche, ma occorrono cambiamenti drastici come indicano anche le ultime notizie e ultimissime di continui sprechi.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:44):  I numeri veri e propri sui conti non tornano in un momento in cui si sta preparando il prossimo bilancio. Non è un problema di sole novità per le pensioni come mini pensioni o quota 41 ma in generale per la misure che nelle ultime notizie e ultimissime pare si sia deciso di prendere. Se occorrono 30 miliardi di cui 10 per rispondere ai vincoli dell'Europa al momento almeno 10 nella migliori delle ipotesi mancano, ma potrebbero anche aumentare in virtù di quello che si vuole fare. E mancano 7 miliardi se si pensa a delle novità per le pensioni con 500 milioni o al massimo 800 milioni e aumentando fiscalmente solo le categorie più basse. Senza contare il fondo di Indigenza

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:05): Continua l'analisi dei numeri sulla situazione economica dell'Italia e sui costi che le novità per le pensioni ipotizzate da Palazzo Chigi avrebbe sui conti pubblici. Ebbene, anche le ultime ultimissime notizie di queste ore ribadiscono come, a fronte di un Paese che cresce poco ovvero lo fa a ritmi inferiori rispetto a quelli immagini, sono in calo le risorse da investire sulle previdenza e quelle per far passare le mini pensioni con penalizzazioni potrebbero essere dimezzate.

Il Governo Renzi a lavoro da tempo su novità pensioni di cui si discute da tempo, si vagliano proproste e ipotesi, ma per cui i conti non tornano mai, soprattutto in questo particolare momento e in base agli impegni presi con l'Europa a seguito dell'ulteriore concessione di fondi al nostro Paese, per cui la condizione definita è stata quella di arrivare ad un aggiustamento dello 0,6% del Pil nel 2017. Per il raggiungimento del deficit dell’1,8% del Pil bisogna definire una correzione di 9,5 miliardi, per cui, stando alle ultime notizie, la prossima Manovra potrà limitarsi allo 0,5%, peri a 8 miliardi di euro e per la definizione dei diversi provvedimenti da inserire nella stessa Manovra bisognerà fare i conti con le risorse disponibili e che al momento sembrano mettere decisamente a rischio eventuali novità per le pensioni. Secondo quanto riportato da Corsera, infatti, per misure su pensioni, lavoro e taglio Irpef servono 7 miliardi di euro; l'aumento delle pensioni più basse costerebbe 2,3 miliardi di euro e altri 11 miliardi servirebbero per ridurre dell'1,8% il deficit.

Per quanto riguarda la novità per le pensioni che permetterebbe l’anticipo con la mini pensione per lasciare il lavoro fino a tre anni prima servirebbero tra i 600 e i 700 milioni di euro solo nel primo anno, ma si tratterebbe, stando così i conti, di un sistema rivisto rispetto alla sua iniziale impostazione, di cui, cioè, potrebbero beneficiare non tutti i nati tra il 1951 e il 1953 ma solo una platea ristretta rientrante in questa fascia che dovrebbe essere innanzitutto quella dei disoccupati di lungo periodo, per poi allargarsi a comprendere, risorse disponibili chiaramente, prima coloro che percepiscono redditi pensionistici più bassi e poi coloro che percepiscono redditi più alti, in maniera graduale. Novità per le pensioni che, dunque, non risulterebbe affatto vantaggiosa ma che, anzi, rischia di creare ulteriori discriminazioni e ingiustizie sociali.

Passando alle misure per contrastare l’indigenza, poi, tra aiuti sociali per le famiglie indigenti con figli minori, servirebbe una cifra maggiore rispetto al miliardo di euro previsto per il prossimo 2017 e per ovviare a questo problema il Dicastero dell’Occupazione ha aperto a ulteriori risorse di circa 500 milioni di euro che comunque potrebbero essere insufficienti se si decidesse di aumentare oltre gli 8 mila euro la soglia di reddito oltre la quale non è dovuto il pagamento di alcuna tassa. Per riuscire, dunque, a mettere in atto tutte le misure previste, compresa la decontribuzione del lavoro, servirebbero tra gli 8 e i 10 miliardi di euro che porterebbero la spesa totale della Manovra a 20 miliardi.

Da questi interventi al vaglio, sarebbero escluse le novità per le pensioni di quota 100 e le novità per le pensioni di quota 41, ma bisognerà definire anche a quali tra i provvedimenti citati dare priorità, se taglio delle imposte, a novità per le pensioni, anche minori, o a sostegno del rilancio dell’occupazione, che chiaramente non possono prescindere da novità per le pensioni che permettendo l’uscita prima ai lavoratori più anziani lascerebbero posti liberi per impiegare i più giovani che contribuirebbero, allo stesso tempo, a dare nuova spinta alla produttività e, di conseguenza, all’economia in generale. Sarebbero certamente le soluzioni ideali per soddisfare le richieste di cambiamento che sono state presentate tanto da forze politiche quanto da forze sociali sia per modifiche pensionistiche sia per provvedimenti capaci di rilanciale l’occupazione.

Resta, tuttavia, da trovare, necessariamente, una quadra per i conti che oggi non quadrano affatto e che potrebbero far prevedere che di tanti provvedimenti ipotizzati tantissimi, e probabilmente quelli più sperati, non saranno messi in atto. In questo contesto, si potrebbero però prendere in considerazione quelle novità per le pensioni che seppur minori, comunque sarebbero importanti, dalla cancellazione delle ricongiunzioni onerose ad una revisione del sistema di calcolo per il recupero degli anni di studio, e non sarebbero affatto costose.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il