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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni Brunetta, Padoan, Boccia, Chiamparino

Le ultime posizioni e recenti affermazioni di Padoan, Boccia, Chiamparino, Brunetta su novità per le pensioni: continua il dibattito sulla questione pensionistica




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:33): Padoan sembra aver scelto la priorità del taglio delle imposte, ma non solo. Anche della detassazione dell'occupazione e così i soldi per le novità per le pensioni sono sempre meno come si evince anche dai 500 mln, massimo 800 destinati alle mini pensioni. Boccia di Confidustria converge in modo assoluto su questa doppia scelta e anche per le novità per le pensioni predica prudenza nelle ultime notizie e ultimissime dove commentando le mini pensioni esprime un giudizio positivo nonostante i tanti dissensi. Chiamparino e Brunetta per motivi opposti sono all'attacco.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:01): Non sembra esserci pace per la previdenza italiana nel senso che anche le ultime e ultimissime notizie ribadiscono come manchi non solo una strategia chiara e definitiva sulle novità per le pensioni, ma anche un consenso unanime tra gli attori politici e istituzionali coinvolti. Insomma, prima ancora che un problema di carattere economico, quello delle pensioni sembra una questione politica.

I tecnici dell’Economia continuano a sostenere che probabilmente non vi saranno margini di intervento per l’attuazione di novità per le pensioni perché in base ai vincoli di bilancio, che risultano piuttosto stretti, st risultando decisamente difficile reperire quelle risorse economiche necessarie, e stiamo parlando di miliardi di euro, per la realizzazione di novità per le pensioni come quota 100 e quota 41, senza considerare che in merito alla novità per le pensioni basata sulla mini pensione, il cui costo iniziale era stato stimato per un miliardo di euro l’anno, potrebbe essere ristretta, proprio a causa della scarsità di soldi disponibili. Se infatti inizialmente si era parlato di destinare questa possibilità di uscita prima fino a tre anni a tutti i nati tra il 1951 e il 1953, diminuendo i fondi, la platea di beneficiari potrebbe restringersi a comprendere i disoccupati di lungo periodo per poi, sempre in base a quelle che sarebbero le risorse disponibili, allargarsi a interessare anche, e sempre gradualmente, prima i titolari di redditi più bassi e poi tutti gli altri, restrizione che chiaramente renderebbe il sistema proposto, già tanto criticato, quanto mai inutile.

A confermare la posizione dei tecnici lo stesso ministro dell’Economia Padoan che ancora una volta ha rilanciato sulla necessità di mettere a punto misure per il rilancio dell’occupazione, partendo da una detassazione fissa e dalla riduzione delle imposte, cercando di confermare l’anticipo dei tagli di Ires e Irpef, che dovrebbe essere definito in quest’ultimo caso in base ai diversi scaglioni, ma non ha fatto alcun riferimento, per l’ennesima volta, ad alcuna novità per le pensioni. Di recente, il ministro Padoan, alla luce delle ultime notizie relative alla crescita, considerata decisamente insoddisfacente per l'Italia, è tornato a ribadire che la priorità sono misure a sostegno del rilancio occupazionale, perché questo accada, però, è necessario mettere a punto politiche specifiche.

Anche il presidente di Confindustria Boccia ritiene che sia necessario innanzitutto dare nuova spinta all'occupazione, partendo da un nuovo percorso relativo alla contrattazione ed è chiaro che modifiche dei contratti per aumentare la produttività potrebbero implicare novità per le pensioni, da cui, come più volte spiegato, potrebbe partire quel rilancio proprio della produttività che si vuole aumentare, attraverso nuove possibilità per i giovani di entrate nel mondo occupazionale, oggi chiuso a causa dell’attuale legge pensioni che costringe a rimanere sempre più in attività i lavoratori più anziani già impiegati. La partita sul rinnovo dei contratti è ancora aperta, motivo per cui il presidente Boccia spinge a continuare ad impegnarsi in tal senso.

Dal canto suo, il presidente della regione Piemonte, Sergio Chiamparino, si è già mosso tempo fa per l’introduzione di novità per le pensioni, a livello locale, con la possibilità di erogazione di una mini pensione per gli over 50 a cui manca poco al raggiungimento dei requisiti pensionistici richiesti, che riceverebbero un anticipo che dovrà essere restituito una volta raggiunta la soglia dei 66 ma solo in parte per rimpinguare quello stesso fondo che permettere le erogazioni della mini pensione, recentemente è tornato a rilanciare sulla necessità di mettere a punto aiuti sociali universali destinati a tutti coloro che si sono ritrovati in grosse difficoltà, per esempio senza un’occupazione ma senza possibilità nemmeno di andare in pensione. Chiaro, dunque, il riferimento alla necessità di introdurre un assegno universale che, secondo molti, sarebbe anche una misura degna di una società civile e che, tra l’altro, è già in vigore in quasi tutti gli altri europei.

Nuove critiche al nuovo sistema basato sulla minipensione arrivano dall’On. Brunetta che ha chiaramente ribadito come è chiaro ormai che si tratti di una novità per le pensioni che non porterebbe i vantaggi sperati e che risulta decisamente poco conveniente per gli stessi lavoratori che, piuttosto che accettare penalità che potrebbero notevolmente ridurre l’importo delle loro pensioni finali, preferirebbero rimanere occupati per altri tre anni al massimo. Lo stesso Brunetta tempo fa, riferendosi a novità per le pensioni, aveva indicato come punto di partenza la revisione delle pensioni più elevate, con l'introduzione di un contributo di solidarietà da applicare a coloro che hanno meno di 67 e percepiscono importi calcolati esclusivamente con il vecchio, e decisamente più vantaggioso, sistema retributivo, aprendo, allo stesso tempo, alla necessità di modifica dei requisiti per l’uscita da rendere decisamente più flessibili, distinguendo anche i parametri da considerare in base al tipo di attività svolta nel corso della propria vita professionale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il