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Pensioni ultime notizie in scrittura novità Governo Renzi per Legge Stabilità con novità quota 100, quota 41, mini pensioni

Si lavora sulla riscrittura del Documento di economia e finanza anche in vista delle prossime novità per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:33): E' un momento molto importante per le novità per le pensioni perchè le decisioni più importanti si prendono adesso anche se come termine ultimo c'è il 20 Settembre. Si dovrà decidere sul bilancio, su dove spendere i soldi. E' un bilancio da 30 miliardi di euro quella della prossima Legge di Stabilità, che vedrà probabilmente meno di 800 milioni per le mini pensioni e 500 mln invece di un miliardo per il fondo indigenza. Ma non è solo questo il problema visto che anche solo per le novità per le pensioni fiscali e per le imposte in generale mancano all'appallo ancora intorno ai 10 miliardi di euro come riferisocno le ultime notizie e ultimissime

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:33): Ci saranno anche le novità per le pensioni nella nuova versione del testo per la preparazione della prossima finanziaria del Governo Renzi.
Nuove conferme sono arrivate dalle ultime e ultimissime notizie, secondo cui questo nuovo documento, il terzo predisposto dall'esecutivo in carica, si inscrive in una strategia di programmazione economica di natura pluriennale, cominciata a implementare con le prime misure fin dal 2014.

I lavori che porteranno all'inserimento di novità per le pensioni nella prossima manovra sono già iniziati. Tappa preliminare è la riscrittura del Documento di economia e finanza su cui Palazzo Chigi sta lavorando con una certa insistenza. Ma se qualche misura in ambito previdenziale va messa in conto, anche alla luce della concessione dell'extra deficit da aprte di Bruxelles che consente all'esecutivo di trovarsi tra le mani nuove risorse da investire, non è affatto così scontato che le novità per le pensioni saranno al centro del nuovo Documento. Palazzo Chigi sta infati lavorando anche sulla riduzione delle imposte, il cui impegno economico richiesto potrebbe non bilanciarsi con quello necessario per migliorare le pensioni in Italia ovvero consentire l'uscita un po' prima rispetto a quanto adesso consentito.

Sulla riduzione del tasso di rigidità nel sistema della previdenza italiana i lavori sono comunque in corso e la soluzione che va per la maggiore è quella delle mini pensioni con penalizzazioni che, almeno inizialmente, dovrebbe interessare per primi le classi tra il 1951 e il 1953. Si tratta di trovare il punto di caduta più condiviso possibile: sul tavolo la possibilità per il lavoratore di ritirarsi fino a tre anni in anticipo rispetto all'età di vecchiaia (66 anni e 7 mesi per gli uomini e 65 anni e 7 mesi per le donne), a fronte di una penalizzazione che sarà differenziata a seconda delle situazioni e che dovrebbe essere pressoché nulla per chi il lavoro lo ha perso, non è più coperto dagli ammortizzatori sociali e non ha ancora raggiunto i requisiti per la pensione.

Il disincentivo economico nell'assegno da riscuotere da pensionato dovrebbe invece essere più alto per chi sceglie di lasciare il lavoro prima. Sul fronte occupazione, l'attenzione è invece concentrata sulla questione della riduzione del costo del lavoro stabile rispetto a quello precario. Si ragiona sulla possibilità di prevedere ancora sgravi contributivi per le assunzioni o di introdurre un taglio strutturale del cuneo fiscale per le imprese italiane. E anche questo è un filone da seguire con attenzione perché, come è ben noto, novità per le pensioni e novità sul mondo del lavoro vanno di pari passo e affinché si rivelino efficaci è necessario che vadano di pari passo.

Altro punto all'ordine del giorno in vista della riscrittura del Documento di economia e finanza che contiene le politiche economiche e finanziarie decise dall'esecutivo, è il rilancio delle politiche attive, con l'Agenzia nazionale del lavoro ed il rafforzamento dei centri per l'impiego. Tutta aperta è la questione della riforma del modello contrattuale su cui le parti sociali hanno chiesto di agire autonomamente per arrivare all'accordo. In ogni caso, la Nota di aggiornamento è attesa alle Camere entro il 20 settembre per aggiornare le previsioni economiche e di finanza pubblica del Documento di economia e finanza 2016 in relazione alla maggiore stabilità e affidabilità delle informazioni disponibili sull'andamento del quadro macroeconomico.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il