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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 piano Governo Renzi critiche, come funziona, dubbi, esempi, calcolo

Uscita prima fino a tre anni, con penalità fino al 15%, detrazioni fiscali e modifiche annue platea di interessati per coinvolgere sempre gli over 63: ultime indicazioni su novità pensioni con mini pensione




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:12): L'analisi particolareggiata del progetto sulle novità per le pensioni prospettato dall'esecutivo e basato sulle mini pensioni con penalizzazioni variabili sta provocando qualche mal di pancia di troppo. Le ultime e ultimissime notizie raccontano infatti come il mancato scioglimento di alcuni noti, come quello delle esatte penalità applicate, degli interessi e delle stesse risorse messe a disposizione dall'esecutivo, siano motivo di scontro.

Andare in pensione prima fino a tre anni rispetto all'attuale soglia dei 66 anni e sette mesi, cioè a 63 anni, percependo un anticipo sulla pensione finale, con penalizzazioni ma anche detrazioni per i redditi pensionistici più bassi e la restituzione di quanto percepito in anticipo in 20 anni: sarebbero queste le ultimissime notizie relative alla novità per le pensioni basata sulla mini pensione. Il sistema permetterebbe, così come ribadito, di andare in pensione prima ai nati tra il 1951 e il 1953, percependo un anticipo sulla pensione che sarà erogato dall’Istituto di Previdenza, coinvolgendo gli istituti di credito, e che il lavoratore dovrà restituire in 20 anni con l’applicazione di penalità che potranno ridurre l’importo dell’assegno finale fino al 15% ma con eventuali detrazioni che varranno per coloro che percepiscono redditi pensionistici più bassi o che si ritrovano a vivere in condizioni di forti difficoltà economiche, come i disoccupati di lungo tempo.

Questi lavoratori potrebbero addirittura vedersi azzerate le penalità per effetto dell’applicazione delle detrazioni fiscali annunciate. I recentissimi chiarimenti sul funzionamento di questo sistema hanno sottolineato che la platea di beneficiare che nel 2017 comprenderà i nati tra il 1951 e il 1953, cambierà negli anni successivi, coinvolgendo i nati nel 1954, quindi nel 1955, permettendo quindi un allargamento degli interessati sempre over 63. Per la definizione dell’assegno finale, il montante pensionistico, in ogni caso, sarà quello raggiunto nel momento in cui si presenta richiesta di uscita anticipata, nel cui calcolo, dunque, non rientrerebbero gli eventuali tre anni di uscita prima. Secondo le ultime notizie, inoltre, il Tfr non dovrebbe funzionare più, come era stato ipotizzato nelle scorso settimane, come garanzia, per cui ci si chiede chi e come sarà garante della mini pensione erogata al lavoratore che vuole andare in pensione prima; e nulla è stato detto su chi dovrebbe accollarsi i tassi di interesse, che però, come emerso in precedenza, dovrebbero essere a carico dello Stato e non certo del lavoratore. Ma tutto è ancora piuttosto vago in tal senso.

C’è da sottolineare che, da quanto emerso, questa novità basata sulla mini pensione varrebbe esclusivamente per le pensioni di vecchiaia, lasciando ancora punti interrogativi su soluzioni ad hoc per altre specifiche categorie di lavoratori, come coloro che sono entrati prestissimo nel mondo occupazionale o coloro che svolgono attività pesanti e faticose. Nulla infatti è emerso per novità per le pensioni di quota 100 o novità per le pensioni di quota 41. Il costo della novità per le pensioni con mini pensione, così come definita, non ammonterebbe a 10 miliardi di euro, come era stato ipotizzato per la realizzazione di novità per le pensioni, ma l’esecutivo avrebbe stanziato circa 500, 600 milioni di euro che potrebbero arrivare ad un massimo di 700-800 milioni, per una iniziale platea di interessati di circa 40 mila persone in tutta Italia.

In base a quanto spiegato, per fare un esempio, prendiamo il caso di un lavoratore che percepisce una pensione di 2000 euro, applicando una penalità massima del 15% avrà un assegno di 1700 euro che però potrebbe aumentare con le compensazioni delle detrazioni fiscali che dovrebbero arrivare a conguaglio alla fine dell’anno, sperando chiaramente che queste compensazioni di fine anno vengano effettivamente applicate.

Chiaro, dunque, il piano e riassumendo prevede:

Possibilità di uscita prima fino a tre anni, cioè a 63 anni, per i nati tra il 1951 e il 1953 con anticipo sulla pensione finale;

Anticipo erogato dall’Istituto di Previdenza con sostegno da parte degli istituti di credito;

Penalizzazioni fino ad un massimo del 15% ma che potrebbero notevolmente ridursi fino a quasi ad azzerarsi per la definizione di detrazioni in base ai redditi dei singoli lavoratori;

Cambiamento nei prossimi anni della platea di beneficiari, passando ai nati nel 1954, 1955, ecc, in modo da coinvolgere sempre gli over 63.

Sembra, dunque, tutto chiaro, ma in realtà vi sono diversi dubbi ancora aperti:

Innanzitutto, il calcolo per anticipo, penalizzazioni e detrazioni sarà effettuato sulla pensione netta o lorda?

Di che entità saranno le detrazioni fiscali annunciate ma cui non si è fatto specifico riferimento?

Chi pagherebbe i tassi di interesse visto che non sono a carico del lavoratore?

E chi pagherà l'assicurazione che dovrebbe valere da garanzia per il prestito erogato al lavoratore al posto del Tfr per l'uscita prima?

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il