BusinessOnline - Il portale per i decision maker






Pensioni ultime notizie per chi novità quando e come piano e criticità novità quota 100, quota 41, mini pensioni

Nuovi dettagli sulle novità per le pensioni allo studio a Palazzo Chigi. Tanti i dubbi anche per il taglio delle risorse.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:31): Tra i dubbi sulle novità per le pensioni prospettate dall'esecutivo ci sono la limitazione della platea dei destinatari, le modalità di calcolo delle penalità (sul lordo o sul netto) e il pagamento degli interessi. Ma in base alle ultime e ultimissime notizie, sorgono nuove domande. Chi paga l'assicurazione che garantisce il sistema? Come funzionano le detrazioni di cui parla il Ministero?

L'esecutivo è sempre più convinto a puntare sulle mini pensioni con penalizzazioni e di trascurare la varie ipotesi di quota 100 e quota 41 come principale novità in vista della manovra di fine anno. A oggi ovvero in attesa di conoscere la versione definitiva del provvedimento e tenendo ben presente che siamo ancora in una fase transitoria, dubbi e perplessità la fanno da padroni. In buona sostanza, Palazzo Chigi vuole permettere che dal prossimo anno sarà possibile uscire dal lavoro fino a tre anni prima dell'età di vecchiaia con lo strumento dell'Ape, anticipo pensionistico, da restituire in 20 anni. E qui entra in gioco la partita dei disincentivi.

Per chi lascia l'impiego volontariamente la rata di prestito potrebbe arrivare fino al 15% dell'assegno per quei 20 anni: è quanto emerso dall'ultimo incontro, il secondo di questa stagione, tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e le forze sociali sulle novità per le pensioni. L'esecutivo ha ribadito la necessità di tenere insieme l'equilibrio dei conti pubblici con l'equità sociale e l'intenzione di concentrare le risorse sulle situazioni più problematiche e quindi soprattutto su chi a pochi anni dall'età di vecchiaia ha perso il lavoro o rischia di perderlo. L'intenzione è di togliere rigidità ma senza modificare l'attuale legge previdenziale, utilizzando precisi strumenti finanziari.

Rispetto allo schema iniziale di questa misura nel più ampio contesto di un progetto sulle novità per le pensioni, si assiste a un vero e proprio ridimensionamento delle spese, considerano che la prima stima dei costi era di 10 miliardi di euro. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha spiegato che il meccanismo sarà sperimentale per tre anni e che riguarderà l'anno prossimo i nati tra il 1951 e il 1953 e si estenderà nel 2018 ai nati nel 1954 e nel 2019 ai nati nel 1955. Il montante pensionistico sarà quello raggiunto al momento della richiesta dell'anticipo mentre il coefficiente di trasformazione sarà quello del momento nel quale si raggiunge l'età di vecchiaia. L'Istituto nazionale della previdenza sociale si interfaccerà con gli istituti finanziari che anticiperanno il capitale.

E qui entra in gioco un altro problema: chi pagherò gli interessi che banche e assicurazioni chiederanno per il servizio svolto? Lo Stato o, in maniera diretta e indiretta, gli stessi lavoratori che vogliono andare in pensione? Come argomentato dallo stesso sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, la somma sarà senza garanzie reali e in caso di morte non ci si rivarrà sugli eredi. Sarà pagato con una rata sulla pensione, ma si ragiona anche su una detrazione fiscale in modo da ridurre i costi di questo meccanismo, in particolare per "i soggetti più deboli e meritevoli di tutela". I tempi per la restituzione del prestito dovrebbero essere di 20 anni, quindi nel caso di uscita a 64anni si pagheranno rate fino a 84. Ci saranno però costi minori per chi ha perso il lavoro e costi più alti per chi decide volontariamente di lasciare l'impiego prima dell'età di vecchiaia.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il