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Aumento stipendi, sblocco contratti statali Governo Renzi: ora se ne può parlare apertura stesso Renzi. Per chi, come e quando

Sembrano accorciarsi i tempi per il rinnovo dei contratti dei dipendenti della pubblica amministrazione.




Questa volta è stato lo stesso presidente del Consiglio a confermare come siano iniziati i lavori per lo sblocco del contratto degli statali. O meglio, di rinnovo se ne parla da tempo ovvero da quando la Consulta ha obbligato il governo a provvedere allo sblocco, ma senza indicare tempi previsti. Adesso il premier dà il via libera poiché ha centrato l'obiettivo di della riduzione del numero dei comparti pubblici da 11 a 4 ovvero Funzioni centrali che comprende ministeri, presidenza del Consiglio, Agenzie fiscali e enti previdenziali, Scuola (Università e ricerca), Sanità, Enti locali.

A ogni modo, le coordinate seguite dal governo e dal ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, sono già stati resi noti. La volontà è quelli di prevedere aumenti legati a produttività e merito e non ai requisiti anagrafici ovvero a pioggia. Non solo, ma stra prendendo corpo l'ipotesi che saranno coinvolti solo i redditi medi ovvero quelli fino a 26.000 euro. Si tratta in buona sostanza degli stessi che stanno percependo il bonus di 80 euro. In ogni caso, lo stanziamento previsto è di circa 300 milioni di euro, cifra ritenuta insufficiente dalle organizzazioni sindacali.

La questione è legata alla promozione da parte della Consulta del decreto legge Madia ovvero di quella parte che dice no al trattenimento in servizio oltre i limiti di età per la pensione nella pubblica amministrazione. La Corte costituzionale con una sentenza deposita nei giorni scorsi ha infatti dichiarato infondate le questioni di incostituzionalità sollevate a proposito di alcuni casi relativi a docenti universitari e avvocati dello Stato. Il provvedimento, tra l'altro, dice la Corte, favorisce il ricambio generazionale. La legge Madia abolisce il trattenimento in servizio che permetteva di restare al lavoro anche dopo il compimento dell'età richiesta per andare in pensione.

Per la generalità del pubblico impiego lo stop alla possibilità di rimandare la pensione è scattato il 31 ottobre 2014, mentre una deroga è stata concessa ai magistrati per i quali, pur con alcuni paletti, la scadenza è fissata alla fine del 2016. La sentenza depositata ricorda che la norma che prevede l'eliminazione del trattenimento in servizio si inserisce tra le misure volte a favorire la più razionale utilizzazione dei dipendenti pubblici, come afferma la legge stessa, e costituisce - scrive la Corte, giustificando l’uso del decreto legge - "un primo intervento, peraltro puntuale e circoscritto, di un processo laborioso, destinato a dipanarsi in un arco temporale più lungo, volto a realizzare il ricambio generazionale nel settore".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il