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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 Proietti, D'Alema, Salvini, Damiano

Le ultime posizioni e affermazioni di Proietti, D'Alema, Salvini, Damiano su recenti novità pensioni: reazioni, proposte e dissensi




Il nuovo progetto di anticipare la pensione con mini pensione da restituire in 20 anni, penalizzazioni fino al 15% e detrazioni fiscali per chi ha un minore reddito, sembra non convincere. O meglio secondo quanto riportano le ultime notizie, si tratta di una novità per le pensioni per niente apprezzata da lavoratori e pensionandi, criticata da alcune forze politiche, mentre le forze sociali che hanno partecipato al tavolo di presentazione di ulteriori dettagli da parte dell’esecutivo, daranno le loro risposte in merito probabilmente durante la prossima riunione del 23 giugno. Intanto, il segretario confederale Domenico Proietti ha espresso tutto il suo dissenso nei confronti di questo sistema che penalizzerebbe troppo il lavoratore ch vuole andare in pensione prima per un massimo di appena tre anni.

Secondo alcune simulazioni dalla Uil, un pensionato che potrebbe percepire una pensione da 2.500 euro netti mensili rischia di ricevere un assegno ridotto fino anche al 20%, per una rata di restituzione pari a un quinto della sua pensione netta e al 15% di quella lorda, il che chiaramente non renderebbe per niente vantaggioso decidere di lasciare prima il lavoro, per cui certamente in tanti deciderebbero di ‘sacrificarsi’ per un altro po’, giusto due o tre anni, ma avere la certezza di percepire alla fine quanto effettivamente gli è dovuto. Proietti da sempre chiede all’esecutivo novità per le pensioni, sostenendo , però, come più volte spiegato, e alla luce delle ultime notizie, come sia più conveniente la novità per le pensioni di quota 100, sulla scia delle posizioni da sempre sostenute dalle forze sociali che insieme alla novità per le pensioni di quota 100 rilanciano da sempre sulla necessità di novità per le pensioni di quota 41 destinata soprattutto a chi ha iniziato a lavorare da giovanissimo o chi svolge occupazioni faticose.  

Negli ultimissimi giorni, le ultime notizie si sono concentrate sulla eventualità, che sarebbe stata dichiarata ma smentita dallo stesso interessato, che Massimo D’Alema possa sostenere Virginia Raggi candidata del M5S a sindaco di Roma. Dichiarazioni che D’Alema ha detto non essere vere e che rappresentano una montatura per renderlo eventuale capro espiatorio in caso di sconfitta ai ballottaggi. D’Alema avrebbe anche smentito le dichiarazioni che avrebbero annunciato una divisione dal Pd del premier in caso di sconfitta al prossimo referendum costituzionale. Se tutto, però, fosse vero, indicherebbe una spaccatura del Pd molto forte, situazione che renderebbe sempre più difficile riuscire a mettere a punto reali cambiamenti, comprese le novità per le pensioni, ma si tratta di un rischio e sembra ormai caratterizzare tutto questo ultimo periodo della vita politica dell’esecutivo, che dovrà cercare di ristabilire ordine e compattezza almeno in vista del referendum costituzionale di ottobre, quando si potrebbe decidere il futuro della tenuta dell’intero esecutivo stesso.

Ancora molto duro e critico nei confronti delle novità per le pensioni al vaglio dell’esecutivo, il leader della Lega, Matteo Salvini, che ha parlato del nuovo sistema basato sulla mini pensione per uscire a 63 anni piuttosto ce a 66 ma con anticipo da restituire in 20 anni me una vera e propria ’truffa’ studiata dall’esecutivo e che, ancora una volta, sere ad agevolare le banche. La nuova proposta di uscita prima non piace nemmeno al presidente del Comitato ristretto per le pensioni Cesare Damiano, che però ha anche sottolineato impegno e sforzo profuso per far seder ad uno stesso tavolo esecutivo e forze sociali alla ricerca di una soluzione condivisa. E in merito al piano in sé ha spiegato che se questo meccanismo fosse l’unico possibile per intervenire sulle pensioni, l’Istituto di Previdenza dovrebbe non solo essere erogatore della mini pensione derivante dagli istituti di credito ed erogatore della pensione finale, ma anche garante, insieme allo Stato, dell’intera operazione. E inoltre la platea di beneficiari di questa novità dovrebbe pendere in considerazione innanzitutto i disoccupati che hanno esaurito gli ammortizzatori sociali, coloro che sono impegnati in occupazioni pesanti e chi lavora sin da quando è giovanissimo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il