BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie richieste novità dimissioni a Governo Renzi se perde tre città con novità mini pensioni,quota 100,quota 41

L'introduzione di novità sulle pensioni non decolla anche per via delle difficoltà interne al Partito democratico.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9:44) A chiedere le dimissioni sarebbe l'opposizione interna come detto in modo particolare dalle ultime notizie e ultimissime la richiesta sarebbe organizzata da Bersani, Cuperlo, Speranza. E nel contesto delle novità per pensioni bisogna ricordare che gli ultimi due sono stati da sempre attivi per quota 100 e quota 41 così come Bersani ha chiesto più volte a rimediare agli errori e alle mancanze più evidenti. Detto questo, però, bisogno sottolineare che già lo scenario odierno, pare cambiare, è non sarebbe più la richiesta di dimissioni del Governo Renzi, ma solo di Renzi segretario. A questo punto vi sarebbe due scenari uno più favorevole alle novità per le pensioni che vedremo tra poco.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 12:18) Dopo la vicenda D'Alema che abbiamo spiegato sotto, se ne profila un ulteriore all'interno della maggioranza. Secondo indiscrezioni riportati nelle ultime notizie e ultimissime di diversi fonti tra cui Affaritaliani, l'opposizione interna sarebbe pronta a chiedere le dimissioni del Governo Renzi. Questa sarebbe la prima ipotesi che avrebbe ovviamente un impatto su tutte le scelte del Governo tra cui le novità per le pensioni e l'intero bilancio in via di discussione. Anche perchè si sa come l'opposizione ci tiene alle novità per le pensioni almeno in tutte le affermazioni delle ultime notizie e ultimissime 

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:07): Si chiariscono ancora meglio i rapporto di forza tra Governo Renzi e l'opposizione interna con la vicenda D'Alema e la capacità della frangia interna che sta portando avanti novità per le pensioni profonde. Le affermazioni di D'Alema se fossero vere come sembra dalle ultime notizie e ultimissime dimostrano ancora una volta una maggioranza spaccata, ma nello stesso tempo incapace nella sua minoranza, vedesi Bersani, di portare avanti con forza le sue tematiche come le novità per le pensioni per evitare una frattura totale. 

Se il dialogo sulle novità per le pensioni da introdurre con la manovra di fine anno prosegue a ritmi alterni, la ragiona va cercata anche nei pessimi rapporti all'interno del Partito democratico, la principale forza politica che compone la maggioranza a Palazzo Chigi. Succede infatti che il premier, che è anche segretario del partito, prosegue nella sua linea. In riferimento alle pensioni si rivela piuttosto moderata: gli interventi finora introdotti sono solo di tipo correttivo e con molta fatica iniziano solo adesso a prendere forma le mini pensioni con penalizzazione. Ma da qui alla versione finale, prevista appunta con la prossima stabilità, i tempi per la revisione del piano sembrano ancora molto lunghi e le modifiche all'impostazione iniziale sono dietro l'angolo.

Da parte sua, l'opposizione interna punta a modifiche più radicali, ma tutte le proposte che ha fin qui presentato sono state regolarmente respinte, per ragioni economiche o politiche che siano. Si va dall'applicazione di quota 100, intesa come somma di età anagrafica e anni di contribuzione necessari per andare in pensione a quota 41 per chi ha iniziato a lavorare sin da giovanissimi, dall'introduzione delle mini pensioni per gli over 55 senza lavoro e senza assegno previdenziale al ricalcolo degli importi con il sistema contributivo, passando per l'articolato disegno di legge che prevede l'apertura delle porte del congedo anche a 62 anni con 35 anni di contributi versati in cambio dell'accettazione di una penalizzazione nell'assegno dell'8% ovvero del 2% per ogni anno di ritiro pria rispetto a quanto previsto dall'attuale legge previdenziale.

La stretta attualità passa dalla deflagrazione del fronte polemico aperto dall'ex segretario del Partito democratico Massimo D'Alema. Secondo la ricostruzione, l'ex premier si sarebbe detto pronto a votare "anche Lucifero" pur di mandare a casa Renzi. E sostenere Virginia Raggi a Roma. Il presidente del Pd Matteo Orfini legge l'articolo e chiede a D'Alema una smentita che a stretto giro arriva attraverso la portavoce dell'ex premier: "È tutto falso, D'Alema è quasi sempre all'estero e non ha avuto modo di occuparsi della campagna di Roma". Commenta la vicesegretaria Debora Serracchiani: "Ormai siamo di fronte a questioni personali".

E Renzi, in serata, è gelido: "D'Alema ha smentito e comunque non sono interessato a commentare le dichiarazioni altrui". Ma per Palazzo Chigi la convinzione è che sia molto plausibile soprattutto l'ipotesi di creare comitati per il no con un pezzo di minoranza Partito democratico. In queste condizioni e nonostante la mediazione di Pierluigi Bersani, come scommettere sul un dialogo sereno sulle novità per le pensioni?

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il