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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 rilancio Governo Renzi necessario per una classe media che è sparita

La graduale scomparsa della classe media impone una riflessione sulle opportunità relative alle novità per le pensioni.




L'Osservatorio sul capitale sociale realizzato da Demos & Pi in collaborazione con l'associazione nazionale delle cooperative di consumatori getta una luce interessante sulle stato sociale dell'Italia e di come le novità per le pensioni rappresentino un tassello sempre più decisivo per futuro. In buona sostanza emerge come la percezione che i cittadini hanno di sé è di appartenere alla fascia tendente alla povertà o, in parallelo, a quella che punta alla ricchezza. In buona sostanza, sembra essere sparita quella classe media. Basti pensare che solo il 30% degli operai intervistati tra gli operai ha risposto di appartenere a quella media. Una cifra ben distante da quella registrata solo cinque anni fa.

Lo studio si lega con i recenti report che riferiscono come la precarietà e la flessibilità lavorativa di oggi, associata a un sistema pensionistico basato sull'ammontare dei contributi versati, di traduranno in povertà domani. C'è chi individua nel ricambio generazionale nei posti di lavoro tra i dipendenti più anziani desiderosi di congedarsi e i più giovani intenzionati e farsi strada, la chiave per il rilancio della competitività e della produttività ovvero per la ripresa dell'economia. Ma non tutti sono d'accordo con questo schema e non è affatto un caso che l'esecutivo non ha mai incoraggiato questo percorso e abbia scelto soluzioni ibride se non strade alternative.

Emblematica è la staffetta che prevede per i lavoratori privati a cui mancano tre anni alla pensione, di concordare il part time con il proprio datore di lavoro, mantenendo il versamento di tutti i contributi e il 65% dello stipendio, ma senza l'obbligo di attuare un ricambio generazionale. Attualmente Le porte del congedo si aprono per gli uomini e per le lavoratrici del comparto pubblico a 66 anni e 7 mesi. Per le lavoratrici del settore privato il ritiro è concesso a 65 anni e 7 mesi, ma a 66 anni e 1 mese se autonome. In ogni caso è previsto un requisito contributivo minimo di 20 anni. Per i lavoratori neoassunti dal primo gennaio 1996 per i quali la pensione è tutta calcolata con il sistema contributivo, un importo minimo di pensione pari a 1,5 volte l'assegno sociale, rivalutato sulla base dell'andamento del Pil.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il