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Pensioni ultime notizie prospettive e novità urgenti per la classe media con novità quota 100, mini pensioni, quota 41

La fotografia sociale del Paese riferisce di come sia sempre più urgente e indispensabile intervenire con decisione sulle novità per le pensioni.




Dov'è finita la classe media? Si tratta di una domanda che torna d'attualità, anche e soprattutto nell'ottica di prevedere novità per le pensioni, in seguito al recente studio dell'Osservatorio sul capitale sociale realizzato da Demos & Pi in collaborazione con l'associazione nazionale delle cooperative di consumatori. I cittadini italiani si sentono tendenti alla povertà o alla ricchezza, ma non di appartenere al ceto medio. E la presenza di un mercato del lavoro ingessato associato al costante aumento dell'età pensionabile non può che accentuare questo schema. Molto banalmente e in attesa che il Paese riprenda a crescere, la chiave di volta sarebbe quella di favorire l'ingresso nel mondo del lavoro dei più giovani e favorire il pensionamenti dei più vecchi.

Più facile a dirsi che a farsi poiché le strade scelte dall'esecutivo sono andate in altre direzioni. Si cercano ad esempio nuove risorse per rifinanziare quella staffetta ibrida, entrata in vigore solo da alcuni giorni, per i lavoratori 63enni del comparto privato che possono concordare con il proprio datore di lavoro il dimezzamento l'orario di impiego con il mantenimento del 65% dello stipendio e il versamento di tutti i contributi previdenziali. Il grande limite è rappresentato non solo dalle poche risorse fin qui investite che non permette a tutti i potenziali interessati di sfruttare questa opportunità, ma dalla non previsione dell'assunzione di un giovane in sostituzione.

E la principale novità per le pensioni va sostanzialmente in questa stessa strada. Si tratta delle mini pensioni ovvero la possibilità di concedere ai lavoratori a cui mancano pochi anni dal congedo, la somma necessaria per accedere al trattamento previdenziale. A non convincere fino in fondo è la definizione della platea dei beneficiari, per ora limitata a coloro che sono nati tra il 1951 e il 1953, l'entità delle penalizzazioni applicate all'assegno, che restano ancora da decidere, e gli eventuali interessi da corrispondere alla banche e alle assicurazioni che anticipano la somma.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il