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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 cosa succede sconfitta Governo Renzi Torino, Roma, Milano ballottaggio

Quali potrebbero essere le conseguenze per governo e novità pensioni degli esiti delle comunali di domenica, situazione attuale e prospettive




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:01): Se dovesse esserci una sconfitta almeno in tre grandi città, il Governo Renzi come abbiamo visto nelle ultime notizie e ultimissime notizie dovrebbe reggere. In realtà, nella storia, come detto sotto, è difficile che una sconfitta alle amministrative non abbia ripercussioni molto importanti. E infatti nelle ultime notizie e ultimissime si parla di due possibili scenari richiesti dall'opposizione interna in caso di sconfitta di tre grandi città su quattro. Uno molto forte, l'altro meno ma con sempre ripercussioni sulle novità per le pensioni.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:01):  Vi è una forte tensione all'interno del Governo Renzi con il rischio potenziale di poter perdere tre città su quattro importanti nei ballottaggi come alcune ultime notizie e ultimissime sembrano confermare. E se prima sembra non dovesse accadere nulla in caso di sconfitta, ora, come avevamo previsto, qualcosa succederà nel caso di una sconfitta significativa come è sempre accaduta nella nostra storia. E potrebbe avere ripercussioni anche sulle novità per le pensioni visto le prerogativa dell'opposizione interna almeno a parole.

Domenica 19 gli italiani sono nuovamente chiamati a votare per le elezioni comunali: si vota dalle 7 alle 22 e stando agli ultimi sondaggi aggiornati, probabilmente dovrebbe essere confermate le stime sulle vittorie che erano state rese note già in occasione delle prime votazioni. Certa ormai quasi la riconferma di Luigi De Magistris alla guida di Napoli, dovrebbero riconfermarsi a Bologna e Torino i candidati del Pd Virginio Merola, anche se la sfidante della Lega Lucia Borgonzoni sta tenendo bene, e Piero Fassino, avanti nei sondaggi ma ben seguito da Chiara Appendino del M5S. Continua invece ad essere incerta la situazione a Milano dove continuano a gareggiare Giuseppe Sala del centrosinistra e Stefano Parisi del centrodestra, per cui è davvero difficile ipotizzare chi vincerà, mentre a Roma la situazione è totalmente diversa e Virginia Raggi del M5S sembra ormai pronta ad avere la meglio sul candidato Pd Roberto Giachetti. Alla luce di queste ultime notizie, la domanda che sorge spontanea è quanto peso potranno avere i risultati delle comunali su tenuta e lavoro del governo in generale?

Si tratta di una domanda non nuova, che ci si era già posti prima delle scorse votazioni, e a cui lo stesso Renzi aveva dato una risposta, spiegando che si tratta di elezioni che devono decretare le guide di ogni singola città e non votazioni da cui emergerebbe un appoggio, o meno, al governo centrale. Della stessa idea anche il candidato di Torino Fassino, che ha ribadito più volte come le comunali siano un modo per scegliere le rappresentanze delle proprie città che siano in grado di rendere le condizioni di vita dei propri cittadini sempre migliori e non espressione di pareri sul governo. Tuttavia, è chiaro come dai risultati si potrà ben capire quali possano essere, più in generale, gli orientamenti degli italiani che, tra l’altro, secondo alcuni sondaggi condotti tempo fa sulle prossime politiche, hanno espresso, per la prima volta, più favori per il M5S che per il Pd. A questo punto, data Napoli ormai a De Magistris, e Bologna a Merola, tra un candidato sindaco non Pd e uno Pd, resta da capire che ne sarà di Torino, Roma, Milano.

Ormai quasi certamente persa Roma, la cui guida dovrebbe ormai certamente andare alla Raggi del M5S, se si dovesse perdere un’altra città tra Torino e Milano, si direbbe che si tratta di un risultato fisiologico e certamente non cambierà nulla per quanto riguarda la strategia di governo generale. Se, però, insieme a Roma si perdessero tutte e due sia Torino che Milano, allora è chiaro che qualcosa nella strategia di governo dovrebbe necessariamente cambiare, portando il premier a riflettere su quale possa essere il lavoro migliore per riconquistare fiducia e consensi, soprattutto prima di arrivare a quel referendum costituzionale d’autunno che lui stesso ha detto che sarà cruciale per la tenuta del governo stesso.  

In caso di sconfitta come appena detto, l’opposizione interna potrebbe chiedere subito il Congresso e sappiamo ormai che i candidati a segretari del Pd, dal governatore della Toscana Rossi, a Cuperlo a Roberto Speranza, sono nomi decisamente importanti e che potrebbero avere grande impatto sulle novità per le pensioni. In alternativa, cosa decisamente difficle, l'oppisizione potrebbe proprio anche chiedere le dimissioni dello stesso premier da segretario, o è possibile che per placare gli animi dell’opposizione interna, l’esecutivo possa concedere una minima misura, quasi come fosse un contentino, che piuttosto che novità per le pensioni di quota 100 o novità per le pensioni di quota 41, potrebbe interessare una riduzione delle imposte, soprattutto in considerazione del fatto che non sono disponibili tutte quelle risorse economiche che servirebbero per soddisfare ogni richiesta di novità per le pensioni.

Tuttavia, al momento, sembra che l’idea di fondo è che nulla venga fatto al momento per le pensioni e si cercherà di rimandare il tutto al referendum d’autunno, quando, per annuncio dello stesso premier, il governo si giocherà tutte le carte a disposizione per vincere. Ma è plausibile che nemmeno in tale occasione si arrivi a giocarsi il tutto per tutto in considerazione di un discorso ben più ampio: viste le scarse risorse economiche, è possibile, infatti, che, se ci saranno prospettive di vittorie, il governo pensi all’attuazione di misure minime e novità per le pensioni solo indirizzate verso il sistema di mini pensione di cui si sta discutendo in questi ultimissimi giorni e al vaglio anche delle forze sociali nel 2017, per poi puntare su grandi novità nel 2018 in vista delle prossime politiche. E forse allora potrebbero arrivare taglio dell’Irpef, di cui si parla al momento in riferimento ai primi tre scaglioni di reddito, e novità per le pensioni di grande portata e probabilmente a livello strutturale per tutti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il