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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni numeri DEF sono chiari e negativi senza Spending Review

Non ci sono risorse economiche per realizzare tutte le novità per le pensioni chieste ma qualcosa potrebbe cambiare con nuovo piano di spending review




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:12): Dunque, tornando ai soli numeri, ai cosidetti fatti, risulta chiaro come le novità per le pensioni siano diffili da realizzare se non in misura minima e anche quelle già avanzata come le mini pensioni sembrano addirittura dover essere ridotte anzichè migliorate. Nella paggior delle ipotesi ripresa dalle ultime notizie e ultimissime ci sono 500 milioni per le novità pensioni e 500 milioni dal Fondo Indigenza che, però, non andrebbero per metodi sulle novità per le pensioni. Nella migliore delle ipotesi 700-800 milioni per le novità per le pensioni e al Fondo Indigenza dovrebbe arrivare, come era previsto, un miliardo. Quale spazio, dunque, per le novità come quota 100 e quota 41? Se questi sono i numeri, e lo sono, non c'è spazio, purtroppo, neppure quest'anno.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:01): Si dice spesso che si parla troppo sia a livello di esponenti di varia natura che dell'informazione sulle novità per le pensioni. Troppe ultime notizie e ultimissime senza che vi sia "concretezza"...ora può anche essere vero così come è vero che è difficile fare informazione sulle novità per le pensioni dove le conferme e le smentite arrivano ormai nel giro di poche ore. E dunque, abbiamo deciso, stavolta, di soffermarci solo i numeri scritti nero su bianco nella secondo riscrittura del DEF che può ancora cambiare, ma al momento è questo con tanti e numerosi problemi non solo sulle novità per le pensioni.

Tra piano di riduzione delle imposte, misure a sostegno degli indigenti, provvedimenti per spingere ulteriormente l’occupazione, blocco dei contratti per gli statali, aumenti delle pensioni più basse e novità per le pensioni basata sulla mini pensione per l’uscita prima, ma non solo, l’esecutivo dovrebbe impiegare quasi oltre 8 miliardi di euro, una cifra decisamente spropositata da trovare, considerando gli 11 miliardi di euro necessari da investire per la riduzione del deficit all’1,8% così come imposto dall’Europa al nostro Paese. 

Entrando nel dettaglio dei numeri, come riferiscono le ultime notizie, per il piano di uscita prima con mini pensione, coinvolgimento degli istituti di credito e penalità fino al 15%, sono stati stanziati 500, 600 milioni di euro che potrebbero, però, salire, arrivando a 700, 800 milioni di euro; un miliardo per i provvedimenti per le famiglie indigenti con minori, suscettibile di un rialzo di ulteriori 500 milioni di euro che sarebbero stati annunciati dal Responsabile del Dicastero dell’Occupazione; la riduzione delle imposte, con taglio dell’Irpef, potrebbe costare ben 2 miliardi, e altri 2,5 costerebbero ulteriori sgravi contributivi per lavoratori dipendenti l’anno prossimo; stessa cifra servirebbe per il rifinanziamento delle missioni militari all’estero, senza considerare ulteriori soldi che servirebbero per l’attuazione delle agevolazioni fiscali alle forze dell’ordine, misura tra l’altro già approvata.  

Sono, dunque, poche le risorse economiche disponibili per riuscire a realizzare tutti i provvedimenti che si vorrebbero fare per cui è necessario scegliere quale strada intraprendere e a questo punto le ipotesi di lavoro potrebbero essere due o rimandare i provvedimenti di maggiore portate al 2018, come il taglio delle aliquote Irpef, quando ci saranno le elezioni politiche e realizzare novità minori il prossimo anno 2017, dall’unica novità per le pensioni basata sulla mini pensione, ma nulla in merito a novità per le pensioni di quota 100 e novità per le pensioni di quota 41, così come nulla dovrebbe essere approvato nemmeno per eventuali novità per le pensioni più piccole come la cancellazione delle ricongiunzioni onerose.  

Considerando i numeri impietosi del Def, all'indomani della concessione da parte dell'Ue, è evidente che on si potrà far nulla di più di quanto necessario se non con un nuovo piano di revisione della spesa pubblica e proprio per questo il nuovo ministro allo Sviluppo Economico Calenda ha chiamato l'ex commissario Bondi per mettere a punto un nuovo piano di revisione della spesa pubblica, che potrebbe certamente avere impatto sui provvedimenti da attuare e sulle novità per le pensioni. Dl resto, la spending review è sempre stata considerata cruciale per il recupero di ulteriori fondi da reinvestire in provvedimenti positivi e per apportare cambiamenti in senso migliorativo su temi fondamentali, come le stesse novità per le pensioni che rappresenta uno dei temi che sta particolarmente a cuore ai cittadini. Il problema è che questa spending review tanto importante, in realtà, negli ultimi anni sembra essere stata messa da parte: dai tempi del governo Monti, infatti, e fino ad oggi si sono susseguiti tecnici che hanno sì messo a punto tagli alla spesa pubblica, come hanno, per esempio, pensato Cottarelli prima e Gutgeld dopo con tagli delle agevolazioni fiscali e dei privilegi da cui si ricaverebbero decise risorse, ma rimasi sempre inattuati, più fittizi che reali e spesso anche bocciati dai tribunali.

E accaduto, infatti, con la Corte Costituzionale che ha considerato illegittimo il piano di tagli messo a punto dal decreto Monti per ben 2,2 miliardi di euro ai Comuni nel 2013. I Comuni della Puglia Lecce e Andria hanno presentato un ricorso contro questi tagli e la Corte ha considerato illegittimo il piano delle riduzioni innanzitutto perchè non si è mai tenuta la Conferenza Stato-città per programmare i piani per ogni Comune e poi perchè non è mai stata decisa una scadenza per l'entrata in vigore del decreto previsto.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il