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Pensioni ultime notizie compiuti rilievi su novità Governo Renzi pure da Abi,Confindustria novità mini pensioni,quota 41,quota 100

Le novità per le pensioni sono condizionate dalla congiuntura economica, ma il problema è la zavorra del debito pubblico.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:03): Arrivano rilievi negativi da tutte le forze di ogni tipologie sociali, economiche, accademiche per le novità per le pensioni in modo particolare per le mini pensioni come si evidenza dalle ultime notizie e ultimissime. E sono di due tipi in modo particolare, la prima è la realizzabilità delle novità per le pensioni stesse e la seconda è che questo tipo di novità per le pensioni abbia davvero successo

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:30): Le reazioni alle novità per le pensioni avanzate dal Governo Renzi in modo particolare sulle mini pensioni sia della fattibilità che dell'utilità reale arrivano pure come confermano le ultime notizie e ultimissime anche da Abi e Confidustria. E sulla reale utilità si legano anche a quota 100 e quota 41 o ai differenti metodi altenativi disponibili per le novità per le pensioni.

Non ci sono solo le critiche politiche a prendere di mira l'attività dell'esecutivo, anche in riferimento alla mancate novità per le pensioni ovvero alle prospettive immaginate nel breve e nel lungo periodo. La gestione della situazione economica è oggetto di osservazioni contrastanti anche da parte di Abi e Confindustria. Quest'ultima è tra l'altra sempre stata favorevole a cercare di rilanciare produttività e competitività attraverso la staffetta generazionale con cui consentire ai lavoratori più anziani di uscire un po' prima e a forze fresche di entrare nel mercato dell'occupazione. Finora l'appello è rimasto però lettera morta.

Stando alle intenzioni dell'esecutivo con le mini pensioni, sarà possibile congedarsi fino a tre anni prima rispetto alla vecchiaia, quindi a un'età compresa tra 63 anni e 7 mesi e 65 anni e 7 mesi per gli uomini e per le dipendenti pubbliche, tra 62 anni e 7 mesi e 64 e 7 mesi per le dipendenti del settore privato e tra 63 anni e 1 mese e 65 anni e 1 mese per le autonome. Riduzione ipotizzata della pensione tra il 3 e il 15% per effetto delle modalità di calcolo e del prestito da rimborsare, effetto parzialmente mitigato dalle detrazioni fiscali.

Già in vigore la possibilità per i dipendenti del settore privato, nati entro 31 dicembre 1952 che entro il 2012 hanno perfezionato quota 96 con almeno 35 anni di contributi, possono accedere alla pensione a importo pieno con 64 anni e 7 mesi entro luglio 2017. Allo stesso modo le dipendenti del settore privato che nel 2012 avevano 60 anni d'età e 20 di contributi possono andare in pensione a 64 anni e 7 mesi.

Per chi ha svolto attività particolarmente faticose o di notte, c'è la possibilità di andare in pensione con il sistema delle quote (somma di età e di contributi) che richiede almeno 35 anni di versamenti e comporta, in genere, un'età inferiore rispetto alla pensione di vecchiaia. Per un lavoratore dipendente con 35 anni di contributi, l'età di uscita oscilla tra 61 anni e 7 mesi e 63 anni e 7 mesi in base alla tipologia di lavoro. Inoltre con la normativa si ottiene la pensione senza decurtazioni o prestiti.

Il problema è la zavorra del debito pubblico, che vola a un nuovo record e rappresenta uno dei principali ostacoli per introdurre vere novità per le pensioni. Ad aprile è salito a di 2,145 miliardi raggiungendo un nuovo massimo storico a 2.230,845 miliardi di euro, secondo quanto riportato dal bollettino di Bankitalia. Il nuovo record del debito fa insorgere le associazioni dei consumatori che ironizzano sulle previsioni di Palazzo Chigi, bacchettando il premier e il ministro dell'Economia, e sottolineano che ogni italiano si ritrova sul collo un debito di oltre 37.000 euro. Nel bollettino Via Nazionale spiega che l'incremento del debito è stato inferiore al fabbisogno del mese.

Mentre il debito sfonda record su record, le entrate tributarie nello stesso mese di aprile sono scese a 28,9 miliardi da 29,5 miliardi dello stesso mese del 2015. Nel primo quadrimestre del 2016 le entrate tributarie sono state pari a 118,5 miliardi, superiori di 3,3miliardi rispetto all'anno precedente.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il