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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni illustrati Governo Renzi inediti dettagli del piano

Ulteriori dettagli del piano di uscita prima basato sulla mini pensione resi noti ma più convenienti altre novità pensioni: quali sono e nuove indicazioni




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:02): Occorre distinguere tra le novità per le pensioni riguardanti le mini pensioni e il piano progettato spiegate e quelle che rimangono ancora in dubbio. E non solo, tra le novità delle pensioni illustrate meglio nelle ultime notizie e ultimissime ve ne sono ancora alcune con dei dubbi nonostante le spiegazioni del Governo Renzi. Iniziamo a vederle oltre quello scritto:

- novità pensioni estese ad un gruppo maggiore di persone da 1 a 5 anni prima dell'uscita in questo caso dal 1951 al 1955 che è scritto anche nel comunicato stampa finale dopo la riunione delle forze sociali, ma non è confermato da nessun altra fonte

- novità pensioni sui tassi di interessi con addirittura l'associazione bancaria italiana che ritiene potrebbero non essere così bassi. E questo potrebbe far saltare tutto lo schema, non avendo la disponibilità nel bilancio attuale per pagarli

- novità pensioni sul TFR, non ci sarà nessuna garanzia, tranne una assicurazione, ma anche in questo il dubbio ariva dall'ABI che potrebbero esserci rischi di perdita e quindi che se non a prezzi molto alti questa ssicurazione che dovrebbe essere pagata dallo Stato non si potrebbe fare.

 

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:02): Vi sono ancora diversi dubbi ed elementi da chiarire sulle novità per le pensioni che saranno portate avanti in modo particolare per le novità sulle mini pensioni. Alcune anche interessanti come a chi saranno destinate potenzialmente con un allargamento potenziale della platea sono state dette nelle ultime notizie e ultimissime, ma non c'è solo questo elemento.

Durante l’ultima riunione tra governo e forze sociali, sono stati spiegati ulteriori inediti dettagli del nuovo piano di uscita prima basato sulla mini pensione, una novità per le pensioni che continua a non piacere e a non convincere, a partire da alcune forze politiche, per arrivare a lavoratori e pensionandi stessi, fino ai gruppi online che, come chiaramente si evince scorrendoli e leggendo continui commenti negativi, nono certo entusiasti di un sistema decisamente poco vantaggioso per chi decide di lasciare prima il lavoro e per cui sono stati ‘sacrificati’ altri cambiamenti come novità per le pensioni di quota 100 o novità per le pensioni di quota 41 che sarebbero stati decisamente più convenienti e apprezzati. Settimane fa questo nuovo sistema basato sulla mini pensione era stato presentato esclusivamente per i nati tra il 1952 e il 1953, vale a dire a coloro cui mandano al massimo tre anni al raggiungimento dei normali requisiti pensionistici, 66 anni e sette mesi, età che come emerso dai dettagli riportati dalle ultime notizie dovrà rimanere sempre quella e per coinvolgere sempre gli over 63, gli anni dei coinvolti saliranno al 1954 prima e al 1955 poi, come si legge nei comunicati stampa ufficiale in relazione alla riunione con le forze sociali.

Resterà in tal caso da definire volta per volta l’impiego delle risorse necessarie: inizialmente per questo sistema si era parlato di un miliardo di euro l’anno, poi scesi a 500, 600 milioni con relativa restrizione della platea dei beneficiari, che potrebbero essere nuovamente portati a 700, 800. Secondo alcuni fonti, tuttavia, non sarebbero escluse del tutto novità per le pensioni di quota 41 o quota 100, o simile, per chi ha svolto occupazioni pesanti, che potrebbero essere discusse anche in occasione della prossima riunione tra governo e sindacati, in programma il prossimo 23 giugno, e come emerso da indiscrezioni, sarebbero discusse in separata sede. L’ipotesi che queste novità potessero arrivare era circolata già qualche tempo fa quando, indipendentemente dalla situazione di confusione e incertezza che continuava, così come continua ancora oggi, senza trovare soluzioni, si stava parlando di una revisione delle tabelle di requisiti di uscita in base alla tipologia di attività svolta.

Tutto, però, poi, caduto nel dimenticatoio e se alcuni ritengono che ancora quale possibilità possa esserci, dalle ultimissime dichiarazioni del ministro dell’Occupazione, che ha chiaramente detto che nulla nel breve periodo si farà in merito a novità per le pensioni, né  in riferimento alle quote, né in riferimento al sistema delle aspettative di vita. A prescindere dalla platea di beneficiari del nuovo sistema basato sulla mini pensione, che comunque coinvolgerebbe gli over 63, per il resto il piano prevede erogazione di un anticipo sulla pensione finale che sarà dato dagli istituti di credito passando per l’Istituto di Previdenza, prevede penalizzazioni fino al 15% sulla pensione finale per la restituzione dell’anticipo ricevuto, penalità che potrebbero calare per alcuni in base alla previsione di detrazioni fiscali, che dovrebbero però interessare coloro che percepiscono redditi pensionistici più bassi.

La restituzione di quanto percepito avverrà attraverso un piano di ammortamento 20ennale con relativi interessi. E qui sorge un altro problema: come detto, tali interessi dovrebbero essere a carico dello Stato e non dei lavoratori interessati, ma gli istituti di credito nutrono diverse preoccupazioni in merito,perché se tali tassi fossero troppo bassi, per loro non sarebbe conveniente, al contrario, però, cioè se i tassi non fossero bassi, lo Stato non riuscirebbe a coprirli probabilmente con la cifra compresa tra i 500 e gli 800 milioni, ed ecco che tutto potrebbe nuovamente svanire. Un dubbio che invece ancora resta riguarda l’assicurazione: questa dovrebbe rappresentare l’unica garanzia per l’erogazione del prestito, niente più dunque Tfr o altri beni posseduti come forma di garanzia. Ma la domanda è:chi pagherà questa assicurazione? A pagarla dovrebbe essere lo Stato, ma in tal caso ci si pone ancora la questione disponibilità di soldi. Altro dubbio riguarda le detrazioni fiscali di cui sopra abbiamo parlato: se è vero che serviranno per ridurre la penalità imposta, ci si chiede di quale entità saranno, come funzioneranno e che vuol dire per chi percepisce redditi più bassi? Quando cioè i redditi verranno considerati bassi tali da applicare detrazioni?

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il