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Pensioni ultime notizie quali motivi perchè nulle novità Governo Renzi tra risposte PDN novità mini pensioni, quota 41, quota 100

C'è l'ombra del Partito della nazione che potrebbe rappresentare una variabile decisiva per le novità per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9:55): Dunque, il cambio di passo, ci potrebbe essere anche subito per le novità per le pensioni e altre tematiche che interessano da vicino i cittadini per rinsaldare il legame in vista del referendum soprattutto se i sondaggi dei prossimi giorni e l'impegno del M5S nelle città vinte portasse i suoi frutti. Una carta eccezionale sarebbe l'attuale manovra finanziaria che, comunque, ha parecchi problemi dal punto di vista del reperire risorse che potrebbero essere sbloccate se Governo Renzi dovendosi giocare il tutto per tutto si lanciasse in una reale spending review mai iniziata davvero o quando fatta bocciata dai tribunali. Non ci immaginiamo rivoluzioni, ma novità per le pensioni migliori rispetto alle mini pensioni attuali, magari avviando la sperimentazione effettiva per quota 100, quota 41.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 16:07): A questo punto gli scenari che si aprono sono differenti dopo le ultime notizie e ultimissime. Alcune "cartucce" potrebbero essere sparate per le novità per le pensioni per evitare la sconfitta del referendum e non attendere completamente le nuove elezioni che probabilmente sarebbero prima del previsto ovvero nel 2017. Ma potrebbe anche essere che le novità per le pensioni potrebbero essere accantonate per giocarsela nelle nuove elezioni con il PDN preferendo la strategia attuale che era quella fiscale sul taglio delle imposte e del rilancio degli investimenti. Ci potrebbe essere anche una via di mezzo fare qualcosa per le imposte e qualcosa di minimo per le novità per le pensioni e poi giocarsi "il carico da 90" per le elezioni e la nuova forza politica. Molto importante saranno i sondaggi e su cosa si vorrà costruire la campagna pro referendum dopo le emozioni di queste ore negative per il Governo Renzi e assai positive per M5S e le altre forze di opposizione

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:01):  Il consenso è fondamentale e quello del Governo Renzi è in calo continuo, lento, inesorabile. E tante sono le proteste evidenti che possono spiegare questo calo tra cui le novità per le pensioni. E dunque viene facile domandarsi perchè il Governo Renzi non fa nulla lui che è sempre stato attento alle preferenze e allo stato d'animo dei cittadini. Una spiegazione possibile, che comprende anche la spiegazione per novità per le pensioni nulle o quasi, ce la siamo data sotto e proveremo ad analizzarna ulteriormente.

Sulle prospettive delle novità per le pensioni, una variabile politica decisiva è rappresentata dalla possibile creazione del Partito della nazione. Stando alle indiscrezioni che circolano, la costituzione di una grande coalizione che assorba anche il Partito democratico è di fatto pronta e si aspetta solo l'esito del referendum costituzionale di ottobre per far partire ufficialmente l'operazione. Anzi, nel caso in cui il risultato sarà favorevole, stando a quanto riferito da affaritaliani.it, è già pronta la ripartizione delle quote di potere. La parte maggiore andrebbe nelle mani del Partito democratico, naturalmente all'ala che fa riferimento al premier, mentre il resto verrebbe distribuito tra Ala, il gruppo di Denis Verdini, il Nuovo centro destra, Italia dei Valori, Scelta Civica e Socialisti.

Ma cosa accadrebbe sul fronte specifico delle novità per le pensioni? Di certo il presidente del Consiglio avrebbe campo libero per intervenire. E a quel punto c'è chi crede che ci sarebbero maggiori speranze per introdurre cambiamenti che vadano al di là del progetto delle mini pensioni. L'esecutivo ha confermato l'intenzione di consentire l'uscita un po' prima per coloro ai quali manchino non più di tre anni dall'età della pensione di vecchiaia. Con penalizzazioni crescenti a seconda che si tratti di una persona disoccupata oppure dipendente di una azienda che voglia ristrutturare, oppure ancora che voglia volontariamente lasciare.

Il premier sa bene come si tratta di una misura che non convince e occorre intervenire con maggiore decisione sulle novità per le pensioni per non perdere sempre più voti e consenso. L'ipotesi che chi vorrà uscire prima dovrà chiederlo sotto forma di una somma da restituire sulla pensione normale in 20 anni con rate che peseranno in maniera variabile sull'importo dell'assegno, fino a un massimo di circa il 15%, ha ricevuto più critiche che consensi. Lo Stato dovrebbe coprire i costi con detrazioni fiscali per alcune categorie disagiate come i disoccupati o i lavoratori impiegati in attività faticose, ma non ci saranno coperture per chi deciderà di uscire volontariamente.

La copertura spetterà invece alle aziende nel caso in cui ci saranno pensionamenti anticipati per ristrutturazioni. Il costo dell'operazione è stimato intorno a 6-700 milioni l'anno a fronte dei 10 miliardi di una flessibilità interamente a carico dello Stato e impraticabile per questioni di bilancio pubblico. La spesa previdenziale italiana viaggia infatti intorno al 16% del Pil e la Commissione europea stima ancora che sia al 15,5% al 2020, la seconda più alta dell'area euro.

Ma c'è chi, al contrario, si dice certo che con la costituzione di una grande coalizione moderata, l'approccio sarà ancora più graduale. L'opposizione interna, quella più convinta sulla necessità di intervenire con decisione in ambito previdenziale, sarebbe relegata a un ruolo ancora minore e di conseguenza le varie spinte sull'introduzione delle varie ipotesi di quota 100 per tutti e di quota 41 per chi ha iniziato a lavorare in giovane età verrebbero meno.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il