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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 i soldi ci sono, sono già disponibili miliardi senza fare nulla

Ancora nessuna novità per le pensioni concrete al momento nonostante siano disponibili di soldi da impiegare: ma cosa si farà davvero




Il problema che continua ad ostacolare la realizzazione di novità per le pensioni è la sempre più ribadita mancanza di soldi necessari in base a stime e ultime notizie rese note dai tecnici dell’Istituto di Previdenza, dai consiglieri economici e dal Comitato ristretto. Nel dettaglio le cifre stimate per la realizzazione di novità per le pensioni sarebbero di qualche miliardo di euro, circa 5-7 per il comitato ristretto che arriverebbero anche a 10, 13 per i tecnici economici, che sarebbero stati decisamente di più se tra le novità per le pensioni, insieme a novità pensioni di quota 100, novità pensioni di quota 41, novità pensioni con mini pensioni e aumento delle pensioni più basse, ci fosse stato ancora quell’assegno universale, che sembra essere stato messo da parte al momento, per cui sarebbero serviti circa 10 miliardi di euro.

La stessa cifra servirebbe per la realizzazione di novità per le pensioni di quota 100, data, come spesso spiegato, dalla somma di età anagrafica ed età contributiva, pur a fronte di penalità per l’uscita prima; per il piano di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalità fino ad un massimo dell’8% per chi decide di uscire prima fino a quattro anni rispetto all’attuale soglia prevista dei 66 anni, novità pensioni che secondo i più sarebbe decisamente più vantaggioso dell’attuale sistema basato sulla mini pensione,servirebbero 7 miliardi di euro. Risorse decisamente inferiori, circa 1,5 miliardi di euro, servirebbero invece per realizzare novità pensioni di quota 41, permettendo cioè a tutti di andare in pensione una volta raggiunto il requisito contributivo di 41 anni indipendentemente dall’età anagrafica e che in tanti chiedono senza penalità, visto che si rivolgerebbe a categorie di persone, come coloro che hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi, che sono stati già particolarmente penalizzati dall’avvento dell’attuale legge.

Due miliardi di euro più o meno dovrebbe invece costare l’aumento delle pensioni più basse, in base alle stime attuali della platea di eventuali beneficiari. Passando invece al nuovo sistema basato sulla mini pensione, inizialmente si diceva che sarebbe servito un miliardo di euro annuo per permettere a tutti i nati tra il 1951 e il 1953 di andare in pensione fino a tre anni prima rispetto ai 66 anni e sette mesi oggi richiesti con penalizzazioni al 15% e anticipo da restituire in 20 anni. Ma si tratta di risorse che sono state ridotte a 500, 600 milioni, proprio per scarsità di soldi, da investire per una platea di beneficiari ridotta rispetto all’iniziale, che all’inizio comprenderebbe innanzitutto i disoccupati di lungo periodo e poi coloro che percepiscono bassi redditi pensionistici.  

Nulla dunque si potrebbe ancora fare per le novità per le pensioni anche se, a prescindere dai sistemi che permetterebbero di recuperare ulteriori risorse, alcuni soldi sono già disponibili: per Proietti del Uil, infatti, dalla cifra stanziata per Fondo dei lavori pesanti e Fondo per il lavoro di cura sarebbero avanzati circa 3,6 miliardi che potrebbero essere tranquillamente investiti per ulteriori novità per le pensioni, circa due miliardi, poi, dovrebbero avanzare dai soldi stanziati per la proroga del contributivo donna per quest’anno. A questo punto, è chiaro come si potrebbero avere a disposizione diversi miliardi di euro da impiegare in sistemi sperimentali, come i noti metodi temporanei e limitati, che potrebbero puntare su quota 100 o quota 41 con penalità, o anche novità pensioni con mini pensioni ma riviste rispetto al piano attualmente in discussione, che non convince e non piace, piuttosto che continuare a lavorare, inutilmente, su altri metodi più costosi e che potrebbero rivelarsi un flop.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il