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Riforma pubblica amministrazione, aumento stipendi, sblocco contratti, nuove regole Renzi-Madia: novità questa settimana

Lo sblocco del contratto degli statali potrebbe coinvolgere solo i redditi medi ovvero quelli fino a 26.000 euro.




Con la riduzione riduzione del numero dei comparti pubblici da 11 a 4 ovvero Funzioni centrali che comprende ministeri, presidenza del Consiglio, Agenzie fiscali e enti previdenziali, Scuola (Università e ricerca), Sanità, Enti locali, il percorso dello sblocco del contratto degli statali dovrebbe essere adesso in discesa. A prospettarlo è stato lo stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi, ma i tempi sono ancora indefiniti. Non i modi perché secondo il ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, gli aumenti saranno legati produttività e merito e ci sarà alcuna distribuzione di risorse a pioggia.

Anche perché saranno limiate, circa 300 milioni di euro. Ed ecco allora che potrebbero essere coinvolti solo i redditi medi ovvero quelli fino a 26.000 euro. In ballo c'è anche un testo unico con nuove regole per mobilità e valutazione del merito. Insieme alla riforma della dirigenza a metà luglio potrebbe arrivare anche il testo unico del pubblico impiego. Previsti tra l'altro il rafforzamento dei criteri di valutazione e premio delle professionalità. Messa a regime poi della mobilità tra diverse pubbliche amministrazioni. E ancora: abolite le fasce, incarichi a tempo rinnovabili una sola volta. Potrebbe arrivare entro metà luglio sul tavolo del Consiglio dei ministri il nuovo testo unico che riscrive le regole per la dirigenza: vengono abolite le fasce e gli incarichi saranno a termine rinnovabili una sola volta. Più poteri di controllo sugli uffici.

Il tutto mentre la stretta sui furbetti del cartellino è solo un assaggio di quel che verrà. L'obiettivo è stanare gli assenteisti di professione, in particolare i finti malati. Marianna Madia lo ha detto a chiare lettere dopo il famigerato Capodanno dei vigili romani, era il gennaio del 2015, ed è tornata a ribadirlo all'indomani dell'approvazione in Consiglio dei ministri dei licenziamenti lampo. Nel mirino scioperi bianchi e certificati medici o permessi mendaci, si pensi agli abusi sulla legge 104.

Non ha dubbi il sottosegretario Angelo Rughetti: "Il tema delle assenze e degli scioperi proclamati il venerdì o quando c'è la partita è un problema serio, su cui dobbiamo intervenire. Perché se si fa sciopero quando gioca l'Italia si squalifica il pubblico impiego". Cambieranno innanzitutto le visite fiscali, affidate all'Inps e non più alle Asl. Si punta così ad arrivare a un sistema di controlli mirato. Rughetti fa anche capire che gli uffici dove c'è un alto tasso di assenteismo potrebbero essere "trattati diversamente". Ma molto dipenderà anche dalla responsabilizzazione dei dirigenti come sottolinea il premier Matteo Renzi: "Se il dirigente non licenzia il dipendente furbetto e scorretto, noi allora licenziamo il dirigente".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il