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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 impegni Governo Renzi attesi pomeriggio, Forze sociali riunioni

Esiti votazioni comunali e prossimi appuntamenti che potrebbero rivelarsi importanti per novità per le pensioni e non solo: cosa accadrà in settimana




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:7): Già dal prossimo incontro con le forze sociali, Palazzo Chigi cercherà, forse, di accelerare sulle novità per le pensioni e per ragioni che vanno al di là di istanze sociali ed esigenze economiche. Come riferito dalle ultime e ultimissime notizie ci sono appuntamenti elettorali da vincere e così potrebbe tornare d'attualità anche la modalità di rivalutazione delle pensioni, la previdenza integrativa e coloro che hanno iniziato a lavorare in giovane età. Ma è tutto un dubbio, in quanto sarebbe la cosa più logica, commentate anche nelle ultime notizie e ultimissime da esperti di tutti i tipi, ma in realtà nelle dichiarazioni ufficiali del pomeriggio Renzi ha ammesso la sconfitta e la volontà di chiarire in Direzione, ma si è soffermato ancora una volta sul referendum senza usare nessuna carta per il rilancio del consenso come le novità per le pensioni o le altre tematiche. Forse è troppo presto? O peggio si è perso il contatto con la realtà?

Riconquistare elettori, fiducia, consensi all’indomani del ko delle comunali: la strada di lavoro del governo sembra decisamente lunga e tortuosa e le ultime notizie sulla vittoria netta di Virginia Raggi del M5S a Roma, sulla vittoria decisamente a sorpresa di Chiara Appendino del M5S, che inaspettatamente ha superato Piero Fassino del Pd, e sul rischio che Milano ha corso di finire nelle mani del centrodestra di Parisi sono evidente messaggio per l’esecutivo: bisogna cambiare se si vuole vincere il referendum costituzionale di ottobre, se ci si vuole riconfermare alla guida dl Paese nel 2018 e se si vogliono dalla propria parte, di nuovo, gli italiani. Sono loro i più delusi e il M5S probabilmente per tanti rappresenta l’occasione di un rinnovamento, tanto che, come riportato già tempo fa, al di là degli esiti delle comunali, da alcuni sondaggi sulle intenzioni di voto degli italiani in vista delle prossime politiche del 2018 il M5S ha per la prima superato il Pd. Forse anche lo stesso premier dovrebbe fare un passo indietro rispetto alle sue dichiarazioni susseguitesi nel corso degli ultimi giorni: diceva che gli esiti delle comunali non sarebbero state espressione di un voto nazionale, ma in realtà così non è.

I cittadini hanno chiesto con questo voto qualcosa in più, che qualcosa cambi ma che soprattutto si lavori in maniera diversa e questi cambiamenti richiedono, implicitamente perché ormai ovvie, novità per le pensioni, che sono a loro volta legate al rilancio dell’occupazione, soprattutto giovanile, e quindi alla produttività e al rilancio dell’economia in generale; revisione della manovra fiscale; nuovo lavoro sulla spendi review da cui recuperare ulteriori fondi. Intanto, dopo il silenzio ufficiale di ieri sera dopo i risultati, in data odierna è in programma una conferenza stampa ufficiale del Pd e si cercherà di capire nuovi orientamenti, eventuali, dell’esecutivo, per conoscere le reazioni alle votazioni e se si vorrà effettivamente riprendere con forza a puntare su novità per le pensioni su taglio delle tasse e novità fiscali già con la prossima Manovra.

Altro importante appuntamento sarà quello del Direttorio Pd che è stato anticipato dal 27 a venerdì prossimo 24 giugno e potrebbe essere lo’occasione ideale per comunicare, magari, un anticipo prima ancora dei tempi già rivisti del Congresso, con relativa elezione del nuovo segretario che se fosse uno tra Rossi, Cuperlo e Speranza certamente avrebbe anche un impatto importante sulle novità per le pensioni, a partire da Rossi che da sempre ritiene sia fondamentale agire sulle pensioni perché collegate al lavoro ma anche in direzione degli aumenti delle pensioni più basse. Un giorno prima, vale a dire giovedì 23 giugno, è stata invece già programmata la nuova riunione tra governo e forze sociali. In discussione, di nuovo, tra gli altri eventuali temi, la novità per le pensioni basata sulla mini pensione, che dopo l’ultima riunione in cui sono stati forniti ulteriori dettagli, cioè coinvolgimento ufficiale degli istituti di credito per l’erogazione dell’anticipo di uscita prima, piano di restituzione 20ennale dell’anticipo percepito con relativi interessi, che saranno a carico dello Stato e non del lavoratore anche se non è stata definita ancora l’entità, con penalizzazioni fino al 15% e detrazioni fiscali per chi percepisce peno, coinvolgendo non tutti i nati tra 1951 e 1953 in un primo momento, ma inizialmente gradualmente dai disoccupati, per poi coinvolgere anche coloro che percepiscono redditi inferiori e quindi quelli che hanno redditi superiori.

Questa riduzione della platea di beneficiari dipende, come già sappiamo, da una ridotta disponibilità di risorse economiche per questo sistema, da un miliardo di euro inizialmente stanziato, è calata a 500, 60 milioni che potrebbero arrivare al massimo a 700, 800 milioni. Si tratta di un sistema che, lasciando tutti perplessi, durante la scorsa riunione con le forze sociali non ha effettivamente suscitato da parte di queste ultime particolari rimostranze, come invece, ci si aspettava, ma alla luce delle ultime notizie e delle proteste dei cittadini, le stesse forze sociali potrebbero dimostrarsi più forti e consapevoli di poter chiedere all’esecutivo ulteriori cambiamenti. Si attende dunque la giornata di giovedì per vedere se sarà effettivamente così e soprattutto quale sarà la risposta dello stesso esecutivo.

E potrebbe essere occasione per riprendere le idee dei consiglieri economici, dell’Istituto di Previdenza di tornare e della opposizione interna, di tornare a puntare su novità per le pensioni come quota 100 , quota 41, o anche metodi sperimentali e di cui si era parlato qualche mese fa, come anche su novità per le pensioni minori come cancellazione delle ricongiunzioni onerose e revisione del piano di recupero degli anni di studi, riprendendo quel progetto da 5-7 miliardi di euro che però, potrebbe essere pensato se si ripensasse seriamente ad un piano di spending review per evitare sprechi e recuperare nuove coperture quanto meno per correggere gli errori dell’attuale legge, nella consapevolezza che non può essere certamente stravolta, ma almeno rivista per sostenere tutti coloro che sono stati fortemente penalizzati dalle attuali norme, a partire da coloro che hanno iniziato a lavorare prestissimo, per arrivare a coloro che svolgono, e hanno svolto, attività pesanti e faticose.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il