BusinessOnline - Il portale per i decision maker






Brexit sondaggi aggiornati e previsioni oggi. Chi vuole stare in Europa e chi vuole uscire. Chi vince previsioni differenti fonti

C'è incertezza sulla Brexit, ma i rapporti di forza sembrano cambiati in seguito all'assassino della deputata del Labour.




A tre dal referendum sull'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea, la cosiddetta Brexit, gli europeisti e il mondo tornano a vedere una speranza. Gli analisti sono quasi tutti d'accordo: l'atroce morte della deputata del Labour, europeista convinta e battagliera, è un argine, forse decisivo, "all'ondata della campagna" pro-Brexit che fino a pochi giorni fa i sondaggi fotografavano come irresistibile. Si tratterebbe, stando ai sondaggi aggiornati alla giornata di oggi, dell'evento che ha ribaltato i rapporti di forza.

"Ci saranno contraccolpi inevitabili sulla credibilità degli elementi più aggressivi dello schieramento di Vote Leave, e potenzialmente una svolta di elettori indecisi verso l'opzione Remain", argomenta fra gli altri Mujtaba Rahman,responsabile del desk Europa nel think tank Eurasia, uno dei centri più accreditati di consulenza aziendale e valutazione dei rischi politici nel Regno Unito. I politici britannici restano prudenti. Il messaggio comune del premier David Cameron e del leader laburista Jeremy Corbyn è tuttavia univoco: no all'odio e no all'intolleranza. E la stampa londinese ritiene che il cadavere di Jo Cox sia un monito troppo forte per non mettere fino al voto, le voci più bellicose di una campagna giocata finora sulla paura, prima di tutte la paura dell'immigrazione.

Alex Massie, commentatore della rivista conservatrice Spectator, denuncia "la maniera in cui è stata portata avanti la campagna di Leave": ha "incoraggiato la rabbia" cieca di singoli individui come di pezzi della società. Ma l'opinione più importante è quella dei mercati finanziari, che sembrano convinti che l'omicidio Cox possa allontanare l'incubo di una Brexit che la City teme. "La percezione è che oggi sia maggiore la probabilità di un voto Remain", ammette Alan Ruskin, capo ricercatore alla Deutsche Bank. Che però avverte: "È una reazione emotiva immediata, ma manca quasi una settimana al referendum".

Oltre all'opportunismo degli investitori in una campagna, giocano anche le voci su una rete d'emergenza che starebbero discutendo le banche centrali di Europa, Usa e Giappone, pronte a iniettare miliardi di dollari attraverso in modo da attutire il probabile crollo della sterlina che seguirebbe a una Brexit. La crisi valutaria potrebbe innescare una recessione in Gran Bretagna ma anche destabilizzare i mercati con conseguenze sull'Eurozona e in particolare sui periferici, Italia compresa, dove il punto debole è rappresentato dalle banche e, in second'ordine, dallo spread, oggi calmierato dalla Banca centrale europea. Al di là dei rischi economici, resta la sfida politica al progetto di Europa.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il