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Pensioni ultime critiche novità pure da Confidustria e associazioni bancarie per novità mini pensioni meglio quota 100, quota 41

Associazione degli industriali e banche non favorevoli a novità pensioni al vaglio dell’esecutivo perché poco vantaggioso: le alternative




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:07): Confidustria critica le novità per le pensioni su come le mini pensioni presentate al momento rischiano di fare la fine delle altre fatte finora senza nessun successo. C'è da ricordare che i giovani industriali ragionavano fino a poco tempo come confermano le ultime notizie e ultimissime su quota 100 e quota 41 se non appoggiandole guardandole come metodi fattibili. Dall'altra parte c'è la questione della non fattibilità che addirittura le banche e le assicurazioni che avrebbero i maggiori benefici hanno iniziato a dire.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:31): Le critiche sulle novità per le pensioni arrivano da più parti senza nesuna distinzione e colore di appartenza. In particolare da come si evince nelle ultime notizie e ultimissime, le critiche riguardano su due aspetti delle novità (per quanto riguarda banche e assicurazioni e associazioni industriali) ovvero:

- pensioni novità critiche per la non fattibilità
- pensioni novità critiche per il rischio che seppur fatta così come sono risultino senza successo come quelle finora fatte

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:30): Alla ricerca di un percorso condiviso con tutte le parti sociali, l'esecutivo non ha ancora ascoltato l'associazione degli industriali che, stando alle ultime e ultimissime notizie, è scettica sulle novità per le pensioni con le mini pensioni con penalizzazione per facilitare l'uscita fino a tre anni prima, preferendo piuttosto puntare sulla staffetta generazionale. E non solo, le novità per le pensioni vengono giudicate oltre che negativamente anche in parte irrealizzabili sempre parlando di mini pensioni dalle banche che dovrebbe essere le co-protagoniste. Il confronto è in corso e le prossime fasi potrebbero essere illuminanti.

Il nulla di fatto concreto finora, nonostante mesi, se non anni, di discussioni, dibattiti e confronti, ma anche le ultime novità per le pensioni al vaglio dell’esecutivo stanno attirando non poche critiche e non soltanto da parte di forze politiche e interessati stessi, tra giovani, lavoratori e pensionandi, ma anche da parte di banche e associazioni industriali. Nel mirino delle polemiche degli industriali non soltanto il nuovo sistema basato sulla mini pensione che potrebbe rivelarsi un flop viste le condizioni previste, decisamente poco vantaggiose per i lavoratori che volessero uscire prima e che quindi potrebbe non avere i risultati sperati, vale a dire quel rilancio dell’occupazione giovanile molto importante e fondamentale per gli industriali per ridare nuova spinta all’economia, attraverso una maggior produttività che solo i giovani riescono ad assicurare, ma anche altre novità già pensare come la staffetta così come modulata attualmente.

Gli industriali da sempre sostengono le necessità di novità per le pensioni, hanno probabilmente fatto un leggero passo indietro solo quando il premier ha paventato la possibile riduzione delle imposte per famiglie e imprese, ben convinti del fatto che il tanto richiesto rilancio dell’occupazione giovanile, richiesta arrivata anche dall’Europa, non può prescindere dalla realizzazione di cambiamenti all’attuale legge pensioni che ha allungato, senza alcuna distinzione, l’età di uscita dal lavoro per tutti, bloccando, di conseguenza, i lavoratori già impiegati e costringendoli a rimanere a lavoro sempre più a lungo, e chiudendo le porte del mondo occupazionale ai più giovani che invece rappresentano la risorsa su cui puntare e attraverso la quale spingere su crescita di produttività e competitività, elementi che contribuirebbero, senza alcun dubbio, a rimettere in moto l’economia in generale.

Per cambiare le cose, è chiaro che bisogna intervenire con novità per le pensioni per sostenere il ricambio generazionale, attraverso novità per le pensioni di quota 100, quota 41, o anche per time ma da rendere più vantaggioso rispetto ad ora, sistemi che non dovrebbero richiedere particolare coperture se ben modulati e considerando le penalità che ognuno di loro prevedere a carico dello stesso lavoratore che decide di andare in pensione prima. Con la nomina di Boccia nuovo presidente degli industriali, e fortemente voluto anche da quegli stessi giovai industriali che con maggiore intensità chiedono e puntano su novità per le pensioni, la strada del cambiamento potrebbe essere concretamente avviata.

Di certo è che il sistema basato sulla mini pensione per gli industriali non potrebbe rappresentare la svolta: si tratta di una novità che consentirebbe un limitato accesso al prepensionamento, che varrebbe infatti solo per i nati tra il 1951 e il 9153, e nemmeno per tutti coloro che rientrano in questa fascia di età, ma inizialmente destinato solo ai disoccupati, quindi per lavoratori che percepiscono bassi redditi pensionistici per poi arrivare, soldi permettendo a comprendere anche coloro che percepiscono redditi più elevati. L’uscita prima sarebbe possibili grazie ad un anticipo per cui verrebbero coinvolti gli istituti di credito e Istituto di Previdenza, prevederebbe penalità del 15% sulla pensione finale, con eventuali detrazioni per chi ha redditi più bassi, e un piano di restituzione di quanto percepito in anticipo in 20 anni, con relativi interessi che, stando alle ultime notizie, non dovrebbero essere a carico dello stesso lavoratore ma sarebbe lo Stato a farsene carico. Ed è proprio per quest’ultimo punto che le banche non sono particolarmente d’accordo con questo piano, perchè sono preoccupate dagli interessi che non si sa come saranno e se saranno troppo bassi non conviene così come non conviene fare assicurazioni che costano poco e che potrebbe vedere anche diverse persone morire nel corso degli anni, durante i quali si dovrebbe ancora provvedere alla restituzione della mini pensione, e quindi avere dei peggioramenti economici.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il