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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 segretario e Congresso con impatto importante per pensioni

Anticipare il Congresso e scegliere il nuovo segretario del partito potrebbe portare importanti conseguenze per novità pensioni: quali son e situazione




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:45): Sono senza dubbio importanti i prossimi accadimenti per le novità per le pensioni seppur non possono essere ancora considerati decisivi ma degli eventuali passi avanti nella giusta direzione che è ancora, comunque, in salita. Il fare un Congresso subito e la nomina di un nuovo segretario con i nomi che circolano potrebbero rilanciare le novità per le pensioni facendo cambiare alcune priorità. Al momento, però, nonostante l'opposizione interna sembra puntarci tutto sembra fermo.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:15): Sono le ultime e ultimissime notizie a riferire come la situazione all'interno del Partito democratico sia sempre più incandescente. Vista nell'ottica delle novità per le pensioni, le conseguenze possono però essere di segno positivo. L'opposizione interna, più decisa e concreta sulle pensioni, punta alla conquista del partito e già alla prossima direzione e in vista del congresso farà sentire la sua voce.

Anticipare il Congresso del Pd, eleggere un nuovo segretario di Partito, perché il premier non può più mantenere il doppio incarico di presidente del Consiglio e segretario di Partito, e rivedere organizzazione di lavoro e obiettivi: le ultime notizie sugli esiti delle comunali di ieri hanno portato l’opposizione interna ad accelerare sulla necessità di anticipare il Congresso. Fondamentale l’elezione di nuovo segretario che si dedichi esclusivamente al partito, perché è evidente che le comunali rappresentano un segnale di allarme, nonostante l premier stesso continui a sostenere che non si è trattato di un voto nazionale. Ma potrebbe essere un errore continuare a perseguire una strada si scontri e tensioni: l’ideale sarebbe appianare le divergenze tra maggioranza e opposizione interna per poter collaborare per il bene comune del Paese.  

Alcuni esponenti dell’opposizione interna sulla base di risultati ottenuti, considerando ‘importanti’ le perdite di Torino e Roma ma anche l’andamento delle votazioni a Milano che non era certo si risolvessero con la vittoria di Giuseppe Sala su Stefano Parisi, dopo la sfida serrata di questi ultimissimi giorni, ritengono che l’anticipo del Congresso potrebbe innanzitutto rappresentare un passo verso la ‘pacificazione’ da parte del premier, ma anche il primo verso la possibilità di definire nuovi miglioramenti concreti di diverse questioni, partendo da quelle novità per le pensioni che sono tra le priorità di tre candidati alla segretaria del Pd, e cioè l’attuale governatore della Toscana Rossi, Gianni Cuperlo e Roberto Speranza, tutti pronti ad una revisione dell’attuale legge.

E se le posizioni di Rossi sono particolarmente vicine a quelle di tanti governatori locali, come la Serracchiani, Chiamparino ed Emiliano che nelle loro realtà hanno già iniziato a sperimentare l'assegno universale o altre novità per le pensioni, anche gli altri due sostengono novità per le pensioni con particolari riferimenti a situazioni più difficili e rimaste in sospeso come quelle dei lavoratori che sono entrati sin da giovanissimi nel mondo occupazionale, cioè a 14, 15 anni, e quelle dei lavoratori impegnati i attività faticose e pesanti. Non si tratta, come evidenziato, di uno stravolgimento totale delle norme pensionistiche in vigore, ma di correzioni e modifiche di una legge che ha creato non poche distorsioni e diseguaglianze. Cuperlo sarebbe favorevole anche ad un ricalcolo delle pensioni più elevate.

Con l’elezione di uno dei tre candidati sopra citati, potrebbero riaprirsi le porte per novità per le pensioni di quota 100 e novità per le pensioni di quota 41, dunque, mentre potrebbe essere rimesso in discussione il nuovo sistema basato sulla mini pensione, per una ristretta platea di nati tra il 1951e il 1953m con coinvolgimento degli istituti di credito, penalizzazioni fino al 15% e restituzione di quanto percepito in anticipo per lasciare il lavoro prima con un piano 20ennale, e relativi interessi che sarebbero però a carico dello Stato, anche se non ne è stata ancora definita l’entità. Si tratta di un sistema che non piace e non convince per niente gli interessati, cioè lavoratori e pensionati, ma che ha attirato anche tantissime critiche da diverse forze politiche, compresa la stessa opposizione interna.

E’, dunque, plausibile pensare che se effettivamente il premier acconsentisse d anticipare il Congresso potrebbe essere la pria mossa per voler risolvere i contrasti interni e questo passaggio non potrebbe non prevedere anche quale dietrofront o accettare qualche richiesta su altre novità per le pensioni, che potrebbero essere anche minori, come cioè la cancellazione delle ricongiunzioni onerose. Il percorso potrebbe rivelarsi semplice e potrebbe portare l’esecutivo a riconquistare quella fiducia e quei consensi persi ma non è poi così scontato, considerando che lo stesso premier non sembra particolarmente disposto a farlo, quanto meno non prima del referendum costituzionale di ottobre, quindi non nel breve periodo, il che potrebbe compromttere le buone intenzioni di una collaborazione per definire novità per le pensioni condivise da tutti. 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il