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Pensioni ultime notizie dimostrata novitÓ che soldi giÓ stanziati Governo Renzi ci sono pe novitÓ quota 100,quota 41,mini pensioni

Ci sono sempre ragionamenti di tipo economico ovvero di necessitÓ di trovare le coperture necessarie alla base delle ipotesi sulle novitÓ per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:15): Sembra confermato che i soldi per le novità per le pensioni ci siano già disponibili e utilizzabili subito da Governo Renzi almeno di circa 5-6 miliardi come spiegato nelle ultime notizie e ultimissime sotto. E sarebebero soldi al momento bloccati che si potrebbero utilizzare per:

- pensioni novità temporanee in prova per quota 100 o quota 41 come già avanzato da diversi esponenti
- pensioni novità minori, ma comunque importanti (e ne avenzerebbero)

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:17): Stando alle ultime e ultimissime notizie, l'esecutivo non è al lavoro sulle novità per le pensioni prendendo in considerazione quei circa 3,6 miliardi di euro che secondo il sottosegretario della Uil, sarebbero rimasti inutilizzati nel Fondo dei lavori faticosi. E non risulta, a oggi, che ci sia un impegno a trovare quei due miliardi di euro che dovrebbero essere rimasti dall'applicazione del contributivo donna.

Intervenire sulle pensioni è un'operazione costosa e l'introduzione di novità, come dimostrato dai calcoli e dalle simulazioni sulle mini pensioni con penalizzazione che il governo sta studiando, hanno un impatto economico non trascurabile. Più esattamente, servirebbero circa 600-700 milioni di euro solo nel primo anno. E nel caso di estensione del bonus da 80 euro ai circa 2,3 milioni di anziani con la pensione minima, servirebbero altri 2,3 miliardi di euro l'anno. Il punto è che il governo sta valutando come ridurre con la prossima manovra di bilancio il peso fiscale sul ceto medio e le famiglie. Tra le ipotesi per realizzare questa operazione c'è l'anticipo dal 2018 al 2017 di un intervento sulle aliquote Irpef.

Una calibratura al ribasso delle aliquote intermedie del 27% e del 38% costerebbe circa 3-5 miliardi di euro mentre una sforbiciata con effetto sulla sola aliquota del 38% si scenderebbe attorno ai 3 miliardi di euro. Molto più elevato il costo per l'operazione di riduzione degli scaglioni. Non solo, ma il taglio dell'Ires dal 27,5% al 24% in vigore dal primo gennaio 2017 è già previsto dall'ultima manovra approvata dal Parlamento. A ricordarlo è stato nei giorni scorsi lo stesso ministro dell'Economia. I commi della Stabilità che ha ottenuto il sì delle Camere nel dicembre scorso, stabiliscono senza equivoci il taglio dell'imposta pagata sul reddito delle imprese di 3,5 punti percentuali.

Un taglio già inglobato nei saldi di finanza pubblica che per le attività produttive vale oltre 3 miliardi di euro di riduzione del carico fiscale. Ma secondo il sottosegretario della Uil, nel Fondo dei lavori faticosi e in quello per il lavoro di cura sarebbero rimasti inutilizzati circa 3,6 miliardi di euro che potrebbero essere dirottati per introdurre novità per le pensioni. Altri due miliardi di euro, poi, dovrebbero essere rimasti dal contributivo donna. Con la prossima manovra, ad esempio, scatterà un pacchetto di interventi per le famiglie numerose e la natalità, oltre che la creazione di un fondo per il contrasto all'indigenza. Nella maggioranza si sta cercando una linea comune.

La questione è sempre la solita: chi paga? Per Ap è prioritario rafforzare il bonus bebè e adottare ulteriori misure, fiscali e non, per i nuclei con più figli. Il Pd ha presentato al Senato una proposta che punta su una misura universalistica che assorbe bonus bebè e gli attuali assegni e detrazioni: un contributo unico di 150 euro al mese per ogni figlio a carico fino a 18 anni di età da parametrare con l'Isee. Come già indicato nell'ultimo Documento di economia e finanza, in fase di revisione anche alla luce delle ultime intenzioni sulle novità per le pensioni, il governo proseguirà con l'azione di revisione della spesa.

La fase 3 della spending review, alla quale sta lavorando il commissario straordinario Yoram Gutgeld, si dovrebbe sviluppare prevalentemente lungo tre direttrici: rafforzamento del meccanismo di centralizzazione degli acquisti della pubblica amministrazione; estensione a vasto raggio del dispositivo dei fabbisogni standard; attuazione della riforma della pubblica amministrazione. Bastera?

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il