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Pensioni ultime notizie contrapposte novitÓ con Brexit per Governo Renzi per novitÓ quota 100, mini pensioni, quota 41

L'Italia Ŕ con il fiato sospeso per il referendum sull'uscita del Regno Unito dall'Unione europea e le possibili conseguenze per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:10): Sono contrapposte le novità per le pensioni che la Brexit ovvero l'esito del referendum sul rimanere o meno dell'Inghilterra in Europa potrebbero dare. La prima è quella visto sul bilancio che limiterebbe ancora di più i soldi spendibili già pochissimi come rivelano le ultime notizie e ultimissime. Ma se vincesse l'uscita dall'Europa vi potrebbe essere anche una minore austerity e maggiori risorse da sbloccare e meno vincoli e impedimenti per evitare effettti a cascata. Fatto salvo che per le novità per le pensioni serve la volontà politica, perchè le risorse ci sono se si volessero usare cambiando anche strategie attuali o facebdo un 50% e 50% tra taglio imposte e pensioni.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:33): Se ci fosse la Brexit, almeno nell'immediato, il bilancio che si sta preparando dovrebbe essere probabilmente rivisto per la terza volta o, comunque, sospesa questa seconda scrittura. Il bilancio, infatti, è basato tutto su previsioni del Pil, Spread, etc e  con una Brexit le ripercussioni nonostante le Banche Centrali almeno inizialmente si farebbero sentire. E già in un contetso dove ci sono pochi per soldi per tutti, novità per pensioni comprese, vi potrebbe esere delle conseguenze reali oppure usate anche come potenziali scusanti per altre strategie che non contemplino effettivamente le novità per le pensioni.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:30): La Brexit ovvero l'eventuale uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea non fa paura a Palazzo Chigi. Secondo le ultime e ultimissime notizie, le conseguenze sulla politica economica italiana saranno limitate e lo saranno ancora di meno sulle novità per le pensioni, considerando la gradualità con cui l'esecutivo ha deciso di proseguire. Il tutto mentre il Guardian sottolinea che il panorama politico italiano è stato rimodellato con due candidate anti-establishment.

C'è anche la Brexit ovvero la possibile uscita del Regno Unito dall'Unione europea, tra i grandi eventi che potrebbero impattare sulle economie nazionali e dunque anche sulle novità per le pensioni. Se ne saprà di più da giovedì 23 giugno 2016, quando i cittadini di Sua Maestà saranno chiamati alle urne per il referendum. Le opinioni sono contrastanti tra chi crede che non ci sarà alcuna conseguenza e chi immagini inevitabili riflessi. Tanto per essere precisi, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico lascia intravedere "turbolenze dei mercati finanziari e nell'area euro" con rischi di aumento della differenza di rendimento tra titoli di Stato e i costi di servizio del debito pubblico.

Anche se, si legge nel suo Economic Outlook, a rimetterci non sarà tanto l'Italia, ma Irlanda, Lussemburgo, Olanda in prima battuta, Norvegia e Svizzera in seconda. Non è allora proprio un caso che l'intenzione di Palazzo Chigi sia togliere un po' di rigidità in uscita, ma senza modificare l'attuale legge previdenziale e utilizzando strumenti finanziari esterni, come banche e assicurazioni. La prima stima dei costi è stata di 10 miliardi di euro, ma a quanto pare si punta a dimezzare questa cifra. La strada individuata per assecondare esigenze sociali e necessità economiche è quella delle mini pensioni con penalizzazioni che, a dirla tutta, non stanno riscontrando il parere unanime nel dibattito interno dentro e fuori le aule del potere.

Non solo, ma si resta in attesa di sapere il parere della stessa Europa, sempre piuttosto frenata quando si tratta di intervenire sulle novità per le pensioni. Il tutto mentre l'Eurogruppo frena sulle modifiche per le pensioni e ribadendo l'indirizzo del prolungamento, ma la critica, secondo il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, non è rivolta ai progetti italiani. A suo dire si tratta di una linea generale e riguarda tutti i Paesi e ci sono Paesi in Europa che hanno sistemi meno in equilibrio del nostro. Sulla stessa linea il ministro dell'Economia per cui l'Italia è uno dei sistemi più sostenibili e non c'è stata alcuna particolare valutazione delle attuali proposte ovvero le mini pensioni con penalizzazioni.

Stando allo schema iniziale allo studio a Palazzo Chigi e oggetto del confronto con le parti sociali, il meccanismo sarà sperimentale per tre anni e che riguarderà l'anno prossimo i nati tra il 1951 e il 1953, e si estenderà nel 2018 ai nati nel 1954 e nel 2019 ai nati nel 1955. Il montante pensionistico sarà quello raggiunto al momento della richiesta dell'importo mentre il coefficiente di trasformazione sarà quello del momento nel quale si raggiunge l'età di vecchiaia. L'istituto di previdenza collaborerà con banche e assicurazioni che anticiperanno la somma. Sarà pagato con una rata sulla pensione, ma si ragiona - come spiegato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio - anche su una detrazione fiscale in modo da ridurre i costi di questo meccanismo, in particolare per i soggetti più deboli e meritevoli di tutela.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il