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Pensioni ultime notizie significative novità vantaggi potenziali novità quota 100, quota 41, mini pensioni con rinnovo segretaria

I cambiamenti all'interno del Partito democratico avranno certamente conseguenze sull'attività dell'esecutivo, pensioni incluse.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:53):  I nomi che si fanno per il rinnovo della segretaria della maggioranza nelle ultime notizie e ultimissime sono positivi per le novità per le pensioni perchè in sintesi hanno fatto:

- novità pensioni o meglio collegate ad esse per i non occupati sopra una certa e staffette locali o assegni universali nel loro territorio di competenza

- novità pensioni sostenute dell'opposizione e dell'Istituto di Previdenza come quota 100 e quota 41 ribadendo la necessità di un confrotno reale

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:12): Chi dice che il risultato abbia solo valenza locale sottovaluta il messaggio forte degli italiani: riguarda il partito, il premier e l'esecutivo. Impossibile minimizzare. Si tratta dell'accusa dell'opposizione interna al Partito democratico che, secondo le ultime e ultimissime notizie di queste ore, è pronta a prendere la guida del partito al prossimo congresso per impostare una nuova politica, anche sulle novità per le pensioni.

I toni sono alti e le conseguenze per gli equilibri del Partito democratico, l'attività dell'esecutivo e le prospettive sulle novità per le pensioni sono necessariamente imprevedibili. Succede infatti che l'opposizione interna davanti alla debacle del partito soprattutto a Roma e Torino, questa volta non fa sconti e va a gamba tesa all'attacco del segretario premier. Quest'ultimo sa bene che qualcosa dovrà cambiare e si sarebbe detto pronto a fare un passo indietro e a proporre la sua sostituzione con uno tra Maurizio Martina, ministro delle Politiche Agricole; Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio; Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana; e in seconda battuta Vasco Errani, già presidente della Regione Emilia Romagna.

Si tratta di uomini del territorio, abituati cioè ad affrontare i problemi concreti della gente e verosimilmente più sensibili sulla questione della necessità di prevedere novità per le pensioni. Il ministro Martina, ad esempio, più volte ospite di trasmissione televisive, ha spesso espresso il suo parere favorevole a discutere della possibile applicazione di quota 100, quale somma di età anagrafica e anni di contribuzione da maturare per accedere al trattamento previdenziale, e quota 41, come soli anni di contribuzione versata indipendentemente dall'età, quale strumento congeniale per chi ha iniziato a lavorare in giovane età.

Da parte sua il governatore Enrico Rossi, anche se vicino al premier, ha già presentato la sua candidatura per succedergli e sulle pensioni è di tutti loro il più convinto sostenitore a superare l'attuale legge previdenziale. Per Zingaretti si fa presente un fatto concreto ovvero la rinuncia, insieme al 70% dei consiglieri della Regione Lazio, del trattamento previdenziale regionale, una specie di vitalizio. La possibilità era prevista sia dalla legge sul taglio alla spesa pubblica approvata a livello locale e sia da una specifica norma sui vitalizi. Ma soprattutto si ricorda l'iniziativa con cui permettere di cambiare il proprio contratto di lavoro da full time a part time anche per favore il ricambio generazionale nei posti di lavoro.

Vasco Errani, più vicino all'opposizione interna, ha sempre detto sì a misure migliori sulle pensioni. Già, l'opposizione interna. È una sconfitta severa che merita risposte chiare, spiega in riferimento al ballottaggio e promettendo battaglia in direzione. E mentre non viene nascosta l'amarezza per l'esito delle amministrative, cresce il fronte di chi afferma che serve un cambio di rotta nelle politiche del governo, novità per le pensioni evidentemente incluse, e nella gestione del partito.

Il presidente del Consiglio sembra disposto a ricucire dentro il partito, non vuole scontro e nemmeno se lo può permettere perché un Pd diviso può solo indebolire le chance di vittoria nella sfida referendaria. Si capirà solamente nei prossimi giorni quanto la minoranza vuole veramente affondare il coltello. Stando a quanto riferito dal premier, se il clima resta moderato andrà incontro all'opposizione interna e venerdì annuncerà l'avvio della stesura del regolamento del congresso che in questo modo potrebbe concludersi a gennaio-febbraio 2017.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il